Ittiri (SS), 4 Sett 2026 - Nella tarda mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Ittiri hanno arrestato, in flagranza di reato, un 32enne del posto, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per il reato di evasione.
La vicenda trae origine dalla denuncia presentata presso la Stazione CC del paese in data 11 agosto 2026 dalla parte offesa, a seguito della quale l’Autorità giudiziaria disponeva nei confronti del giovane la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai genitori, nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti contro familiari e conviventi.
Il 28 agosto 2026, l’uomo era stato già arrestato dai militari del N.O.R. – Sezione Radiomobile di Sassari, intervenuti presso la sua abitazione a seguito di una segnalazione per la violazione dei provvedimenti disposti dall’Autorità giudiziaria. In quella circostanza, era stato arrestato per la violazione della misura cautelare pendente, poiché trovato in prossimità dell’abitazione dei genitori.
Nella giornata di ieri, a distanza di pochi giorni dal precedente arresto, il giovane si è nuovamente allontanato dall’abitazione presso la quale era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
L’allontanamento è stato segnalato ai Carabinieri dalla stessa vittima e da alcuni familiari, facendo scattare le immediate ricerche da parte dei militari della Stazione di Ittiri.
L’uomo è stato successivamente rintracciato nei pressi dell’abitazione dei propri genitori, dove si era recato nonostante l’obbligo di rimanere presso il domicilio. Quindi è stato subito raggiunto dai Carabinieri e qui dichiarato nuovamente in arresto per il reato di evasione.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Sassari, in attesa di sottoposizione al giudizio direttissimo.
L’attività svolta conferma la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nei confronti delle persone sottoposte a misure cautelari, con particolare riguardo ai contesti caratterizzati da violenza domestica e alla necessità di garantire il rispetto dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e la tutela delle persone offese.









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