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Svolta in Serbia, vince la lista studentesca. Vucic riconosce la sconfitta. Aleksandar Vucic ha dichiarato la sconfitta in diretta tv su Rts. 

Serbia, 26 Ott 2026 - Aleksandar Vucic ha ammesso la sconfitta alle elezioni parlamentari anticipate in Serbia. Il leader della lista Serbia Unita ha dichiarato che ha vinto la Lista studentesca, destinata a ottenere tra i 135 e i 140 seggi su 250 del Parlamento, mentre la sua formazione ne avrà circa 105. Le proiezioni attribuiscono agli studenti circa il 52% dei voti contro il 39% di Vucic.

La svolta chiude 14 anni di dominio politico di Vucic, passato da vicepremier e premier a presidente dopo la fondazione, nel 2008, del Partito progressista serbo (SNS). Prima era stato alleato ultranazionalista di Milosevic e ministro dell’Informazione nel 1998, poi militante del Partito radicale di Seselj. Gli anni al potere sono stati segnati da accuse di corruzione e da una politica oscillante tra Mosca e Bruxelles. Le elezioni anticipate sono state convocate dopo quasi due anni di proteste di massa, nate dal crollo di una pensilina alla stazione di Novi Sad nel 2024 (16 morti), attribuito alla corruzione endemica. L’affluenza record, vicina al 70%, ha premiato il movimento studentesco: una lista eterogenea di candidati della società civile, senza un leader carismatico tradizionale, capeggiata dal cardiologo Ilija Srdjanovic.

Nelle strade di Belgrado e di altre città è esplosa la festa: clacson, balli e slogan come «Aleksandar se n’è andato». Vucic, apparso in tv con espressione mesta ma composta, ha parlato di campagna «scorretta e piena di menzogne» da parte degli avversari, ma ha riconosciuto la vittoria. Dai rappresentanti della Lista studentesca è arrivato il messaggio di una Serbia che «ha voltato la faccia a un tiranno» e ha preso in mano il proprio destino dopo quasi due anni di lotta.

Le reazioni europee sono state immediate: "Oggi, il popolo serbo si è mobilitato in numeri record per plasmare il futuro del proprio paese. Congratulazioni alla Lista Studentesca per la sua vittoria nelle elezioni parlamentari", scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Siamo pronti a sostenere le riforme sullo stato di diritto, la libertà dei media, la lotta alla corruzione e istituzioni democratiche solide, e a lavorare insieme per promuovere il futuro della Serbia nell'Unione Europea".

Sandro Gozi (Renew Europe) ha definito il risultato “straordinario per la democrazia” e ha affermato che “stasera Belgrado è più vicina a Bruxelles”, paragonandolo alla sconfitta di Orbán in Ungheria. Vucic ha invece avvertito che la nuova maggioranza potrebbe introdurre sanzioni alla Russia entro la primavera.

Aleksandar Vucic ha dichiarato, in diretta tv su Rts, che il suo partito Serbia Unita "ha perso le elezioni". La sua Serbia Unita avrà fra 100 e 105 seggi mentre gli Studenti 130. Scene di esultanza in strada.

Queste elezioni legislative, monitorate dall'OSCE, sono state le  più incerte e ad alto rischio degli ultimi 14 anni, con il Partito progressista serbo (Sns), al governo, che si è trovato ad affrontare la sfida emersa da due anni di proteste del movimento studentesco. Dal 2012, Aleksandar Vucic e il suo Sns – movimento populista di destra – hanno dominato il panorama politico ed elettorale.

Alle urne 6,4 milioni di elettori che hanno potuto scegliere tra 18 diverse liste elettorali.

L'affluenza è stata altissima: alle 14 aveva toccato il 46,3%, contro il 32,38% delle precedenti elezioni. L'afflusso di votanti alle 17 superava il 60% (60,9%), secondo l'istituto demoscopico CeSid/Ipsos. Il dato segna il superamento di ogni record a seggi chiusi, considerando che nelle elezioni del 2023 l'affluenza totale fu del 58% . 

Vucic dà qualche segno di nervosismo: quando l'inviata Rai a Belgrado, Marina Lalovic, gli chiede cosa farebbe stasera se perdesse, non tiene a freno la stizza, come mostra il video qui di seguito.

La novità costituita dal movimento studentesco ha ridisegnato il panorama dell'opposizione e mobilitato sostenitori ben oltre i partiti tradizionali, determinando quello che gli analisti avevano subito definito “un esito incerto” dell'appuntamento elettorale.

Nella loro campagna elettorale gli studenti si sono scontrati con un possente apparato, sostenuto da decine di organi di informazione filogovernativi, tra cui tabloid che prendono regolarmente di mira gli oppositori.

l movimento è nato in seguito alla morte di 16 persone, causata dal crollo di una pensilina in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, che era stata appena ristrutturata, nel novembre 2024. La tragedia ha dato il via ad alcune delle più imponenti manifestazioni nel Paese dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000, trasformandosi in una sfida politica contro l'allora presidente Vucic e l'Sns.

La maggior parte dei 250 candidati della Lista Studentesca non ha mai ricoperto cariche pubbliche. Molti provengono dal mondo accademico o da ambiti professionali, anziché dalla politica di partito. Il movimento è sostanzialmente privo di un leader unico: i candidati vengono selezionati attraverso votazioni che si tengono nelle assemblee delle diverse facoltà universitarie. Vucic, al contrario, ha concentrato il potere nelle proprie mani, costruendosi l'immagine di uno statista indispensabile e muovendosi con estrema cautela sul piano diplomatico, in equilibrio tra l'Unione europea e la Russia. Dimessosi a settembre per candidarsi alla carica di primo ministro, Vucic ha più volte definito il movimento un tentativo di colpo di Stato sostenuto dall'estero, accusa ripresa ampiamente dai media che lo sostengono.

Radomir Saicic, candidato della Lista, ha affermato che il movimento offre un'alternativa ai “giochi politici” del passato. “Si tratta di un'ondata di malcontento popolare, speranza e fiducia nella vittoria che non può essere fermata” ha dichiarato Saicic, docente di chimica.

In Serbia non vengono effettuati sondaggi che possano ritenersi indipendenti e attendibili, e le rilevazioni hanno prodotto risultati estremamente divergenti. Il think tank di orientamento conservatore Nspm aveva pubblicato questa settimana un sondaggio che vede la Lista degli studenti in vantaggio sul Sns, con il 44,5% contro il 42,7%. Al contrario, un sondaggio di settembre condotto da Faktor Plus - considerato vicino alle autorità - attribuiva all'Sns il 48,6% dei consensi, contro il 37,1% degli studenti.

Il politologo Dusan Vucicevic prevede comunque che gli studenti otterranno oltre il 40% dei voti: un risultato nettamente superiore a quello ottenuto in passato dalla maggior parte dei gruppi di opposizione. Secondo l'esperto, il loro successo deriva dal posizionamento al centro dello spettro politico, evitando in gran parte questioni di politica estera potenzialmente divisive, come i rapporti con la Russia. Il movimento ha promesso misure che spaziano dal miglioramento dell'assistenza sanitaria a soluzioni abitative più accessibili, ma il suo tema centrale resta la lotta alla corruzione.

Saicic ha riferito che studenti ed esperti hanno redatto un programma di governo di 1.200 pagine, che tuttavia non è ancora stato pubblicato. I detrattori hanno sollevato dubbi sulla contrarietà del movimento alle sanzioni contro la Russia, mentre la sua posizione riguardo alla candidatura della Serbia all'Ue non è stata ancora chiarita del tutto. Vucicevic ha avvertito che, anche in caso di vittoria elettorale, gli studenti si troverebbero di fronte a sfide enormi. “Avranno certamente molto lavoro da fare per trasformare la Serbia in uno Stato ben governato e democratico” ha affermato.

Le 13 ore di votazioni hanno registrato un’affluenza record. Secondo gli istituti di sondaggio e gli osservatori CeSID e Ipsos, alle 19:00 l’affluenza si attestava al 67,6%, il dato più alto dalla dissoluzione della Jugoslavia nel 1992.

In Serbia gli aventi diritto al voto sono 6.451.292; le operazioni di voto si sono svolte in 8.392 seggi nel Paese e in 93 seggi all’estero, con 18 liste elettorali in lizza per i 250 seggi del Parlamento.

Complessivamente, 102.147 cittadini serbi si sono registrati per votare in 37 Paesi.

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