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Pd – il segretario regionale del Pd Silvio Lai, sottolinea la necessità non rimandabile di aprire la “fase due” della Giunta per fare un bilancio e per ridefinire le priorità.

Cagliari, 27 Mar 2026 - In Sardegna il No al referendum ha superato il 59%, un dato politico che certifica la bocciatura di una riforma che alterava profondamente l’equilibrio dei poteri. Di fronte a questo scenario, il Partito Democratico sardo traccia la linea per le prossime sfide: guidare l'alternativa nel Paese, affrontare il banco di prova delle elezioni amministrative e inaugurare una nuova fase dell'esecutivo regionale.

"Questo voto non è solo una sconfitta del governo, è l’apertura di una crisi politica - dichiara l'On. Silvio Lai - Le cittadine e i cittadini hanno detto no ad un cambiamento della costituzione senza rete.

Abbiamo visto una destra nervosa, che invece di riflettere attacca, arrivando alla delegittimazione degli avversari politici. Ora il PD deve dimostrarsi capace di accogliere anche quelle voci del centro e della destra liberale che, di fronte al rischio di pieni poteri, non hanno avuto dubbi."

Sul fronte regionale, il segretario regionale del Pd Silvio Lai, sottolinea la necessità non rimandabile di aprire la "fase due" della Giunta per fare un bilancio e per ridefinire le priorità prima dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali. Pur riconoscendo i risultati importanti della prima fase, tra cui la vertenza Stato–Regione, il mantenimento in house della gestione di Abbanoa, la centralità del progetto Einstein Telescope e la nuova continuità territoriale aerea, il PD chiede una architettura più ambiziosa per dare una speranza ai sardi.

La direzione tracciata dal Partito Democratico per la seconda parte del mandato si fonda su tre obiettivi prioritari:

- Una riforma condivisa dello Statuto e della legge statutaria, per colmare le carenze evidenti e modernizzare l'organizzazione regionale.

- La messa in sicurezza della sanità pubblica, recuperando il tempo perduto attraverso la revisione del sistema di finanziamento delle aziende territoriali e superando l'attuale modello aziendale pervasivo di Ares verso una forma di agenzia di servizi.

- Le risorse umane e l'istruzione, attraverso il progetto 0-24, per garantire pari opportunità sin da bambini e una formazione universitaria gratuita, contrastando la fuga dei giovani.

- Un patto per lo sviluppo sostenibile, con evidenti priorità infrastrutturali per la rete ferroviaria e stradale, e scelte strategiche sulla transizione energetica e le rinnovabili concordate con i territori.

L'orizzonte politico si estende anche alle imminenti sfide elettorali locali:

“Le prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno 149 comuni sardi rappresentano un test politico generale fondamentale, serve una linea politica chiara di unità, perché se non c'è una regia politica che governa il pluralismo, perdiamo.

Siamo ad un bivio - avverte in conclusione l'On. Lai - possiamo limitarci a commentare, oppure possiamo guidare, io credo che il Partito Democratico debba guidare la coalizione e una nuova stagione politica in Sardegna, perché oggi più che mai c’è bisogno di una forza politica che tenga insieme serietà, equilibrio istituzionale e capacità di governo". Red

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