Roma, 16 Ott 2026 – Oggi, venerdì 16 ottobre ’26, studenti e docenti scendono in piazza in diverse città italiane per protestare contro le politiche del governo in materia di istruzione. La protesta arriva al termine di giorni segnati da un'ondata di occupazioni, da Milano a Napoli, passando per Torino, Genova, Bologna e Roma.
Non solo scuola. È anche la giornata dello sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future, che torna a mobilitarsi in numerose città italiane contro il riscaldamento globale, l'utilizzo dei combustibili fossili e le politiche ambientali dei governi.
Dopo un'estate segnata da temperature estreme, gli attivisti chiedono interventi più incisivi per ridurre le emissioni, contrastare il consumo di suolo e rendere le città più vivibili. Al centro della protesta anche il legame tra crisi climatica, disuguaglianze sociali, diritto alla casa e investimenti pubblici.
A Roma il corteo partirà alle 17 dalla Piramide per raggiungere il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Alla manifestazione aderisce anche l'associazione A Sud, che richiama l'attenzione sulla povertà energetica e sulle conseguenze delle ondate di calore per le fasce più vulnerabili della popolazione.
A Torino, dove è previsto il concentramento di Fridays for Future alle 9.30 a Palazzo Nuovo, le manifestazioni per il clima si svolgeranno in contemporanea con quelle degli studenti contro le politiche scolastiche del governo. Non è esclusa una convergenza tra i cortei.
Mobilitazioni anche a Bologna, con appuntamento alle 10 in piazza Maggiore e un presidio alle 18 in piazza Nettuno, e a Genova, dove è previsto un presidio alle 17.30 in largo Eros Lanfranco. A Firenze è annunciata un'iniziativa in via Cavour alle 11.
A Livorno la protesta ambientale si intreccia con quella del personale scolastico: docenti e lavoratori Ata, coinvolti nello sciopero provinciale proclamato dall'Usb, parteciperanno alla manifestazione per il clima. Il corteo partirà alle 9 da piazza Cavour per raggiungere gli Orti urbani di via Goito, simbolo della mobilitazione contro la cementificazione.
"Con 'Generazione Fuoriclasse' vogliamo costruire una mobilitazione permanente, capace di andare oltre la singola giornata di sciopero e di dare continuità alle rivendicazioni che arrivano dalle scuole. Il caro studio, il costo della vita, la mancanza di tutele e le condizioni in cui troppo spesso siamo costretti a studiare non sono problemi individuali: sono questioni politiche e collettive, che richiedono risposte strutturali. Le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la attraversa ogni giorno. Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall'alto": a dirlo è Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti.
"La giornata di mobilitazione di oggi rappresenta una tappa fondamentale di un percorso che non si ferma. La mobilitazione convergerà domani, 17 ottobre, a Roma, in occasione dello sciopero studentesco nazionale all'interno della manifestazione della Via Maestra, per portare nella capitale le voci, le richieste e le esperienze delle studentesse e degli studenti che in queste ore stanno animando le proteste in tutto il Paese.
Domani porteremo a Roma la forza di una generazione che vuole contare davvero. Da Nord a Sud, le nostre rivendicazioni sono unite dalla stessa convinzione, quella per cui una scuola migliore è possibile, ma servono ascolto, risorse e diritti garantiti. "Generazione Fuoriclasse" è il nostro modo di dire che non aspetteremo che qualcun altro decida per noi.
Continueremo a mobilitarci oggi, domani e fino al 20 novembre nelle scuole e nelle piazze, finché il diritto allo studio, la sicurezza e la dignità di chi studia non saranno priorità concrete. La scuola è nostra, il futuro ci riguarda e vogliamo essere parte attiva nel costruirlo", conclude la coordinatrice nazionale.
"È un successo il No Meloni Day, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi.
È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all'edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita.
Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica!". A dirlo è il collettivo Osa sulle proteste oggi in piazza in tutta Italia.
"A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all'infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso".
Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall'Usb. "Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!", gridano gli studenti di Osa.
Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo "Nessuno è straniero" che unisce varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione.
"Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli", urlano i promotori del corteo che ha riunito quest'oggi a Roma gli studenti. "Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti", dichiarano mentre passano davanti al Colosseo. Il corteo punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale: "Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti", si legge.
"Ragazze e ragazzi, voglio parlarvi direttamente. In questi giorni tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi". Così, in un video sui social, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, si rivolge dagli studenti che stanno manifestando.
"Perché poi - spiega - c'è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando.
E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni. E per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli. Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza".
Decine di studenti sono saliti sul monumento a Vittorio Emanuele II, nel centro di Torino, durante il corteo studentesco che sta attraversando la città. I manifestanti, che sono aumentati durante il tragitto, hanno srotolato striscioni e acceso fumogeni, intonando Bella ciao e scandendo slogan contro Roberto Vannacci. Tra quelli urlati anche: "La nonna partigiana ce lo ha insegnato, uccidere un fascista non è reato".
In piazza Solferino altri otto giovani sono stati identificati dalle forze dell'ordine, perché avevano il volto coperto. Dopo la sosta davanti al monumento, il corteo è ripartito.












Comments are closed.