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Pronto soccorso, la Sardegna approva il protocollo che riduce i tempi di attesa per le urgenze minori.

Cagliari, 22 Ott 2026 - Tempi di attesa più brevi per le urgenze minori e una migliore gestione dei flussi nei pronto soccorso. La Regione Sardegna punta sul modello organizzativo del See and Treat, il percorso rapido dedicato ai pazienti con problematiche di bassa complessità, che dal primo gennaio 2027 diventerà obbligatorio nei pronto soccorso con un volume superiore ai 25 mila accessi.

La decisione arriva dopo gli esiti positivi della sperimentazione avviata al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro: in 150 giornate di apertura, dalle 8 alle 14, sono stati presi in carico 349 pazienti, per il 90 per cento con piccoli traumi, con un tempo medio tra il triage e la dimissione di 60 minuti, contro le 5 ore e 36 minuti precedenti. Non sono stati registrati rientri entro le 72 ore successive e solo 4 pazienti sono stati reindirizzati al percorso ordinario.

La Giunta regionale ha preso atto dei risultati raggiunti e autorizzato la prosecuzione ordinaria del servizio nel presidio nuorese, approvando contestualmente il protocollo regionale che disciplina l’attivazione del modello nelle strutture sanitarie dell’Isola.

“La sperimentazione di Nuoro dimostra che, quando i casi a bassa complessità vengono individuati e gestiti attraverso un percorso dedicato, è possibile ridurre sensibilmente i tempi di attesa, mantenendo al centro la sicurezza del paziente e la possibilità di ricorrere al percorso ordinario quando necessario” ha dichiarato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde.

Il See and Treat consente di indirizzare dopo il triage i pazienti con problemi di lieve entità verso un’area dedicata, dove operano infermieri con formazione specifica secondo protocolli condivisi con il medico. Il percorso non sostituisce l'assistenza medica e la gestione dei casi avviene nel rispetto dei protocolli previsti; qualora il quadro clinico cambi, il paziente può essere reinserito nel percorso ordinario o indirizzato a quello specialistico.

“L’obiettivo non è soltanto accelerare la presa in carico dei pazienti meno complessi – aggiunge la Presidente Todde - ma anche consentire al pronto soccorso di concentrare maggiormente le proprie risorse sui casi che richiedono interventi più articolati e tempestivi”.

Per i pronto soccorso che nel 2025 hanno superato quota 25 mila pazienti, l'attivazione del See and Treat sarà obbligatoria dal primo gennaio 2027.  Per le strutture che registrano fino a 25 mila accessi annui, invece, l'attivazione resterà facoltativa e sarà rimessa alla valutazione dell'azienda sanitaria, sulla base della casistica, dei flussi e delle condizioni organizzative.

L'obbligo scatterà anche per gli eventuali presidi che dovessero superare successivamente la soglia prevista: in questo caso, il modello dovrà essere attivato entro il primo luglio dell'anno successivo a quello in cui è stato rilevato il superamento.

L'introduzione del See and Treat si inserisce nel più ampio Piano regionale per la gestione del sovraffollamento nei pronto soccorso e dei flussi di ricovero, approvato nell'aprile 2026. La strategia regionale punta a intervenire sulle diverse fasi che determinano le criticità dei servizi di emergenza: dall'afflusso dei pazienti alla gestione interna, fino alle difficoltà legate all'uscita dal pronto soccorso e all'accesso ai posti letto.

Il percorso rapido per le urgenze minori dovrà integrarsi con gli altri strumenti organizzativi, tra cui Fast Track, presa in carico specialistica, gestione dei flussi e Bed Management, oltre alle misure per garantire la continuità assistenziale. Com

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