Cagliari, 2 Nov 2026 - I democratici partono con un vantaggio considerevole nella battaglia per il controllo del Congresso a due giorni dalle elezioni di midterm. Secondo un nuovo sondaggio nazionale di Nbc, il 52 per cento degli elettori registrati vuole un Congresso controllato dai dem, 7 punti percentuali in più del 45% che invece voterà per il Gop, e un 3% di indecisi. Tra gli indipendenti, il vantaggio dei Dem è di 21 punti. Non è chiaro ancora se e come questo si tradurrà in una vittoria elettorale per l'opposizione. I repubblicani restano in testa negli Stati in cui Donald Trump ha vinto nel 2024. Ma la popolarità del presidente è a picco, con il 60% degli intervistati che lo disapprova e solo il 40% che lo sostiene, il dato più basso mai registrato dalla Nbc. Non potrà non pesare il carovita e la situazione dell'economia. Per la prima volta in 30 anni di sondaggi di Nbc, sono più gli elettori insoddisfatti della loro situazione finanziaria (51%) di quelli soddisfatti (49%).
Oltre 50 milioni di americani hanno già votato alle elezioni di medio termine grazie alla possibilità del voto anticipato. Si tratta di circa cinque milioni in più rispetto al 2022.
“Diventerò Mr. Veto se i democratici vincono la maggioranza” in Congresso, “e poi a un certo punto dovremo fare accordi. Questo è quello che succede, non è la prima volta”. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post, di cui Fox ha diffuso delle anticipazioni. A chi gli chiedeva quale fosse il suo messaggio finale agli elettori, il presidente ha risposto: “Il numero degli americani che lavora è il più alto di sempre. Le nostre forze armate sono forti. I numeri della povertà sono i migliori di sempre”.
C'è malcontento, pesano l'accordo Trump-Milei sull'importazione di carne di manzo detassata e i costi diventati insostenibili.
Un giudice dell'Alaska ha respinto la causa avviata dal dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump per bloccare la certificazione del voto qualora il candidato repubblicano al Senato Dan Sullivan perdesse. Lo riporta Cnn. L'Alaska è finita al centro di uno scandalo per un caso di omonimia fra il conservatore Sullivan e un altro Dan Sullivan candidato, che sarebbe stato cercato dai democratici per provare e sottrarre voti ai repubblicani.
I paesi della Nato temono che Donald Trump rafforzi gli attacchi contro l'Alleanza nel caso di una sconfitta alle elezioni di metà mandato.
Lo riporta Politico sottolineando che il timore è che con un Congresso contro, il presidente in qualità di commander-in-chief si concentri sulla politica estera, ambito in cui ha maggiore ha maggiore libertà di azione. Questo potrebbe tradursi nel ritiro di migliaia di soldati dall'Europa o nel taglio di fondi.
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si avviano a diventare le più costose della storia, con oltre 3,8 miliardi di dollari già trasmessi alla Fec in pubblicità mirata alle competizioni per il Congresso. La cifra supera di 872,2 milioni di dollari quella registrata nello stesso momento del ciclo elettorale del 2024. È quanto emerge da un'analisi di Arcadia, secondo cui la spesa pubblicitaria conferma la lotta per il controllo del Congresso.
Dei 3,8 miliardi complessivi 2,3 miliardi riguardano le elezioni generali, mentre altri 837,7 milioni risultano già prenotati fino al giorno del voto. A tre giorni dalle elezioni, gli inserzionisti repubblicani risultano in vantaggio nella spesa pubblicitaria già trasmessa in sette delle otto sfide più combattute per il Senato e in 25 delle 42 competizioni per la Camera classificate come ‘Toss Up’ o ‘Lean’ dal Cook Political Report.
Il dato segna un netto cambiamento rispetto al 2024, quando, nello stesso momento della campagna elettorale, i democratici erano in testa nella spesa in sette delle otto principali sfide per il Senato e in 34 delle 42 competizioni considerate più incerte per la Camera. Gli inserzionisti repubblicani hanno inoltre già investito un record di 1,3 miliardi di dollari in pubblicità per le elezioni del Senato, una cifra superiore alla spesa complessiva finale sostenuta dal partito sia nel 2022 sia nel 2024.
Un giudice federale ha bloccato le varie tattiche adottate dell'amministrazione Trump per fare pressione sui funzionari elettorali. Lo riporta Cnn. In una misura d'urgenza, la giudice Trina Thompson ha affermato che anche se le azioni vengono dipinte come tentativi "per impedire il voto illegale da parte dei non cittadini, è probabile che tali iniziative finiscano per interferire con la gestione delle elezioni e privare del diritto di voto gli elettori che ne hanno titolo". Il provvedimento impedisce al Dipartimento di Giustizia di chiedere che le schede siano separate e che gli elettori vengano cancellati dai registri elettorali.
Una corte d'appello federale ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump di imporre alla California di accantonare i voti di 20.000 persone che potrebbero non essere di cittadini americani e a cui lo stato avrebbe inviato le schede elettorali in modo illegittimo. La corte ha confermato la decisione del giudice di primo grado, secondo il quale il blocco dei voti rischierebbe di gettare nel caos il sistema elettorale dello Stato.









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