Cagliari, 22 Ago 2026 - Dodici milioni di euro per costruire una nuova capacità regionale di osservazione, monitoraggio e analisi dei rischi, integrando sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, osservazione satellitare della Terra ed elaborazione avanzata dei dati.
È uno degli assi più innovativi degli interventi approvati nella variazione di bilancio: 7 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il Programma regionale Uas e 5 milioni, nello stesso biennio, per l’acquisizione di servizi satellitari.
Il programma sui droni porta a sistema l’esperienza maturata negli ultimi anni dalla Direzione generale della Protezione civile e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (Cfva) ampliando le possibilità di impiego delle tecnologie Uas: sorveglianza e avvistamento degli incendi, supporto alle operazioni di spegnimento, ricerca e soccorso di persone disperse, monitoraggio del rischio idrogeologico e idrico, del patrimonio forestale, delle coste e dell’inquinamento marino, controllo dei rischi industriali e ambientali, mappatura delle aree a pericolo e supporto alle comunicazioni nelle emergenze.
Le dotazioni potranno essere utilizzate dalla Protezione civile regionale per le finalità multirischio di previsione, prevenzione, soccorso e superamento delle emergenze, e in modo coordinato anche a supporto delle funzioni di sorveglianza e vigilanza ambientale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
“Non ci interessa la tecnologia come fine a sé stessa. Ci interessa ciò che la tecnologia permette di conoscere prima e ciò che consente agli operatori di decidere meglio e più rapidamente”, dichiara l’Assessora Rosanna Laconi. “Un incendio individuato prima, una criticità idrogeologica letta con maggiore precisione, una persona dispersa localizzata più rapidamente possono cambiare radicalmente l’esito di un intervento”.
A questa rete si affiancheranno i servizi satellitari di osservazione della Terra, acquisiti come servizio e integrati attraverso una piattaforma regionale di elaborazione e analisi predittiva.
Le applicazioni previste hanno carattere trasversale: protezione civile, tutela dell’ambiente, agricoltura, infrastrutture e vigilanza ambientale potranno utilizzare dati radar e ottici, prodotti ad alta risoluzione e strumenti di analisi per il monitoraggio degli incendi, del rischio idrogeologico, delle risorse idriche, delle coste, della vegetazione e delle trasformazioni del territorio.
La nuova disciplina regionale rafforza inoltre il principio dell’interoperabilità delle informazioni, prevedendo che le componenti del Sistema condividano i dati utili anche attraverso il Sistema informativo di protezione civile.
“Droni, satelliti e sistemi informativi devono diventare parti dello stesso ecosistema della conoscenza. Prevenire significa innanzitutto conoscere il territorio e riconoscere tempestivamente segnali di rischio” conclude l’assessora Laconi. Com












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