Cagliari, 16 Magg 2026 - Due fonti ufficiali in Medio Oriente hanno affermato che Stati Uniti e Israele sono impegnati in intensi preparativi - i più ampi dall'inizio del cessate il fuoco - per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana. Lo riporta il New York Times. Secondo le fonti, un'altra opzione è quella di schierare forze speciali sul terreno per la ricerca di materiale nucleare sepolto. Diverse centinaia di queste forze sono arrivate in Medio Oriente a marzo, in un dispiegamento concepito per offrire al Presidente Donald Trump questa possibilità, hanno precisato le fonti, chiarendo tuttavia che un'operazione del genere richiederebbe anche migliaia di forze di supporto che probabilmente verrebbero coinvolte in scontri con le forze iraniane.
Israele starebbe preparando una nuova serie di attacchi contro l'Iran, mentre il presidente americano Donald Trump avrebbe perso la pazienza dopo i ripetuti attacchi contro truppe statunitensi e alleati di Washington nonostante il cessate il fuoco in vigore dall'inizio di aprile. Lo riferisce Cnn, citando una fonte israeliana secondo cui i bombardamenti avrebbero come obiettivo alti funzionari iraniani e infrastrutture energetiche del Paese. "L'intenzione sarebbe quella di condurre una breve campagna finalizzata a fare pressione sull'Iran affinché accetti ulteriori concessioni nei negoziati", ha affermato la fonte.
Secondo l'emittente americana, i piani operativi erano già pronti per essere eseguiti alla vigilia del cessate il fuoco concordato all'inizio di aprile, ma furono sospesi con l'entrata in vigore della tregua. Trump, aggiunge Cnn, sarebbe irritato per lo stallo diplomatico, ma al tempo stesso riluttante a lasciarsi trascinare nuovamente in un conflitto su vasta scala, anche per il timore che una nuova escalation possa aggravare ulteriormente la crisi nello Stretto di Hormuz.
Il governo taiwanese rivendica la propria indipendenza in risposta alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che metteva in guardia contro qualsiasi dichiarazione di indipendenza che potesse scatenare una guerra con Pechino, "Taiwan è una nazione democratica, sovrana e indipendente, non subordinata alla Repubblica Popolare Cinese", ha affermato il ministero degli Esteri taiwanese, aggiungendo che la vendita di armi rientra negli impegni di sicurezza degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan e che, a questo proposito, la politica di Washington rimane "invariata".
Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di 45 giorni. Lo rende noto il Dipartimento di Stato Usa. In un post su X il portavoce del Dipartimento, Tommy Pigott, spiega che la proroga è stata concordata dopo due giorni di colloqui “altamente produttivi” tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti.
Pigott aggiunge che il Dipartimento di Stato riprenderà i negoziati “sul piano politico” il 2 e 3 giugno, mentre il 29 maggio il Pentagono avvierà un “piano di sicurezza” con delegazioni militari israeliane e libanesi.
E conclude Pigott: “Ci auguriamo che questi colloqui promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale e la creazione di una sicurezza autentica lungo il confine condiviso”.












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