Press "Enter" to skip to content

Araghchi: “Minacce di confisca di Trump: precedente incendiario, nessuno è al sicuro”. Tredicesima notte di bombardamenti, esplosioni in diverse città del sud dell’Iran.

Teheran, 24 Lug 2026 – Confiscare i beni di un'altra nazione per pagare rivendicazioni future non correlate è un precedente incendiario". Così il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi."Chi istiga o trae profitto da tali fondi dovrebbe ricordare - aggiunge -: una volta che i governi normalizzano la confisca, i beni di nessuno sono al sicuro. Il caos che ne seguirà non sarà né piacevole né pacifico".

Secondo quanto riportato dal New YorkTimes, due funzionari iraniani affermano che Teheran colpirà Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce. Alla notizia è dato risalto dal Times of Israel.   Il quotidiano Usa riporta le dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alle minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica Islamica risponderà attaccando Tel Aviv e chiedendo al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab. Durante la prima fase della guerra, iniziata il 28 febbraio, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno partecipato agli attacchi contro l'Iran e Teheran ha lanciato centinaia di missili balistici contro Israele. Tuttavia, Israele è rimasto fuori dall'attuale ripresa del conflitto e l'Iran non ha colpitolo Stato ebraico nelle ultime settimane.

Si prenda atto della presente dichiarazione: fino a nuovo avviso, da questo momento in poi, qualsiasi danno arrecato a navi, carichi o beni a essi correlati sarà risarcito utilizzando fondi iraniani in possesso e sotto il controllo degli Stati Uniti". Così il presidente statunitense Donald Trump in un post che via social alza ulteriormente la tensione con Teheran. Non è chiaro quali meccanismi giuridici Trump intenda utilizzare per accedere a tali fondi e disporne, ma sostiene che agire in tal modo è "la cosa giusta ed equa da fare". Intanto le forze armate statunitensi hanno lanciato una nuova notte di attacchi contro l'Iran, colpendo siti militari e commerciali chiave mentre si intensificavano gli scontri riguardanti le rotte di navigazione. L'offensiva è scattata dopo che i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere saudite nel Mar Rosso; ciò rischia di allargare il conflitto che coinvolge l'Iran, proprio mentre il prezzo internazionale del petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Poco dopo l'annuncio dei nuovi attacchi, i media statali iraniani hanno riferito di esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas – snodo cruciale per il transito di rifornimenti militari e merci commerciali – dove due persone sarebbero rimaste ferite. Sono state segnalate esplosioni anche sull'isola di Qeshm, che ospita depositi di mezzi navali (inclusi droni marini utilizzabili dall'Iran per attaccare imbarcazioni nello Stretto di Hormuz), nonché a nord-ovest, nei pressi di Andimeshk, Omidiyeh e Firuzabad. Quattro persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un attacco missilistico statunitense alla periferia di Ahvaz, sul fiume Karun, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che l'ultima ondata di attacchi mirava a "indebolire ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare i marittimi civili e le navi commerciali in transito nelle acque della regione", nel tentativo americano di riprendere il controllo della strategica via marittima attraverso la quale, in tempo di pace, transitava un quinto del petrolio e del gas mondiali. Le operazioni si sono concluse poco prima delle 5 del mattino di venerdì (ora locale).

Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno completato con successo la tredicesima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran". Lo scrive il   comando militare Usa in una nota diffusa su X. "Il Centcom ha preso di mira centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione,
siti di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia che l'Iran rappresenta per i naviganti civili e le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz. La via navigabile internazionale rimane aperta al transito nonostante i recenti attacchi del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Le navi commerciali continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense. Attualmente, oltre 50.000 militari statunitensi sono operativi in Medio Oriente".

La televisione iraniana ha riportato che sono state udite esplosioni sull'isola di Qeshm provenienti dallo Stretto di Hormuz. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim attribuisce le esplosioni nell'isola di Qeshm ad attacchi missilistici statunitensi, tuttavia queste notizie non sono confermate.

Nel corso di una riunione sulla sicurezza nazionale, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che lo Stato ebraico è "pronto a ogni eventualità" di fronte alle crescenti tensioni con l'Iran. "Se l'Iran attaccasse Israele, subirebbe un colpo devastante", ha avvertito il ministro secondo quanto riferito dal suo ufficio, confermando l'elevato stato di allerta delle forze armate.

In un'intervista ad Axios, Donald Trump ha dichiarato di valutare seriamente la ripresa di imponenti operazioni militari contro l'Iran, promettendo un'offensiva di portata persino superiore a quella di Epic Fury. "Sono vicino a prendere una decisione, siamo pronti", ha affermato il presidente statunitense, aggiungendo che Israele si unirebbe all'azione "in due minuti", sebbene gli Stati Uniti non abbiano bisogno di alleati. Secondo il tycoon, Teheran punterebbe a trattare ma non sarebbe ancora pronta a un’intesa poiché "non ha ancora sofferto abbastanza".

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »

Comments are closed.