Cagliari, 7 Lug 2026 – Protezione dei minori nel mondo digitale, accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, attività della Consulta dei ragazzi, comunicazione istituzionale, vigilanza sulle strutture di accoglienza e promozione dell’affidamento familiare.
Sono alcune delle principali linee di intervento illustrate dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, sentita in audizione dalla Seconda Commissione (Lavoro, cultura e formazione professionale), presieduta da Camilla Soru (Pd), sulla Relazione n. 83 relativa alla programmazione 2026.
Il documento individua le nuove linee di intervento dell’Ufficio della Garante con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Sardegna.
Per i minori stranieri non accompagnati è previsto il rafforzamento della rete dei tutori volontari, attraverso iniziative di sensibilizzazione, percorsi di formazione e aggiornamento continuo, uno sportello di consulenza e una maggiore collaborazione con i Tribunali per i minorenni di Cagliari e Sassari. In particolare, la Garante ha proposto “di rinforzare la preparazione dei tutori volontari” predisponendo interventi di sostegno e di aiuto che accompagnino il tutore anche durante lo svolgimento della sua funzione, con incontri periodici per approfondire le tematiche della materia e rinforzare le competenze del tutore.
La Garante ha dedicato ampio spazio anche alla tutela delle persone in crescita in relazione all’interazione con il mondo digitale, con la creazione di un tavolo di confronto con istituzioni, scuola, università, servizi sociosanitari, pediatri, famiglie e terzo settore per individuare strategie comuni contro i rischi legati a un utilizzo non regolamentato della Rete. Cau ha anticipato di voler garantire momenti di formazione e di divulgazione con riferimento alle problematiche dal punto di vista scientifico, con collaborazione delle Università, della chiesa e dell’Assessorato all’innovazione della Regione Sardegna. Non solo. La Garante ha condiviso la proposta della presidente Soru di prevedere e aderire a dei veri e propri Patti digitali che coinvolgano le Istituzioni, la scuola, le famiglie, i minorenni, ma anche i pubblici esercizi.
Proseguirà, inoltre, il lavoro della Consulta dei ragazzi, strumento di partecipazione e ascolto dei minori, che potrebbe avere anche il compito di creare un collegamento con le scuole e con il territorio. Importante, per la Garante Cau, portare avanti anche un’azione di comunicazione che riesca a diffondere il più possibile le attività realizzate dall’Ufficio di tutela e favorisca la conoscenza dei diritti e dei servizi disponibili, anche con l’eventuale realizzazione di un nuovo sito istituzionale e l’attivazione di canali social.
Un’altra area su cui la Garante ha posto l’attenzione è quella di cercare di garantire un coordinamento tra Istituzioni pubbliche e Istituzioni private del settore per l’individuazione, attraverso il confronto, di azioni che abbiano la capacità di andare, celermente, nella direzione di assolvere il dovere di protezione pubblica dell'infanzia. “In relazione a questo ho già organizzato, tra l'altro il primo incontro, - ha detto Cau - un tavolo interistituzionale con tutte le istituzioni pubbliche e private. Un incontro che è stato molto partecipato, all'esito del quale abbiamo assunto l'impegno, nei confronti delle altre Istituzioni, di fare un resoconto di quello che è avvenuto, ma anche di individuare linee di azione da portare avanti con gruppi più ristretti”.
Tra gli obiettivi della programmazione 2026, inoltre, il rafforzamento del monitoraggio delle strutture di accoglienza per minori, in raccordo con uffici giudiziari, servizi e comunità, e il rilancio dell’affidamento familiare, attraverso una maggiore sensibilizzazione del territorio e il sostegno alle famiglie disponibili all’accoglienza. Com











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