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Il premier pm Milano eversivi, uno schifo. Farò causa allo Stato

La concussione aggravata contestata a Silvio Berlusconi "non è reato ministeriale" e quindi non è di competenza del tribunale dei ministri. E' Edmondo Bruti
Liberati, procuratore di Milano, a spiegare in conferenza stampa le motivazioni che supportano la richiesta di giudizio immediato per il premier.

Questo perché, ha spiegato il procuratore, "il reato è fatto con abuso della qualità e non nell'esercizio delle funzioni" di presidente del Consiglio. Una delle basi per motivare l'abuso della qualità è data dal fatto che il presidente del Consiglio non ha supremazia diretta sulla polizia.

Berlusconi, telefonando di persona la notte dello scorso 27 maggio alla questura di
milano per assicurarsi che Karima el Mahroug fosse affidata alla consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti ha commesso un reato di concussione aggravata "per occultare gli altri reati commessi da altre persone". Questa la convinzione dei magistrati milanesi che indagano sul cosiddetto caso Ruby illustrata dal procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, nel giorno della trasmissione al gip, Cristina Di Censo, degli atti dell'inchiesta e della conseguente richiesta di rito immediato per il premier.

La precisazione di Bruti Liberati è centrale per capire la strategia della procura di milano: i magistrati milanesi titolari dell'inchiesta non credono alla ricostruzione fatta nell'aula della camera dal deputato Pdl Maurizio Paniz, secondo cui Berlusconi avrebbe fatto pressioni sui funzionari di via Fatebenefratelli nella convinzione che Karima el Mahroug, poi conosciuta come Ruby, fosse davvero una parente del premier egiziano Hosmi Moubarak.

Per la procura di milano, a spingere il premier ad alzare il telefono quella notte del 27 maggio fu una diversa ragione: la volontà di Berlusconi di mettersi al riparo
dall'altro reato, quello di prostituzione minorile, che sarebbe potuto emergere se Ruby avesse parlato. E secondo i magistrati milanesi, Berlusconi avrebbe cosi' tentato anche di 'proteggere' Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, tre
personaggi destinati poi a finire al centro dell'inchiesta milanese con le accuse di favoreggiamento e induzione alla prostituzione.

Le famose telefonate di Silvio Berlusconi intercettate dai magistrati milanesi che indagano sul caso ruby sono "irrilevanti" ai fini dell'inchiesta e per questo
"saranno distrutte", ha assicurato Edmondo Bruti Liberati, chiarendo per quale motivo la procura di Milano non intende avanzare alla Camera la richiesta di autorizzazione per l'utilizzo di alcune intercettazioni di telefonate che vedono come protagonista il premier.

Certo, nella fase di indagini, ha spiegato il magistrato, sono state intercettate le utenze di alcune persone che poi hanno chiamato direttamente il premier Silvio Berlusconi, ma queste conversazioni "non sono state trascritte e non entreranno in
nessun modo nelle indagini perché sono irrilevanti ai fini dell'inchiesta". Ecco perché, ha assicurato il procuratore capo di Milano, queste intercettazioni telefoniche "verranno distrutte".

Diverso il caso di altre conversazioni intercettate tra i personaggi e due protagoniste del mondo politico: l'europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli, e la deputata Mariarosaria Rossi. Le due non figurano tra gli indagati e perciò le telefonate che le vedono protagoniste potranno essere utilizzate nell'inchiesta sempre ai sensi della legge Boato.

"Alla fine nessuno pagherà, alla fine come al solito pagherà lo Stato. Farò una causa allo Stato visto che non c'è responsabilità dei giudici", dice il presidente del Consiglio, parlando del caso Ruby. Le indagini dei giudici milanesi, avverte il Cavaliere, "hanno solo una finalità di disinformazione mediatica. Io non sono preoccupato per me, sono un ricco signore che può passare la sua vita a fare ospedali per i bambini del mondo...".

Le accuse della procura di Milano "sono uno schifo", "sono cose pretestuose. Mi spiace che abbiamo offeso la dignità e buttato fango sul Paese. Mi domando
chi pagherà per questa attività che ha finalità soltanto eversive", afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.

"Prendiamo atto che la procura non tiene conto della delibera che ha fatto il parlamento", è il commento a caldo di Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera, in sala stampa a Montecitorio.

Perquisizioni in corso nell'abitazione milanese della soubrette Sara Tommasi ma anche di altre persone che sono coinvolte nell'inchiesta della Procura di Napoli su un giro di squillo. Una perquisizione sarebbe in corso anche a casa di Vincenzo Saiello, noto come Bartolo, impresario e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento con alcuni suoi collaboratori e con Sara Tommasi.

Lei, Sara Tommasi, al centro degli ultimi sviluppi del cosiddetto Ruby-gate, secondo uno dei suoi legali, l'avvocato Nicodemo Gentile, è partita la scorsa notte per una località al momento sconosciuta ma lontano dall'Italia, per un periodo di
riposo "programmato già da tempo".

 

I pm confermano: rito immediato per Berlusconi

La Procura di Milano ha ieri sciolto la riserva ed ha annunciato che oggi chiederà il processo con rito immediato nei confronti di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile e non, come era stato dato quasi per certo nei giorni scorsi, solo per il primo reato contestato. 

Un atto, questo, che per la difesa del Presidente del Consiglio "viola la Costituzione", in quanto, come e' sempre stato sostenuto, il titolare delle indagini è il Tribunale dei Ministri. 

Dopo l'ultima riunione di questo pomeriggio il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, i suoi aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano hanno messo un punto fermo e hanno deciso come procedere nell'inchiesta sui presunti festini a luci rosse ad Arcore che vede tra le protagoniste Ruby, la giovane marocchina diciottenne dallo scorso primo novembre e per ora unica 'parte offesa'. 

I pm, "in vista delle ulteriori determinazioni relative all'esercizio dell'azione penale", recita una nota tecnica di Bruti Liberati, hanno creato un fascicolo autonomo per il capo del Governo dopo aver stralciato la sua posizione dall'inchiesta principale nella quale sono indagati, ma per induzione e sfruttamento della prostituzione di ragazze maggiorenni e di Ruby, il consigliere regionale Nicole Minetti, l'agente dei vip Lele Mora, il direttore del TG4 Emilio Fede e almeno altre tre persone. 

Il fatto che nel nuovo e "autonomo fascicolo processuale", il numero 5657/2011, siano ipotizzati a carico del premier entrambi i reati, fa concludere che al gip Cristina Di Censo verra' inoltrata una richiesta di processo immediato, cioe' saltando l'udienza preliminare, senza separare i due reati che sono in stretta connessione e senza modificare il capo di imputazione relativo alla prostituzione minorile che al momento vedra' come parte lesa solo la giovane Ruby e non, come era stato ipotizzato, anche Irisi Berardi, un'altra ex minorenne su cui sono in corso accertamenti. 

Secondo l'accusa, infatti, Berlusconi, la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, avrebbe esercitato pressioni sui funzionari della Questura per ottenere l'affidamento di Ruby alla Minetti con lo scopo di occultare i suoi presunti rapporti con la ragazza marocchina e per "assicurarsi" l'impunità, oltre che tentare di non far venire a galla "altri fatti", per i quali non è indagato, ma "suscettibili di arrecare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico". 

Gli inquirenti, sul controverso 'nodo' giuridico della separazione o meno dei reati, si sono confrontati a lungo: tra i due orientamenti fino a ieri sembrava prevalere quello di scindere il reato di prostituzione minorile dalla concussione e procedere con la citazione diretta a giudizio per il primo (dopo la chiusura delle indagini) e con il rito immediato per il secondo. Tutto cio' in previsione di una riunificazione dei procedimenti in sede di dibattimento. Ora, se i pm volessero di nuovo cambiare idea e scegliere questa strada , domani mattina dovrebbero separare reati e il procedimento in due 'tronconi'. Ipotesi che per gli addetti ai lavori, e vista la nota ufficiale di oggi, e' davvero poco probabile. Altra ipotesi circolata negli ambienti giudiziari e' la possibilita' - anche questa poco probabile - di una 'ordinaria' chiusura delle indagini per poi chiedere al gup il processo per la concussione e disporre direttamente il giudizio per la prostituzione minorile. 

Dunque domani, in mattinata, il fascicolo dell'inchiesta e la richiesta di giudizio immediato per il Capo del Governo, salvo ancora colpi di scena, dovrebbero finire sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo che entro cinque giorni ¨ il termine non e' perentorio - dovra' decidere su questo capitolo della vicenda giudiziaria di Berlusconi. Vicenda per cui a Milano il prossimo 11 marzo riprendera' davanti ai giudici della decima sezione penale anche il processo 'Mills' in cui è imputato di corruzione in atti giudiziari, mentre sono gia' stati fissati per il 28 febbraio e il 5 marzo la ripresa del dibattimento Mediaset e l'udienza preliminare Mediatrade.