L'Italia "può e deve farcela" ad affrontare le "grandi prove" che ha davanti, ovvero "come superare i rischi più gravi di crisi finanziaria per il nostro Paese, e come reagire alle minacce incombenti di recessione". E' la convinzione che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano trasmette agli italiani nel messaggio di fine anno.
Non solo: dalla crisi "la nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa", è l'auspicio del Capo dello Stato.
La convinzione che sacrifici siano "inevitabili" è "ormai diffusa", ma la motivazione migliore per compierli è quella di "assicurare un futuro ai figli, ai giovani", ha spiegato Napolitano. Bisogna far quadrare i conti, ha proseguito, per evitare il collasso dell'Italia. E per far quadrare i conti è necessario combattere una patologia tutta italiana: l'evasione fiscale. E poi il Capo dello Stato ha sottolineato che: "Occorrono senza ulteriori indugi scelte adeguate e solidali per bloccare le pressioni speculative contro i titoli del debito di singoli paesi come l'Italia, perché il bersaglio è l'Europa, ed europea dev'essere la risposta". In tal senso - dice ancora Napolitano - il nostro Paese deve far sentire la sua voce perché si vada avanti verso una più conseguente integrazione europea, e non indietro verso anacronistiche chiusure e arroganze nazionali". A questo punto, il Presidente Napolitano invita l'Europa a dare peso agli sforzi fatti dall'Italia che ha pagato il suo prezzo per contribuire alla stabilità finanziaria dell'Europa.
Poi tornando a parlare delle questioni interne, il Presidente della Repubblica ribadisce che l'Italia deve "definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi". A questo punto, Napolitano auspica anche un rinnovamento delle politiche del lavoro "muovendo dall'esigenza pressante di un elevamento della produttività'.
Nel discorso di fine anno agli italiani, Giorgio Napolitano è tornato sulle ultime vicende di politica interna che hanno portato ad un cambio di governo. La "nascita"
del governo Monti, ha spiegato il presidente della Repubblica, "ha costituito il punto di arrivo di una travagliata crisi politica di cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, poco più di un mese fa, ha preso responsabilmente atto". "Si è allora largamente convenuto - torna a ribadire il Capo dello stato - che il far seguire precipitosamente, all'apertura della crisi di governo, uno scioglimento anticipato delle Camere e il conseguente scontro elettorale, avrebbe rappresentato un azzardo
pesante dal punto di vista dell'interesse generale del Paese. I cittadini, auspica il Capo dello Stato, devono guardare "senza pregiudizi alla prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro capacità di rinnovarsi" e di prospettare soluzioni per risolvere i problemi del paese.





