Teheran, 28 Lug 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che esiste "una buona possibilità" di raggiungere un accordo con l'Iran, ma ha avvertito che Washington riprenderà rapidamente i bombardamenti sospesi nel fine settimana se i negoziati dovessero fallire.
"Stiamo parlando in questo momento", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. Il presidente ha sostenuto che Teheran avrebbe chiesto una tregua e un nuovo incontro dopo due settimane di attacchi americani. "L'unico motivo per cui vogliono incontrarci è che li abbiamo colpiti molto duramente", ha affermato.
L'Iran ha però smentito questa ricostruzione. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha negato che Teheran abbia offerto di negoziare in cambio della sospensione dei raid e ha precisato che i contatti con Washington continueranno soltanto attraverso intermediari. A svolgere questo ruolo sono soprattutto Qatar e Pakistan, impegnati nel tentativo di ripristinare l'accordo di cessate il fuoco del 17 giugno, poi fallito.
La guerra in Iran entra nel sesto mese e in un periodo di profonda incertezza. Dopo due settimane di attacchi e contrattacchi, Trump ha per ora evitato una escalation. Ma molti nodi fra le due parti restano irrisolti. Durante il conflitto, riporta il New York Times, si sono avute molte perdite: le stime parlano di almeno 1.700 civili iraniani uccisi nei raid che hanno devastato l'infrastruttura dell'Iran. Le vittime americane sono 18 in una guerra che il Pentagono è stimata finora costare 37,5 miliardi.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici separati ieri sera con i suoi omologhi dell'Arabia Saudita Faisal bin Farhanon e dell'Oman Badr al-Busaidi, per discutere degli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz e della sicurezza della via navigabile. Secondo l'agenzia di stampa Irna, i due ministri hanno anche scambiato opinioni sugli sviluppi bilaterali e regionali, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione e intensificare gli sforzi diplomatici congiunti per stabilizzare la regione. I colloqui tra Araghchi e Farhanon sono avvenuti dopo che Riad ha annunciato l'abbattimento di droni appartenenti a gruppi sostenuti dall'Iran in Iraq.
Funzionari statunitensi ritengono che la pressione economica esercitata da Washington sull'Iran potrebbe danneggiare Teheran di più dei bombardamenti. E' quanto riporta il sito di notizie Axios che cita alti funzionari dell'amministrazione Trump. L'intelligence statunitense indica che la carenza di benzina, il rischio di corse agli sportelli bancari e le difficoltà nel pagare i combattenti, aggravate dalle sanzioni e dal blocco navale statunitense, stanno aumentando la pressione finanziaria su Teheran. Un funzionario ha affermato che l'Iran "teme più il dipartimento del Tesoro del dipartimento della Guerra", pur riconoscendo che la pressione economica potrebbe richiedere più tempo di una campagna militare su vasta scala per costringere l'Iran a un accordo. Il rapporto afferma che l'accesso ai beni congelati e l'allentamento delle sanzioni rimangono una priorità centrale per Teheran nei colloqui per il cessate il fuoco.
Donald Trump riceverà alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle 15.30 ora italiana e il premier israeliano Benjamin Netanyahu alle 17.00. Alle 20 parteciperà ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham.
Solo un americano su tre appoggia la guerra contro l'Iran, il dato più basso registrato dall'inizio del conflitto, lo scorso febbraio. Emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos, condotto lo scorso fine settimana.
Inoltre il 69% degli americani, tra cui quattro repubblicani su dieci, ritiene che Trump non abbia "spiegato chiaramente gli obiettivi del coinvolgimento militare americano in Iran". Reuters ricorda che l'approvazione del conflitto è rimasta sotto il 40% da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato gli attacchi il 28 febbraio. Dal sondaggio è emerso un leggero aumento del tasso di approvazione del presidente, che ha raggiunto il 37%, tre punti percentuali in più rispetto al mese scorso, quando l'indice di gradimento era pari al minimo storico della presidenza Trump.
"Siamo impegnati in colloqui molto approfonditi con l'Iran. Se non funzioneranno, torneremo ad un'azione militare molto forte". Lo ha dichiarato Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, in un'intervista rilasciata ad Axios. Il presidente ha spiegato di aver deciso venerdì di sospendere gli attacchi su richiesta dei Paesi mediatori. "Tutti quelli che hanno a che fare con l'Iran mi hanno chiesto: 'Non sparare'", ha aggiunto Trump, sottolineando di ritenere che l'Iran voglia arrivare a un accordo. Alla domanda su quanto tempo sia disposto a concedere alla via diplomatica, il presidente ha risposto: "Non molto tempo. O va veloce o non va per niente". Il presidente ha infine parlato dell'incontro previsto alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: "Parlerò con Bibi del fatto che se non fossi stato presidente, a quest'ora l'Iran avrebbe avuto armi nucleari e Israele sarebbe stato distrutto".












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