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Legge elettorale: Sdr, norma discriminatoria e incostituzionale

“I Consiglieri regionali della Sardegna non brillano spesso per la capacità di innovare le Istituzioni producendo norme avveniristiche, non possono ignorare però che esiste un obbligo per il raggiungimento della cosiddetta democrazia paritaria. Lo ha sancito la Costituzione. Senza il rispetto di tale clausola la legge risulterà discriminatoria e dunque incostituzionale. E’ evidente quindi che sarà impugnata”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento all’accordo raggiunto in Commissione Autonomia di introdurre nella “legge elettorale e sulla forma di governo” una generica “presenza di entrambi i generi” nella composizione della Giunta.

“La formula utilizzata – sottolinea Caligaris – non è sufficiente per dimostrare che si sta promuovendo con azioni concrete la parità tra i due generi. Tanto meno dimostra un’attenzione nei confronti della società che è in continuo cambiamento. Conferma invece che senza il provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale, la Giunta del Presidente Ugo Cappellacci sarebbe ancora di genere esclusivamente maschile. Ciò nonostante la rappresentanza femminile nell’Esecutivo dimostri una forte vitalità. Si esprime chiaramente insomma il convincimento diffuso almeno tra i componenti della Commissione Autonomia, con autorevoli rappresentanti del mondo politico isolano, che è meglio tenere distanti dalle decisioni le donne. Se questo è il segnale distintivo della parte più nobile dell’Istituzione autonomistica c’è poco da stare tranquilli. A meno che non si tratti di una provocazione”.

“Il sistema elettorale – sottolinea la presidente di SDR – costituisce il nodo nevralgico dell’azione politica. La nuova legge statutaria dovrà fissa i cardini dell’intero assetto istituzionale. L’esperienza maturata in questi anni deve far riflettere il legislatore a partire da un presidenzialismo che sta dimostrando ovunque a qualunque livello di non essere idoneo ad affrontare le diverse problematiche della Sardegna. Non può neppure più essere sottaciuta la sterilità di una politica autoreferenziale, distante dai cittadini e senza alcuna considerazione della necessità di accogliere e mettere a disposizione del benessere dei sardi le competenze maturate dalle donne. La necessità di affrontare ancora questo argomento appare perfino umiliante per chi si occupa di politica”.

“Il Governo della XIV legislatura – conclude Caligaris – si è finora distinto soprattutto per i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale e alla Corte Costituzionale. Si è impantanato in questioni spinose alle quali il più delle volte non è stato in grado di dare risposte in tempi certi. Almeno il Consiglio regionale, che ha scelto una donna capace come guida, provi a restare nella memoria per una norma che rispecchia l’attualità della società dove la componente femminile è parte attiva in ogni ambito ed è in grado, se solo le si offre la possibilità, di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i sardi, donne e uomini. Se non prevarrà il buon senso difficilmente questa legislatura porterà a conclusione il percorso avviato così maldestramente”. Com