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Comune di Uras, Assessore Spanedda: la Regione avvia gli atti dopo la sentenza del Consiglio di Stato.

Cagliari, 15 Magg 2026 - A seguito della notifica della sentenza del Consiglio di Stato che riguarda il Comune di Uras, avvenuta nella giornata di oggi, l’Assessorato degli Enti Locali è al lavoro per adempiere a tutti gli atti conseguenti.

“L'obiettivo della Regione – afferma l’assessore Francesco Spanedda – è garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa e i servizi alla comunità interessata, agendo in coerenza con un percorso istituzionale che ha sempre messo al centro il rispetto delle regole e degli organi democraticamente eletti”.

La vicenda è partita il 30 settembre scorso, dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali di Uras. Dimissioni che nella comunicazione del Segretario comunale, garante della legittimità degli atti dell'Amministrazione, non avrebbero avuto l'unitarietà d'intenti richiesta per procedere allo scioglimento del Consiglio.

Mentre l’Assessorato aveva aperto un’ordinaria istruttoria tecnica per valutare i complessi profili giurisprudenziali del caso, il Comune di Uras, in data 14 ottobre 2025, aveva adottato, in piena autonomia, una delibera per la surroga di uno dei consiglieri dimessi, così da ripristinare la funzionalità amministrativa. Provvedimento che aveva dato vita al ricorso al Tar presentato da sei dei sette consiglieri dimissionari, che ne avevano contestato la legittimità.

"In virtù della Legge Regionale n. 2 del 2016 – spiega in proposito l’assessore Spanedda – la Regione non può esercitare controlli di legittimità sugli atti dei Comuni, secondo il principio costituzionale per cui ogni ente è responsabile dei propri atti. Pertanto, una volta adottata la delibera consiliare, l'istruttoria regionale è rimasta sospesa in attesa che la controversia fosse risolta nelle sedi competenti. L’azione della Regione – evidenzia l’esponente della Giunta – è sempre guidata dalla consapevolezza che lo scioglimento di un Consiglio eletto sia un fatto importante che richiede, in un caso come questo, equilibrio ed estrema attenzione al quadro giuridico".

Di questa corretta azione amministrativa dà atto il Consiglio di Stato, nella parte della sentenza in cui sottolinea che non è possibile muovere nessuna censura nei confronti della Regione, in quanto l’istruttoria è stata interrotta dall’adozione della delibera di Consiglio comunale che ha reso giuridicamente impossibile l’esercizio del potere regionale.

A dimostrazione della complessità della vicenda, c’è il fatto che in prima istanza il TAR Sardegna, respingendo il ricorso dei consiglieri dimissionari, si era orientato verso il mantenimento della funzionalità dell’ente, mentre la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, annullando la deliberazione del Consiglio comunale del 14 ottobre, ha fornito la base giuridica necessaria per procedere allo scioglimento del Consiglio e al commissariamento dell’Ente.

"Dalla notifica della sentenza – sottolinea Spanedda – i nostri uffici si sono messi al lavoro per compiere tempestivamente tutti gli atti conseguenti. Abbiamo sempre agito a vantaggio della comunità di Uras, con i tempi necessari che la rilevanza e la complessità degli interessi coinvolti hanno sempre richiesto, con l’unico scopo di garantire l'efficacia e la legittimità del governo locale”. Com

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