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Rutte: “La Nato com’è stata finora non è più sostenibile”. Ankara, snodo per il futuro dell’Alleanza.

Ankara, 7 Lug 2026 - Il vertice Nato di Ankara si apre in un clima di forte tensione dopo i nuovi attacchi di Donald Trump contro Giorgia Meloni e l'Alleanza Atlantica. In un nuovo post sul suo social, Truth, il presidente americano Donald Trump ha di nuovo attaccato la premier Giorgia Meloni pubblicando una foto-meme nella quale la presidente del Consiglio appare "in adorazione" del tycoon. L'immagine è commentata dal titolo "Restraining order needed", ovvero "necessario un ordine restrittivo". 

È certamente il picco dell'escalation verbale scatenata dopo il G7 di Evian dall'inquilino della Casa Bianca nei confronti del capo del governo italiano e che adesso rischia di avere conseguenze pesantissime in vista del vertice NATO che si aprirà domani ad Ankara. 

Va detto però che negli ultimi giorni Trump ha scelto di scaldare l'atmosfera in vista del summit turco alla sua maniera, affidando - ovviamente anche in questo caso ai social - un duro attacco questa volta all'Alleanza Atlantica nel suo complesso. Il presidente statunitense ha infatti dichiarato che si recherà nella capitale turca solo per rispetto nei confronti del "padrone di casa", Recep Tayyip Erdogan, liquidando i restanti alleati come partner non reciproci e parassiti economici.

La Nato com'è stata finora non è più "sostenibile", perché non si può chiedere a "un Paese con 350 milioni di abitanti che vivono a otto ore di volo da qui", gli Usa, "di difenderci dai russi, con 600 milioni di persone che vivono in questa parte del territorio Nato". Il segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte ha delineato così, ad Ankara, l'essenza del 'burden sharing' ora evoluto in 'burden shifting', il riequilibrio degli oneri che comporta la difesa dell'Europa e che gli Usa non hanno più intenzione di sostenere, perché concentrati sul Pacifico.  Serve un riequilibrio, ha sottolineato l'ex premier olandese, con un ruolo maggiore dell'Europa, mentre gli Usa, pur continuando a offrire l'ombrello nucleare, delegheranno sempre più la difesa convenzionale agli europei. Rutte ha evidenziato che molti Paesi europei, come la Germania, hanno aumentato in modo consistente la spesa nella difesa.  Ha anche evidenziato, poche ore dopo il nuovo attacco via social alla premier Giorgia Meloni da parte del presidente Usa, che se Paesi come Spagna e Italia hanno portato la spesa nella difesa al 2% del Pil è anche merito di Donald Trump. "Penso che gli Stati Uniti stiano incoraggiando fortemente, ed è un eufemismo, gli alleati - ha detto il segretario generale - a raggiungere il 5%" del Pil per le spese in difesa e sicurezza, "per garantire che la produzione dell'industria della difesa aumenti, e questo non può che essere positivo".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà impegnato in una missione internazionale di alto profilo ad Ankara in occasione del vertice dei leader della NATO, in un contesto segnato da delicate tensioni geopolitiche e da una fitta agenda diplomatica che coinvolgerà i principali attori dello scenario euro-atlantico. Il presidente lascerà Washington in serata, dando ufficialmente il via alla trasferta verso la capitale turca, dove è atteso per l'apertura dei lavori del summit. La giornata di martedì 7 luglio si aprirà con l'arrivo ad Ankara e con la cerimonia ufficiale di accoglienza da parte del presidente della Repubblica di Turchia Recep Tayyip Erdogan, che includerà gli onori militari e la tradizionale rassegna della guardia d'onore presso il complesso presidenziale di Bestepe. Subito dopo, è previsto il bilaterale tra Trump ed Erdogan, considerato uno dei passaggi più rilevanti della visita sul piano politico e strategico. Al centro del confronto, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, vi saranno i rapporti bilaterali tra Washington e Ankara, il ruolo della Turchia all'interno della Nato e le principali crisi regionali che interessano il quadrante mediorientale ed euro-asiatico.

Nel solo 2025 gli alleati europei e il Canada hanno aumentato la spesa per la difesa del 20% rispetto all'anno precedente, mentre la spesa complessiva della Nato ha raggiunto circa 1.590 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare circa il 60% del totale delle spese, confermandosi il pilastro finanziario dell'Alleanza. In termini assoluti, Washington resta irraggiungibile. Secondo i dati Nato richiamati dall'Atlantic Council, gli Stati Uniti hanno destinato alla difesa circa 980 miliardi di dollari nel 2025, una cifra superiore alla somma degli alleati di Canada ed Europa, che vale 657 miliardi di dollari. Alle spalle degli Usa figurano le principali potenze militari europee, guidate da Germania (121 miliardi; 2,39%), Regno Unito (92 miliardi; 2,31%), Francia (69 miliardi; 2,05%) e l'Italia (51 miliardi; 2,01%), che negli ultimi anni hanno aumentato sensibilmente i propri bilanci militari. Se però si guarda alla quota di Pil, la classifica cambia radicalmente. La Polonia è oggi il Paese Nato che investe di più nella difesa rispetto alle dimensioni della propria economia, con il 4,3% del Pil (44,3 miliardi di dollari). Seguono la Lituania con il 4% (3,79 miliardi) e la Lettonia con il 3,74% (1,7 miliardi). Sono gli unici tre alleati che hanno già superato il nuovo obiettivo del 3,5% fissato per il 2035. Gli Stati Uniti sono al 3,19%.

La giornata di mercoledì 8 luglio costituirà il cuore operativo del vertice. In apertura è previsto un incontro tra il presidente americano e il segretario generale della Nato Mark Rutte, seguito dalla tradizionale foto di famiglia dei leader dell'Alleanza, momento simbolico che precede l'avvio delle sessioni plenarie. Successivamente si terrà la sessione di lavoro dei capi di Stato e di governo della Nato, durante la quale verranno affrontati i principali dossier strategici: dal rafforzamento della difesa collettiva al sostegno ai Paesi sul fianco orientale, fino al coordinamento sulle principali crisi internazionali in corso e alle prospettive di lungo periodo dell'Alleanza. Particolare attenzione sarà riservata al dossier ucraino. Nel corso del vertice è infatti previsto un incontro bilaterale tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un faccia a faccia che si preannuncia centrale per la definizione delle prossime mosse occidentali sul sostegno a Kiev e sulla gestione del conflitto con la Russia, in un quadro di crescente pressione diplomatica e militare.

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