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Duro colpo per la camicetta nera italiana che voleva dare la caccia ai migranti. Ma ora dopo Svizzera, Germania e Austria, anche Finlandia e Svezia riprenderanno a rimandarceli con i trasferimenti in Italia. Si parla di oltre 50 mila migranti in arrivo.

Cagliari, 21 Ago 2026 - Anche la Finlandia e la Svezia, dopo la Germania, la Svizzera e l'Austria, sono pronte al rientro dei richiedenti asilo verso l'Italia. "Riteniamo che l'entrata in vigore del Regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione (AMMR) consenta la ripresa dei trasferimenti verso l'Italia, e tali trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione" ha affermato il portavoce del ministero degli Interni di Helsinki, Satu Sisatto. "Per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità per l'esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell'UE adempiano ai propri obblighi ai sensi del Patto 2 ha detto il portavoce. "Da parte nostra, restiamo impegnati a garantire l'efficace attuazione delle procedure di responsabilità. Abbiamo continuato la nostra cooperazione e il dialogo con l'Italia nel corso degli anni". 

"La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l'Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del patto sull'immigrazione e l'asilo": lo ha dichiarato Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la migrazione aggiungendo: "è importante che la nostra collaborazione funzioni bene affinché la migrazione verso l'Europa sia ben gestita e
controllata. Dal punto di vista svedese - ha spiegato - non si tratta di una novità, ma da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio".

Per il momento "la decisione politica della Francia è di non unirsi ai Paesi" che rimandano i migranti in Italia secondo le nuove regole. Lo apprende l'Ansa da fonti informate a Parigi. "In ogni caso - spiegano le fonti - non ci sarà alcun annuncio" sul tipo di quelli giunti oggi da Finlandia e Svezia "fin quando permarrà una fase di collaborazione e di ravvicinamento con l'italia", con la quale la Francia "condivide la volontà di operare per far calare i flussi in partenza dalla Tunisia e dalla Libia". Anche Madrid fa sapere di non avere intenzione di ricorrere a "espulsioni o restrizioni bilaterali isolate" ma di essere "favorevole" a gestire la questione dei cosiddetti dublinanti attraverso i meccanismi europei di solidarietà previsti nel patto europeo su migrazione e asilo e le normative recenti dell'Unione Europea.

Vengono definiti 'dublinanti' i richiedenti asilo che, dopo avere presentato domanda di protezione nel primo Stato in cui sono stati identificati secondo le procedure del Regolamento Dublino II del 2003, si spostano in un altro Stato dove fanno una nuova richiesta di asilo: in questo caso il Regolamento prevede che devono essere riportati nel Paese in cui sono stati identificati la prima volta e a cui aspetta la gestione della domanda.   Ovviamente sono i Paesi di primo approdo - l'Italia in testa- a registrare il maggior numero di migranti che dopo essere sbarcati ed identificati si spostano in altri Paesi europei. Si tratta di cosiddetti 'movimenti secondari'.

Gli Stati che esaminano la domanda di asilo di un richiedente che era arrivato per la prima volta in un altro Paese europeo inviano una richiesta di trasferimento a quest'ultimo.  

Secondo gli ultimi dati Eurostat, proprio l'Italia è il Paese che ha ricevuto nel 2025 più richieste di 'riprendersi' migranti da altri Stati Ue: 24.152, di cui soltanto 85 effettivamente accettati. Mentre la Germania è quello che ha inviato più richieste 'in uscita': 35.993, con 5.377 trasferimenti poi avvenuti.   E sui 'dublinanti' si registra un braccio di ferro tra Roma e Berlino, che lo scorso dicembre avevano raggiunto un'intesa in materia.

L'Italia ritiene che il Patto europeo su immigrazione ed asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno, abbia determinato una sanatoria sui migranti secondari azzerando prima di quella data il conto delle persone da accettare dalla Germania. Diversa l'interpretazione di Berlino, che ha chiesto a Roma di riprendersi tre migranti giunti prima del 12 giugno.  

Il Patto, mantenendo invariato il principio che l'esame dell'asilo rimane a carico del Paese di primo ingresso, accelera le procedure per il trasferimento dei 'dublinanti' nei Paesi di competenza, ma amplia le eccezioni che possono spostare la responsabilità verso un altro Stato, come quella dei legami familiari.

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