Kiev, 2 Lug 2026 - Missili balistici e droni hanno colpito nella notte il centro e la zona est della capitale ucraina. "Kiev è sotto il fuoco di missili balistici e droni. Si sentono esplosioni in tutta la città", ha scritto il sindaco Vitali Klitschko su Telegram mentre erano in corso gli attacchi.
Un incendio è scoppiato sul tetto di un edificio non residenziale nel centro di Kiev, mentre un secondo rogo è divampato nello stesso quartiere di Shevchenkivsky, sul tetto di un hotel, secondo quanto dichiarato sempre da Klitschko su Telegram.
È di almeno 8 vittime il bilancio degli attacchi condotti nella notte dall'esercito russo sulla capitale ucraina Kiev e altre città del Paese guidato da Volodymyr Zelensky. Lo riporta il Kyiv Independent citando quanto riportato dal capo dell'amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko. Sono almeno 34 i feriti, di cui 32 attualmente ricoverati in ospedale. Durante l'offensiva, riporta il portale ucraino, la Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici contro Kiev, oltre a sferrare attacchi su larga scala con droni in diverse regioni.
La Polonia, membro della Nato e dell'Unione Europea, ha fatto decollare i propri caccia giovedì come misura preventiva a seguito dell'attacco della Russia all'Ucraina, come riferito dalle forze armate polacche in un post su X.
"Queste azioni sono di natura preventiva e mirano a mettere in sicurezza e proteggere lo spazio aereo, specialmente nelle aree adiacenti alle regioni minacciate", si legge nel post.
Dieci bombardieri strategici russi, sette Tupolev Tu-95MS e tre Tupolev Tu-160, sono decollati dalle loro basi, diretti probabilmente verso Kiev. Lo riferisce il canale Telegram Mykolaivskyi Vanyok, ripreso dall'agenzia UNIAN.
Il presidente ucraino, Zelensky, aveva avvertito nelle scorse ore che Mosca stava preparando un massiccio attacco notturno alla capitale ucraina, che è stata poi attaccata da decine di droni Geran, che hanno provocato incendi. Tra gli edifici in fiamme anche un lussuoso hotel nel centro.
Oltre due milioni di soldati russi e ucraini sono rimasti uccisi o feriti nel conflitto in corso dal febbraio 2022. E' quanto emerge dallo studio diffuso oggi dal Center for Strategic and International Studies di Washington e rilanciato dal New York Times.
La Russia ha subito il maggior numero di perdite, con 1,4 milioni di soldati uccisi o feriti, tra cui si contano 450.000 morti. Le forze ucraine hanno subito tra le 525.000 e le 625.000 perdite, con il numero di morti che oscilla tra 125.000 e 150.000. Lo studio si basa, tra le altre fonti, sui dati provenienti dalle stime dei governi di Stati Uniti e Regno Unito.
"Siamo d'accordo sul fatto che dobbiamo mantenere la pressione sulla Russia: anche quando la sua guerra contro l'Ucraina sarà finita, la Russia resterà una minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa da Berlino insieme al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius.
"Per quanto riguarda la difesa dell'Ucraina, gli Stati Uniti restano indispensabili. Continuano infatti a fornire all'Ucraina importanti mezzi di sostegno. Questi vengono finanziati dai canadesi e dagli europei e penso che sia giusto così", ha aggiunto Rutte spiegando:
"Prendiamo ad esempio i missili intercettori per i sistemi Patriot, che proteggono le infrastrutture critiche ucraine: soltanto gli Stati Uniti sono in grado di produrli", "allo stesso tempo, però, è l'Europa a fornire un enorme sostegno, sia economico sia militare. Basta guardare ciò che fa la Germania sul piano bilaterale, oppure nell'ambito dell'iniziativa ceca per le munizioni, di altre iniziative europee e degli investimenti nell'industria della difesa ucraina. Tutto questo è Europa, ma resta comunque necessario anche il contributo degli Stati Uniti".
Il governo russo ha decretato la chiusura temporanea di diversi valichi di frontiera ferroviari al confine di Stato con Lettonia, Finlandia ed Estonia. Lo riporta la Tass.
I valichi di frontiera chiusi includono San Pietroburgo-Finlyandsky, Vyborg, Vyartsilya, Ljuttja e Svetogorsk (tutti confinanti con la Finlandia), Pechory-Pskovskiye al confine con l'Estonia e Pytalovo al confine con la Lettonia. Tramite questi valichi - viene spiegato - è sospesa la circolazione di persone, veicoli, merci e carichi.












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