Cagliari, 28 Sett 2026 - Nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti, sia sulle strade sia sulle autostrade, dove, alla vigilia dell'iniziativa messa in campo da Eni, il diesel sfiora i 2,5 euro al litro. In soccorso dei cittadini, scatta oggi lunedì 28 settembre il tetto ai prezzi deciso dall'Ente Nazionale Idrocarburi per i distributori della sua rete: benzina e gasolio non potranno superare, rispettivamente, il prezzo di 1,99 e 2,19 euro al litro.
L'iniziativa, criticata da alcune associazioni, non è rimasta isolata. Anche i distributori a marchio Ip applicheranno un tetto ai prezzi dei carburanti. Socar annuncia prezzi calmierati dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli. "Il gruppo Socar, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l'acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding - si legge in una nota - ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell'Italia, con l'obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti". "Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori. In questo modo la compagnia statale azera aderisce all'appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali".
Il limite, prosegue la nota, "sarà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP, garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l'azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all'interno del panorama energetico nazionale. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale". La decisione, si legge, "conferma la vicinanza di Socar all'Italia, nel momento in cui la compagnia azera ufficializza una partnership strategica con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), diventando Partner energetico globale delle nazionali di calcio maschile e femminile dal primo gennaio 2027 al 31 dicembre 2030, con la possibilità di estensione per ulteriori due anni".
"Dopo Eni, anche Ip ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, assicurando che "il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d'acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa".
Le associazioni di categoria non condividono l'entusiasmo e i gestori denunciano un rischio di concorrenza sleale, dato che l'iniziativa arriva da un'azienda a controllo pubblico. Sul territorio, la Faib Confesercenti è netta: il presidente regionale Federico Valacchi accusa il Governo di essersi "levato le castagne dal fuoco" scaricando sull'Eni il compito di calmierare i prezzi, invece di tassare gli extraprofitti, penalizzando così i gestori delle altre compagnie che non possono decidere autonomamente i propri listini.
Anche all'interno della rete Eni non tutti sono contenti: se l'azienda abbassa i prezzi al pubblico senza ridurre proporzionalmente quelli all'ingrosso praticati ai benzinai convenzionati, il costo dello sconto rischia di ricadere sui loro margini, tanto che le associazioni dei gestori chiedono tutele scritte, mentre Eni assicura che compenserà i costi derivanti dalla misura.
La Figisc-Confcommercio aggiunge un altro allarme, guardando al precedente francese: in Francia la mossa simile di TotalEnergies ha fatto infuriare i gestori indipendenti, che a luglio hanno presentato un esposto all'Antitrust sostenendo che l'iniziativa alteri la concorrenza, e ha causato anche problemi di scorte, con distributori presi d'assalto.











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