Cagliari, 17 Sett 2026 - Una popolazione che invecchia rapidamente, interi paesi abitati prevalentemente da anziani. Un mutamento del quadro sociale che richiede politiche adeguate e interventi mirati. A questo punta il disegno di legge della Giunta regionale all’esame della Sesta Commissione del Consiglio regionale che questa mattina ha avviato un ciclo di audizioni sul provvedimento.
«Dopo la recente approvazione, all’unanimità, della legge per l’inclusione scolastica e sportiva dei minori affetti da diabete di tipo 1, il Consiglio si occupa adesso di anziani – ha detto la presidente della Commissione Carla Fundoni – contiamo di portare il testo in aula e di approvarlo entro il prossimo mese di ottobre». Il testo, composto da 10 articoli, è rivolto a persone con più di 65 anni di età e prevede interventi coordinati in vari settori: dall’alfabetizzazione digitale alla promozione dell’attività sportiva, dagli incontri culturali all’impegno nel volontariato. Nel testo, anche misure per incentivare il co-housing (abitazioni condivise da più persone), la coltivazione di orti urbani, la trasmissione di saperi alle nuove generazioni. Per il coordinamento delle attività si pensa a una rete tra Regione, Comuni, PLUS e Terzo settore con la supervisione di un Tavolo regionale.
Sul testo di legge, il parlamentino ha sentito in mattinata i delegati delle Università di Sassari e Cagliari, associazioni di volontariato e rappresentanti delle associazioni dei geriatri e degli psicologi. Da tutti è arrivato un plauso per l’iniziativa finalizzata alla promozione dell’invecchiamento attivo. Apprezzamento soprattutto per le ragioni di fondo che hanno portato all’elaborazione di un testo di legge: cambiare l’approccio all’invecchiamento considerando la persona anziana non soltanto come destinataria di assistenza sanitaria o sociale, ma come risorsa per la comunità, capace di continuare a partecipare alla vita pubblica, culturale, formativa, lavorativa e civile. Gli auditi hanno evidenziato anche alcune criticità e dato suggerimenti per migliorare il testo.
Paolo Putzu, geriatra e rappresentante dell’Associazione italiana psicologi (Aip) ha insistito sulla necessità di puntare sulla prevenzione: «La Sardegna arriva in ritardo rispetto ad altre Regioni – ha detto Putzu – la popolazione sarda invecchia. Questo comporta un aggravio della spesa sanitaria e sociale. Occorre investire sulla prevenzione per permettere agli anziani di vivere bene e in salute». Secondo Putzu, bisogna guardare alla la silver-economy come avviene in altre nazioni. «Questo avrà ricadute positive anche per l’occupazione giovanile. In Italia il 25% delle persone anziane non è autosufficiente, il 30% sta invece in salute. Il restante 50% è in un limbo. Occorre evitare che sconfini verso l’invecchiamento patologico». Analisi condivisa dalla collega dell’Aip Claudia Murru: «In Sardegna si parla tanto di longevità ma spesso si tratta di anziani con malattie croniche di lunga durata. Situazioni invalidanti che ricadono sulle famiglie. Chi si ammala non fa più parte della comunità. Per questo è necessario pensare a interventi che riportino gli anziani all’interno della comunità con paesi e città più accoglienti che prevedano spazi aperti, gratuiti, fruibili e sani. L’unico modo per abbattere la spesa sanitaria è la prevenzione».
Lorenzo Espa e Antonella Mandas, rispettivamente dirigente nazionale e presidente regionale di Sigg (Società italiana geriatri e gerontologi) hanno invocato interventi mirati per allungare gli anni di vita vissuti in buona salute: «Occorre prevenire le fragilità – ha detto Espa – per questo bisogna puntare sui distretti sanitari e le casi di comunità che devono diventare un punto di riferimento per i territori. Solo così si favorisce l’integrazione». Antonella Mandas ha illustrato alla Commissione il progetto sperimentale avviato a Isili con l’attivazione di una struttura geriatrica periferica. «Seguiremo le linee guida del sistema Icope, un approccio clinico e assistenziale sviluppato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per promuovere un invecchiamento sano. Il suo obiettivo non è la cura della singola malattia ma il mantenimento delle capacità fisiche e mentali degli anziani». Il sistema Icope può essere utilizzato per monitorare lo stato di salute delle persone sia dagli operatori sanitari, dai medici di famiglia ma anche attraverso un autocontrollo attraverso lo smartphone. «Icope consente di capire se un soggetto ha un problema o meno – ha concluso Mandas – questo permette di intervenire precocemente. Gli allert vengono inviati in rete, analizzati e tradotti in un intervento personalizzato. L’obiettivo è applicarlo anche in Sardegna».
I rappresentanti delle associazioni del Terzo Settore hanno invece sollecitato una riflessione sulla risorse finanziarie: «Nel testo leggiamo che non ci sono nuovi oneri per la Regione – ha detto il presidente di Auser Marco Grecu – i nostri volontari operano gratuitamente ma ci sono spese vive che vanno coperte come quelle del carburante per l’accompagnamento degli anziani. Se si vuole ridurre la spesa bisogna programmare e ragionare su interventi strutturali. Da rivedere anche la composizione del Tavolo Regionale, su 13 componenti solo uno viene dal Terzo Settore. Troppo poco». Per la collega di Auser, Elisabetta Casu, uno degli obiettivi della legge deve essere quelli di favorire le relazioni intergenerazionali: «Molti anziani vivono il dramma della solitudine. Consentire loro di trasmettere conoscenze ai giovani è un obiettivo da perseguire. Così come l’incentivazione del co-housing con piccole comunità che nel tempo possono prevedere anche servizi di natura socio-sanitaria».
Per Maria Pina Casula, segretaria generale di Uisp, le politiche per gli anziani non tengono conto delle opportunità della silver-economy: «Se ne parla ancora poco – ha detto – la mancanza di risorse è un aspetto fondamentale. I bandi regionali a cui partecipano le associazioni del Terzo Settore consentono solo interventi-spot. Occorre ragionare in un’ottica di sistema». Tra le proposte dell’Uisp, l’utilizzo delle risorse del bando Fas (voucher per i giovani che vogliano svolgere attività sportiva) anche per gli anziani».
La mattinata di audizioni si è conclusa con i rappresentanti delle Università di Cagliari e Sassari Vittorio Pelligra e Pierpaolo Terragni che hanno dato piena disponibilità da parte degli atenei: «I dati sull’invecchiamento della Sardegna parlano da soli – ha detto Pelligra – nell’Isola a un adolescente corrispondono 3 anziani. L’età media nel 2024 era di 49,2 anni. Non è solo un problema sanitario. L’invecchiamento deve essere visto come un processo senza focalizzarsi sulla soglia dei 65 anni. Le politiche per un invecchiamento sano devono iniziare da prima e coinvolgere anche i giovani».
Per Pierpaolo Terragni, preside della Facoltà di Medicina di Sassari una delle azioni più importanti è l’alfabetizzazione digitale degli anziani: «I tempi sono cambiati – ha detto – senza competenze digitali sono tagliati fuori da molte attività e iniziative. I nonni vogliono essere all’altezza dei nipoti. Gli anziani devono essere visti come una risorsa. Le loro conoscenze e i loro saperi non si leggono nei libri. La loro esperienza è un bene prezioso se trasmesso correttamente alle nuove generazioni».
Le audizioni della Commissione proseguiranno martedì prossimo. Com










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