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Commissione energia, in audizione il professor Gian Mario Demuro e il segretario della Regione Eugenio Annichiarico.

Cagliari, 14 Ott 2026 - Potrebbe essere la norma di attuazione il percorso istituzionale più adatto a governare la produzione energetica rinnovabile della Sardegna dei prossimi decenni per ridurre al massimo il rischio di speculazioni sulla pelle dei sardi. La strada è stata indicata dal professor Gian Mario Demuro e dal segretario della Regione Eugenio Annichiarico nel corso dell’audizione di questa mattina nella commissione speciale Energia presieduta dal consigliere Stefano Tunis.

Demuro ha premesso che “si tratta di un tema complesso a causa della relazione tra fonti normative nazionali e regionali oltre al fatto che l’Ue ha poteri cogenti in materia di massima espansione di produzione energetica regionale”. Il docente di diritto costituzional (che presiede anche la commissione paritetica Stato – Regione) ha sostenuto che “ci sono possibilità che su questa materia la Regione proceda con un’intesa con lo Stato prevedendo una consultazione preventiva dell’Autorità che regolamenta i prezzi energetici. Sono da valutare anche i meccanismi compensativi sul prezzo dell’energia che tengano conto dello svantaggio dell’insularità o il ritiro di quote di energia dai produttori, da destinare a uso pubblico”.

Demuro ha anche accennato a politiche tese alla “valorizzazione dell’autoproduzione energetica finalizzata all’autoconsumo”, come previsto dalla legge del Consiglio regionale sulle comunità energetiche e ha chiuso dicendo: “Sono convinto che partendo dalle pronunce della Corte costituzionale si possa trovare una sintesi con lo Stato per uno sviluppo coerente e coordinato della materia”.

Della stessa opinione anche Annichiarico, che ha comunque ricordato “i limiti all’azione della Regione che derivano dalla legislazione statale, limiti contenuti nella Costituzione e che suggeriscono la strada delle norme di attuazione”.

In conclusione, ringraziando gli auditi per il prezioso contributo, il presidente Tunis ha detto ai commissari che “obiettivo della commissione è concludere i lavori nei prossimi mesi, riferire al Consiglio per poter poi costituire con il percorso istituzionale corretto una società energetica pubblica sarda che sia proprietaria di quote dell’energia prodotta dai privati che si aggiudicheranno le autorizzazioni. La società avrà come asset i bacini idroelettrici della Regione, gli impianti di produzione energetica che Arst sta realizzando oltre al patrimonio immobiliare di Igea, come ha già annunciato l’assessore all’Industria. Non si tratta di un lavoro facile e sappiamo anche quanto il popolo sardo attenda un esito rapido da parte della politica, capace di tutelare il bene ambiente – paesaggio ma anche di abbassare in modo ragionevole il costo dell’energia. Siamo in tutti impegnati per questo e al di là delle appartenenze”. Com

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