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Cna Sardegna – Alla fine del 2024 la Sardegna conta 10.521 imprese condotte da persone nate all’estero, pari al 6,3% dell’intero tessuto produttivo regionale.

Cagliari, 24 Mar 2026 - Alla fine del 2024 la Sardegna conta 10.521 imprese condotte da persone nate all’estero, pari al 6,3% dell’intero tessuto produttivo regionale. Un dato che – pur in un contesto economico-produttivo meno attrattivo rispetto ad altre regioni – testimonia un fenomeno in costante espansione e di crescente rilevanza strutturale.

Nell’arco di un decennio (2014–2024), le imprese a guida immigrata sono cresciute dell’8,9%, mentre quelle guidate da imprenditori nati in Italia hanno fatto registrare un calo dell’1,2%. Un segnale chiaro di vitalità e resilienza, confermato anche dalla forte partecipazione femminile (27,2% delle imprese, superiore alla media nazionale del 24,7%) e giovanile (11,6% under 35).

La concentrazione maggiore si registra nella provincia di Cagliari, che accoglie il 42,8% delle imprese immigrate regionali (4.504 unità), seguita da Sassari con il 36,6% (3.846). Nuoro e Oristano rappresentano rispettivamente il 15,7% e il 5,0% del totale. È a Sassari che si registra la più alta incidenza sul tessuto locale: il 7,1% delle imprese del territorio è gestito da immigrati.

Il settore dei servizi è il principale ambito di inserimento (72,5%), trainato dal commercio che da solo vale oltre la metà delle attività (51,9%). Seguono le costruzioni (11,6%) e il comparto alberghi e ristorazione (8,3%). La presenza nel settore agricolo è più marcata nelle province di Oristano (12,9%) e Nuoro (11,4%).

Tra i titolari di impresa individuale, le comunità senegalese e marocchina sono le più numerose, con rispettivamente 1.564 e 1.151 imprenditori. Seguono cinesi (678), pakistani (644) e romeni (615).

Il grafico evidenzia come, nel decennio 2014–2024, le imprese immigrate abbiano mostrato dinamiche di crescita decisamente superiori rispetto alle imprese guidate da nati in Italia in quasi tutte le province sarde. Solo Oristano registra un calo nell’ultimo anno (–11,5%), riconducibile in parte alle operazioni di pulitura degli archivi camerali previste dal cd. Decreto Rilancio.

«L’ingresso regolare di lavoratori stranieri – dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente Presidente e Segretario di CNA Sardegna – non rappresenta soltanto un’opportunità sotto il profilo economico, ma anche un elemento di equilibrio sociale, in grado di contribuire alla tenuta dei sistemi di protezione e alla vitalità delle comunità locali.

CNA considera strategico – proseguono Tomasi e Porcu – promuovere un modello di gestione dei flussi migratori, fondato su legalità, qualificazione professionale e integrazione del mercato del mercato del lavoro, in coerenza con le esigenze delle imprese e con i principi di coesione sociale.

I dati del Rapporto IDOS confermano – concludono Tomasi e Porcu - che gli imprenditori immigrati sono una componente strutturale e dinamica del tessuto produttivo sardo. Crescono quando le imprese autoctone calano, partecipano al mercato con quote femminili e giovanili al di sopra della media nazionale, diversificano i settori di attività. CNA Sardegna è al fianco di questi imprenditori, offrendo servizi di accompagnamento, formazione e rappresentanza, convinta che inclusione economica e sviluppo territoriale siano obiettivi inscindibili.» Com

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