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Piazza Affari precipita a -4%, raffica di sospensioni

Dopo il venerdì nero della scorsa settimana, con le borse europee in picchiata e Milano in caduta libera (-4,53%), la giornata si è aperta nuovamente all'insegna delle perdite, mentre proseguono le tensioni sui titoli di stato e l'euro tocca ribassi record.

Non si ferma la corsa al ribasso di Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha segnato un -5,15%, per poi attestarsi a -4,15%.

Sospesi tutti i titoli bancari tranne Unicredit che cede il 7,22%. Congelati, Banco popolare segna un -7,51% teorico, Bpm -7,64%, Ubi -8,01%, Intesa sp ed Mps -8,96%, Mediobanca -7,05%, Bper -4,95%. Sospesi anche Azimut e Mediolanum (-5,38% e -7,55% teorici); A2a ed Enel gp (-5,95% e -5,64% teorici). Peggiorano anche gli industriali con Fiat che cede il 3,64%.

Le borse europee continuano ad accentuare le perdite. A Londra l'Ftse 100 cede l'1,67%. A Francoforte il Dax perde l'1,75% e a Parigi il Cac 40 lascia sul terreno il'2,1%. Madrid cala del 3,38% e Atene del 7,85%.
Tocca un nuovo record il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni della Spagna: il tasso dei Bonos ha raggiunto il 7,50%, un livello mai visto dall'introduzione dell'euro, con lo spread rispetto al Bund schizzato a 631 punti base. Il differenziale tra Btp e Bund viaggia sui 520 punti base.

L'euro è sceso sotto la soglia psicologica di 1,21 dollari per la prima volta dal giugno 2010. La moneta unica viene scambiata a 1,2099 dollari contro gli 1,2200 dollari delle quotazioni Bce di venerdì. L'euro vale inoltre 94,49 yen contro i 95,86 di venerdì scorso

Parte male l'Asia, dove gli indici sono negativi e l'euro è sceso oggi sotto i 95 yen per la prima volta da oltre 12 anni, con gli investitori preoccupati per la crisi finanziaria della Spagna.

Alle 2:10 ora italiana, a Tokyo l'euro ha toccato quota 94,94 yen, contro i 95,42 della chiusura di New York. L'euro non toccava un livello così basso da novembre 2000.

L'indice Msci dell'area Asia Pacifico ha  perso l'1,6 per cento. In particolare, a creare tensioni sul mercato ha contribuito il board della Banca centrale cinese che ha previsto una frenata dell'economia della Repubblica popolare e si è detto preoccupato per lo stato di salute della Grecia che potrebbe uscire dall'Eurozona. In questo scenario davanti alle principali Borse asiatiche si è visto il segno meno con Hong Kong che ha perso oltre 2,5 punti percentuali, mentre Tokyo ha sfiorato un calo del 2 per cento. In decisa flessione anche Seul (-1,84%).

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