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Ceuta, enclave indipendente che non fa parte di Shengen. Madrid: “Situazione quasi nella norma”. Sanchez scrive a Bruxelles per una riunione con i 27.

Ceuta, enclave spagnola, 1 Ago 2026 – Alle ore 18 di ieri sono state confermate oltre 48.300 partenze da Ceuta verso il Marocco, secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno spagnolo. Ciò significa che solo 1.700 di migrati che erano entrati rimangono ancora sul territorio dell'enclave spagnola in Nord Africa.

Chi è entrato irregolarmente a Ceuta non avrà la possibilità di raggiungere la Spagna, né tantomeno altri Paesi membri dell'Ue. Lo assicurano alti funzionari dell'Ue a Bruxelles.

Il codice delle frontiere di Schengen prevede "regole specifiche" per Ceuta e Melilla, a causa della loro peculiarità (sono gli unici territori Ue sulla costa del Nordafrica), che prevengono "ulteriori movimenti verso la Spagna e altri Paesi dell'Ue", dato che tutte le partenze dalle due exclave sono controllate.

"I controlli sulle persone rimangono in vigore" e le autorità spagnole li effettueranno come previsto, assicurano. Inoltre, ricordano le fonti, "il Marocco è sulla lista dei Paesi di origine sicuri", pertanto i rimpatri possono essere effettuati "in modo rapido". Per ora Frontex ha una trentina di persone a Ceuta, che aiutano nei regolari controlli di frontiera: la Spagna non ha chiesto "personale aggiuntivo" ma, se arriverà una richiesta, l'Ue è pronta ad aiutare.

“Ho avuto una videocall con i commissari europei Magnus Brunner e Dubravka Suica per un aggiornamento sulla situazione a Ceuta. La buona notizia è che la stragrande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente è tornata in Marocco, grazie all'efficace lavoro delle forze dell'ordine spagnole e marocchine. Nessuna persona ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell'Ue”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Lo stop a Schengen è “un'azione imperdonabile” ha commentato il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta, riferendosi alla lettera inviata oggi da Pedro Sanchez a Bruxelles, in cui il premier chiede una riunione dei ministri dell'Interno dei Ventisette, criticando lo stop a Schengen annunciato dall'Italia per l'arrivo in massa di migranti nell'exclave spagnola in Marocco. “È vero che la maggior parte dei Paesi dell'Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile” ha detto il ministro.

“Contrastare l'immigrazione irregolare significa salvare vite” ha detto il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, difendendo l'operato del governo. Parlando dalla città autonoma, Marlaska ha ribadito che quanto accaduto è stato “un attacco all'integrità di Ceuta” e ha sostenuto che l'esecutivo ha reagito con rapidità, mettendo in campo “tutti i mezzi e le risorse necessarie” con il rafforzamento di agenti di polizia, guardia civile, l'invio di militari dell'esercito e di mezzi marittimi e aerei. “La crisi ovviamente non può considerarsi terminata, ma possiamo affermare che i progressi sono molti significativi” ha evidenziato il ministro, assicurando che la situazione a Ceuta “non ha nulla a che vedere” con quella dei giorni scorsi e che “la situazione è tornata quasi alla normalità”.

L'esponente del governo ha rivendicato il ruolo della Spagna nella gestione dei flussi migratori, definendola “un modello nell'Unione europea nell'affrontare la politica migratoria nel suo complesso. Bisogna lavorare con determinazione affinché le persone possano vivere nei propri Paesi e per smantellare le mafie” ha aggiunto Marlaska riferendosi agli accordi stretti da Madrid con i Paesi di origine e transito dei migranti e sottolineando che “le frontiere spagnole sono le seconde più sicure dell'Ue” e “le meno permeabili”.

Gli abitanti di Ceuta si sono organizzati in ogni quartiere e hanno eretto delle recinzioni per impedire il loro ingresso. Lo scrive il quotidiano di Madrid Abc, secondo cui i residenti sono scesi in piazza per “proteggere i quartieri dall'insicurezza”. In quasi ogni quartiere, per il reportage di Abc, si ripete la stessa scena: i residenti aspettano all'ingresso del loro quartiere, permettendo il passaggio solo ai residenti e alle autorità. “È per proteggere le nostre madri e le nostre sorelle” dice con orgoglio un ragazzino che sembra avere dieci anni mentre stringe una catena accanto a un altro, con in mano una mazza di legno, ancora più piccolo. “Ci mancano di rispetto, rubano, sono persino entrati nel mio appartamento per vedere se potevano prendere dei vestiti” dice un residente a un'altra barricata. Ma ci tengono a sottolineare che “a Ceuta convivono diverse culture”, con le quali convivono pacificamente. “Non siamo razzisti” dichiarano, irritati, perché affermano che diverse Ong li hanno accusati di esserlo.

Nell'antico ospedale militare di Ceuta, riaperto apposta nei giorni scorsi per dare soccorso ai migranti, è stata allestita una seconda camera mortuaria che però ora non ha più spazio per raccogliere le salme delle persone morte in mare e recuperate in acque spagnole. Nella struttura, tra l'altro, hanno trovato riparo almeno 500 minorenni, arrivati con questa ondata migratoria.

La Commissione europea ha specificato che, qualora uno Stato membro decidesse di ripristinare i controlli alle frontiere con un altro Paese dell'area Schengen, come annunciato dall'Italia in merito ai suoi confini con la Spagna a causa della crisi migratoria di Ceuta, tale decisione deve essere notificata e giustificata alle istituzioni europee. "I regolamenti stabiliscono che gli Stati membri possono, eccezionalmente e temporaneamente, ripristinare i controlli alle frontiere interne come ultima risorsa per far fronte a gravi minacce all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale", e quando tale minaccia è "imprevedibile e richiede un intervento immediato", ha spiegato un portavoce della Commissione.
Il portavoce ha tuttavia sottolineato che lo Stato membro in questione deve notificare la propria decisione "alla Commissione, al Consiglio, al Parlamento e agli altri Stati membri, e spiegare in che misura la situazione di Ceuta costituisca una grave minaccia al suo ordine pubblico o alla sua sicurezza interna".
D'altro canto, è anche possibile reintrodurre i controlli alle frontiere marittime interne, sebbene, secondo il Codice delle frontiere Schengen, "restano in vigore le norme speciali applicabili a Ceuta e Melilla, il che significa che i controlli alle frontiere esistono tra Ceuta e Melilla e il resto dell'area Schengen".

"La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei Trattati europei e dei dati non lo è". È quanto afferma in un messaggio su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, replicando alle critiche rivolte alla Spagna per la crisi migratoria a Ceuta. Nel messaggio Sanchez sottolinea i dati di Frontex sugli ingressi irregolari registrati tra il 2021 e il 2026: 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 lungo la rotta dei Balcani occidentali, 259.800 attraverso la Grecia, 234.760 attraverso la Spagna e 48.000 dalla frontiera orientale. "Non è il momento di dividerci. È il momento di continuare a costruire un’Unione europea forte e unita" conclude il premier spagnolo che in precedenza, da Ceuta, aveva definito l'invasione dei migranti come un attacco alla Spagna.

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