Cagliari, 15 Sett 2026 - "La bufala sull'intelligenza artificiale ricorda la truffa sul riscaldamento globale, quando tutti sarebbero dovuti morire a causa del caldo".
Donald Trump entra così a gamba tesa nel dibattito sui rischi dell'IA, respingendo le richieste di regolamentazione che vengono dagli stessi leader del settore - e incidentalmente ricordando al mondo di essere un negazionista dei cambiamenti climatici.
Poi un'altra delle sue chiose preferite: "L'unico controllo di cui l'IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato) e gli Stati Uniti ne hanno uno".
Il discorso sui problemi della travolgente crescita dei sistemi informatici cambia dunque di livello.
Le aziende chiedono regole internazionali, il presidente americano esorcizza i rischi con un post su Truth - temendo che eventuali restrizioni possano ostacolare la corsa all'egemonia tecnologica mondiale.
L'accelerazione scoppia con le argomentate dimissioni di Jacob Coxon, un ricercatore di Anthropic, secondo cui la progressione geometrica delle intelligenze artificiali mette a rischio la stessa sopravvivenza dell'umanità.
A stretto giro, lo stesso Ceo dell'azienda Dario Amodei avvisa che la velocità di sviluppo dell'IA rischia di generare agenti virtuali capaci di prendere il controllo di internet in pochi mesi. Di qui la proposta di un piano per rallentare i modelli più avanzati e imporre controlli indipendenti. Un appello che riceve il sostegno di Sam Altman di OpenAI e di Elon Musk.
Trump, come abbiamo visto, liquida le preoccupazioni dei leader tecnologici e parla di “una cospirazione malata contro l'IA e i data center", sottolineando che “l'unico Paese a rallegrarsene è la Cina”.
Lo scontro, peraltro, ha dei precedenti. L'amministrazione Trump era già entrata in polemica con Anthropic quando l'azienda aveva rifiutato di fornire i suoi servizi al Pentagono per lo sviluppo di armi autonome e per la sorveglianza interna, spingendo il ministero della Guerra a escluderla dai contratti militari. Gli analisti ricordano anche che tutto questo dibattito potrebbe giovare ad Anthropic e alle altre società del settore in vista della loro ventilata quotazione in borsa: un'azienda “pericolosa” è anche un'azienda di valore.
Ufficialmente, il portavoce del ministero degli Esteri esorta a evitare “narrazioni allarmistiche”, che paradossalmente intralcerebbero il percorso verso una governance globale. Parallelamente, però, il capo dell'intelligence di Pechino diffonde un monito sui rischi per la sicurezza nazionale, parlando di forze ostili che usano già l'intelligenza artificiale per diffondere disinformazione politica.












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