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Energia – Le imprese della Sardegna pagano 2.708 euro in più rispetto ai colleghi europei.

Per le imprese della Sardegna, bollette sempre più pesanti edivario con l’Europa sempre maggiore.

“Ogni azienda sarda, infatti, paga 2.708 euro in piùrispetto a una sua concorrente europea, ovvero l’1,03% del valore aggiuntoscompare tra i fili della corrente” commenta il Presidente di ConfartigianatoImprese Sardegna, Luca Murgianu “e anche questo problema, come quello deiritardi nei pagamenti, non è più sostenibile tantomeno tollerabile. E’necessario risolvere il problema in modo definitivo affinché le imprese sardepossano competere ad armi pari con tutte le altre”.

 I dati relativi allanostra regione, che provengono da una elaborazione dell’Ufficio Studi diConfartigianato su dati Terna 2010, raffigurano un’isola stretta in una morsache comprime le imprese tra l’altissimo costo energetico e l’impennata delprezzo dei carburanti.

 Inoltre, il gaptotale tra imprese sarde e quelle europee, si aggira intorno ai 300milioni dieuro l’anno. Ovvero il sistema produttivo isolano, confrontato con la mediaContinentale, paga ogni anno ben 299milioni di euro in più rispetto a quelloche pagano le imprese dell’Europa Unita.

“Abbiamo numerose segnalazioni di aziende che hanno chiuso oche stanno per abbassare definitivamente le saracinesche – riprende Murgianu - perchétra bollette alle stelle e carburante più prezioso dell’oro, non riescono piùad avere quel margine di guadagno che consente alle strutture di continuare aesistere”.

“Un caso eclatante ma che sta passando sotto silenzio – prosegueil Presidente - è quello delle piscine: tali strutture hanno necessità di unanotevole quantità di energia elettrica o carburante per essere riscaldate. Acausa dei costi energetici ormai spropositati, queste attività il prossimo annorischiano di non poter aprire”.

Da Confartigianato Sardegna parte anche l'allarme per larevisione degli incentivi alle rinnovabili del “Quinto Conto Energia”.

“I decreti presentati la scorsa settimana dai Ministeridell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, di revisione del sostegno alfotovoltaico e alle altre Fonti rinnovabili – continua Murgianu - preoccupano moltoanche le circa 2.510 imprese artigiane sarde che operano nel settore, perchéintroducono procedure burocratiche e prenotazione degli incentivi chepenalizzano in misura maggiore le piccole aziende che tra produttori,installatori e manutentori di impianti di energia prodotta da fontirinnovabili, impiegano circa 7.500 addetti”.

Confartigianato sottolinea che senza i correttivi a tali decreti,un intero comparto rischia di non poter più operare, bloccando drasticamentegli investimenti delle imprese, ricorda come sia necessario tutelare gliimpianti di piccola dimensione, almeno fino a 30 kW di potenza, che nondovrebbero essere soggetti a tetti massimi di incentivazione né all’obbligo diiscrizione al registro ma che dovrebbero mantenere un principio di automaticitàdell’incentivo, ed evidenzia che le ricadute in bolletta del costo necessarioper la copertura degli incentivi non sono imputabile agli impianti di piccoladimensione, bensì in gran parte agli impianti di grandi dimensioni e allafamosa voce CIP6.

“Con queste premesse, per le imprese italiane e sarde impegnatenella green economy, si prospettano tempi durissimi – afferma ancora Murgianu –e preoccupa non poco anche l'assoluta assenza di un confronto tra Governo eAssociazioni di Categoria per l'esame degli interventi sulla materia”.

L’Associazione auspica che il governo Monti intervenga suitesti dei decreti, modificando gli aspetti più critici, per non metter inginocchio un comparto strategico per il Paese e per la Sardegna, che sembraassorbire positivamente il contraccolpo della crisi che sta mettendo innotevole difficoltà imprese e imprenditori del Sistema Casa. Anzi, propriol'efficienza energetica, legata alle opportunità legate anche al Piano casa, staavendo una funzione anticiclica davvero importate.

Confartigianato Imprese Sardegna chiede che anche la GiuntaRegionale faccia le dovute pressioni sul Governo affinché si confronti suquesto tema degli incentivi e sullo sviluppo di medio-lungo periodo di un settoreche è ormai costituito da migliaia di imprese, spesso con personale giovane edinamico, che hanno investito ingenti risorse e che intendono farlo anche neiprossimi anni. L’Esecutivo non può e non deve sbagliare sul fronte delle rinnovabili:il colpo potrebbe essere quello definitivo per le imprese dei nostri settorioltre che una battuta d'arresto per le strategie energetiche italiane mentretutta l'Europa sta rapidamente virando verso le energie verdi

Per Confartigianato Imprese Sardegna questa incertezza èdeleteria. Infatti gli utenti non sapendo cosa potrà succedere e come ledecisioni del Governo potranno influenzare i loro investimenti, abbandonano iloro progetti anche ora che gli incentivi sono operativi e utilizzabili. Com