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Flotilla, attivisti italiani: “Usati proiettili di gomma”. Tajani chiede a Israele verifica urgente. La portavoce italiana: “Operazione avvenuta illegalmente e in acque internazionali”. 

Cagliari, 19 Magg 2026 - Proseguono nel Mediterraneo orientale le operazioni della Marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla. Diverse imbarcazioni, rendono noto gli organizzatori sui canali social, sono state intercettate nelle ultime ore. Secondo il sito ufficiale della spedizione umanitaria sarebbero al momento dieci le barche ancora in navigazione.

Ieri, le forze navali israeliane hanno intercettato e abbordato in acque internazionali almeno 56 imbarcazioni (4 imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition), catturando almeno 319 attivisti. I soldati dell'Idf hanno preso il controllo di alcune imbarcazioni al largo delle acque di Cipro, riproponendo lo scenario che si è prodotto già due settimane fa.

Sono 27 gli italiani della Flotilla per Gaza che al momento risultano fermati. Le imbarcazioni su cui viaggiano dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto “di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni”.

Intanto, a breve avverrà il trasferimento degli attivisti verso un porto israeliano. Lo comunica la Global Sumud Flotilla. L'imbarcazione militare che trasporta gli attivisti “tra cui medici, giornalisti e difensori dei diritti umani provenienti da oltre 40 Paesi”, dovrebbe “attraccare entro circa due ore”.

“La navi della Marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma”: a dirlo in una dichiarazione video è Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. “Sei delle barche sono state colpite. Una di queste, la Girolama, batte bandiera italiana”. Anche se i proiettili fossero di gomma, ha aggiunto, “è gravissimo. Stanno già compiendo un atto criminale, e ora aggiungono anche l'utilizzo delle armi”.

Una diretta streaming ha mostrato dei commando della Marina militare israeliana durante il loro abbordaggio di una delle navi. Ventisette cittadini italiani sarebbero stati prelevati in acque internazionali a oltre 250 miglia nautiche da Gaza. A bordo dei convogli marittimi partecipano 461 volontari provenienti da 45 Paesi. Lo ha confermato una fonte del team legale della GSF. Secondo Al-Jaazera, le forze navali israeliane hanno intercettato circa 20 imbarcazioni nei pressi di Cipro, e secondo quanto riferito sarebbero stati arrestati “circa 100 attivisti”. I volontari sarebbero stati trasferiti su una sorta di “prigione galleggiante”, prima di essere condotti al porto israeliano di Ashdod per essere interrogati dai servizi segreti israeliani.

“Stiamo seguendo la vicenda con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l'ambasciata italiana a Cipro. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile così come è accaduto per l'episodio di qualche settimana fa” ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il giornale israeliano Walla riporta una fonte di sicurezza secondo cui sarebbero in corso trattative per trasferire gli attivisti fermati da Israele su imbarcazioni straniere perché vengano rilasciati in un Paese della regione, piuttosto che procedere con il loro trasferimento in Israele, come successo con la precedente Flotilla in cui gli attivisti vennero rilasciati in Grecia, tranne Thiago Avila e Saif Abu Keshek.

La Akka, una delle imbarcazioni che questa mattina erano ancora in navigazione verso Gaza, è stata intercettata a 82 miglia nautiche da Gaza. Secondo i dati pubblicati dalla Flotilla, sono quindi 61 le imbarcazioni intercettate e 9 quelle ancora in navigazione. La diretta streaming sul sito web della Flotilla ha mostrato le forze israeliane a bordo di un gommone che si avvicinavano all'imbarcazione, chiamata anche “Andros”, e gli attivisti con le braccia alzate. La nuova azione della Marina israeliana è ripresa dopo l'intercettazione di ieri.

Intercettata anche la Don Juan, la barca su cui viaggiavano Antonella Bundu, ex candidata di Toscana Rossa alla Presidenza della Regione Toscana, e Dario Salvetti, esponente del Collettivo di fabbrica della ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). Lo rende noto lo stesso Collettivo di fabbrica, che lancia un appello: “Tutte le forze politiche e istituzionali si attivino subito per il rilascio degli internazionali rapiti. Salvetti e Bundu sono due dei cinquecento su quella flotta, che sta portando avanti una missione umanitaria contro il blocco navale illegale di Israele nei confronti di Gaza, per la fine del genocidio e per la liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane”. In un video postato sui social pochi minuti prima dell'abbordaggio, Salvetti spiega: “Pare che adesso stia succedendo a noi. Non credo che questa volta ci siano manovre diverse possibili. Sono già intercettate alcune barche di fronte a noi, quindi questo è ufficialmente il terzo atto di pirateria subito da barche a vela civili con aiuti umanitari in acque internazionali nel Mediterraneo, che hanno la sola colpa, che non è una colpa, di provare a rompere l'assedio e di portare solidarietà alla resistenza di un popolo, quello palestinese, che sta lottando per la propria terra contro un genocidio”.

“State facendo un lavoro eccezionale e state sventando un piano malvagio ideato per rompere l'isolamento che stiamo imponendo ai terroristi di Hamas a Gaza” ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una telefonata con i soldati della Marina israeliana. “State agendo con grande successo, e devo dire anche in modo discreto, certamente meno appariscente di quanto si aspettassero i nostri nemici, quindi congratulazioni di cuore. Continuate fino alla fine. L'acqua sembra semplicemente meravigliosa. Mi piacerebbe essere con voi” ha aggiunto Netanyahu nella telefonata, come riferito dall'ufficio del premier in una nota.

“Le navi dell'IOF (Forze di occupazione israeliane, ndr) hanno cominciato a intercettare le barche della Global Sumud Flotilla”: La conferma arriva anche dalla portavoce dell'iniziativa in Italia, Maria Elena Delia, sottolineando che l'operazione avviene “illegalmente” e “in acque internazionali”.

“Alcune delle barche della Global Summud Flotilla battono bandiera italiana e sono formalmente considerabili territorio italiano: a bordo ci sono 35 cittadini italiani. Chiediamo al governo di opporsi a questa violazione del diritto internazionale, di attivare i canali diplomatici e di richiedere un passaggio sicuro per la flotta”, prosegue la responsabile della delegazione italiana della Flotilla, a margine del corteo per lo sciopero generale in corso a Milano, mentre la notizia dell'intercettazione raggiungeva i manifestanti in piazzale Loreto. “Quello che sappiamo è che è in corso un atto di pirateria. Le forze israeliane sono salite a bordo di navi fermate in acque internazionali per sottrarne l'equipaggio” ha aggiunto la portavoce, che ha spiegato che le forze israeliane stanno utilizzando disturbatori jamming.

“L'equipaggio è preoccupato, ma non per sé stesso, per i palestinesi - ha aggiunto Delia -, palestinesi che ogni giorno devono subire la paura che noi in questo momento stiamo provando. Per noi si parla di ore, per loro di 78 anni”.

“Siamo in contatto con la nostra Ambasciata a Cipro, con la nostra Ambasciata a Tel Aviv, con il consolato, abbiamo dato un messaggio chiaro a Israele che devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale” ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Anche, qualora dovessero essere fermati dei cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona” ha concluso il ministro.

Quarantanove deputati del Parlamento europeo hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, per chiedere la protezione diplomatica per coloro che partecipano alla missione umanitaria della Flotilla. La richiesta rivolta a Costa è quella di "fare tutto il possibile per garantire il rispetto del diritto internazionale; proteggere gli attivisti attualmente impegnati in una missione civile pacifica, garantendo loro protezione diplomatica e assistenza consolare; fornire le garanzie diplomatiche necessarie per assicurare la sicurezza della missione", si legge nella lettera firmata da alcuni eurodeputati dei gruppi dei Verdi, The Left, S&D e Renew. "Le chiediamo pertanto - rimarcano - un impegno diretto e tempestivo per mobilitare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di protezione necessari per il buon esito della missione e per la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti".

Madrid convoca l'incaricata d'affari israeliana 

"Dalle informazioni che ho, la Flotilla è formata da 54 imbarcazioni e circa 500 attivisti di 35 nazionalità. Non conosco il numero esatto di spagnoli, ma sarebbe intorno ai 45. Una dozzina di attivisti sono trattenuti dalle Forze armate israeliane, che hanno cominciato a intercettarli in acque internazionali. Quello che so è che Israele non ha alcuna giurisdizione e nessun diritto di trattenerli, per questo ho convocato l'incaricata d'affari dell'ambasciata israeliana, per esprimere la più ferma condanna". È quanto ha affermato il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares, in conferenza stampa a Madrid col suo omologo egiziano Badr Abdelaty, nel confermare la detenzione di attivisti della missione umanitaria diretta a Gaza in acque internazionali al largo di Cipro da parte delle forze israeliane. "E' un'evidente nuova violazione del diritto internazionale appena 15 giorni dopo la precedente intercettazione", ha rilevato Albares. "Condanno questa azione: nessun agente israeliano ha alcuna giurisdizione in quelle acque", ha insistito, informando di aver nuovamente convocato la diplomatica di massimo grado presente a Madrid, l'incaricata d'affari Dana Erlich, per esprimere "la più energica protesta" e chiedere "il rilascio immediato degli attivisti". Israele e Spagna hanno ritirato i rispettivi ambasciatori a causa delle tensioni diplomatiche scaturite dal riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Madrid nel maggio 2024.

Il ministero degli Esteri portoghese ha convocato l'ambasciatore di Israele in seguito all'arresto di due medici portoghesi che viaggiavano a bordo della Global Sumud Flotilla. "Questa azione di Israele, così come quella precedente di alcune settimane fa, è stata compiuta in acque internazionali e, pertanto, in violazione del diritto internazionale", ha dichiarato il ministro Paulo Rangel. "Vogliamo garantire un trattamento che rispetti pienamente l'integrità e i diritti fondamentali dei cittadini coinvolti" e ancora "il ripristino della legalità internazionale il prima possibile".   I portoghesi catturati in acque internazionali sono due giovani medici, Beatriz Bartilotti e Gonçalo Dias, e anche l'Ordine dei medici portoghesi ha manifestato la sua protesta e la preoccupazione per la loro sorte. In un comunicato si chiede "il rispetto della legislazione internazionale, ai sensi della Convenzione di Ginevra e delle norme dell'Associazione Medica Mondiale".

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