Cagliari, 25 Giu 2026 - Con l'approvazione definitiva del Piano Casa 2026, il Governo conferma un'impostazione che la Regione Sardegna continua a non condividere. Restano infatti criticità che incidono sulle competenze regionali, sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione del patrimonio pubblico.
“Pur prendendo atto delle modifiche introdotte durante l'iter parlamentare, rimangono elementi che comprimono il ruolo delle Regioni e degli enti territoriali nelle scelte che riguardano il governo del territorio”, dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda. “Ci preoccupano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale e il ricorso a fondi e strumenti finanziari nella gestione del patrimonio pubblico. Le trasformazioni urbanistiche devono essere guidate dalla pianificazione e dall'interesse delle comunità, non da procedure straordinarie o da logiche finanziarie. Ancora più grave - prosegue Spanedda - è l'idea che il patrimonio pubblico possa essere utilizzato come leva per obiettivi definiti altrove. Per la Sardegna quei beni rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo dei territori e devono continuare a produrre valore per le comunità che li esprimono”.
Un altro aspetto che preoccupa la Regione riguarda l’approccio al diritto all’abitare sia in termini di metodo che di impegno finanziario: “Il Piano Casa del Governo è molto lontano dal rappresentare una soluzione anche solo accennata alla difficoltà di trovare un alloggio dignitoso – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu - un problema che colpisce duramente le nostre comunità. Si presenta invece come un provvedimento totalmente estraneo ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine. La Regione Sardegna – prosegue Piu - ha a cuore questo tema e sta facendo la sua parte, tanto che le cifre stanziate raccontano un approccio all’abitare con pesi differenti rispetto al Governo che ha stanziato 1 miliardo di euro per l’intero Paese mentre noi abbiamo investito mezzo miliardo sul tema casa solo per la nostra Isola. Sarebbe opportuno – conclude - che il Governo aprisse il dialogo con chi amministra i territori e conosce i problemi attorno alla casa e che sa cosa significhi cercare di difendere il diritto all’abitare attuando politiche e fondi adeguati al problema”.
La Regione difenderà le prerogative riconosciute dallo Statuto, il ruolo della pianificazione urbanistica, la funzione pubblica del patrimonio collettivo e il diritto alla casa. Su questi principi la Sardegna non farà passi indietro. Com









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