Lanusei, 10 Mar 2026 – Arriva dall’Ogliastra una bella storia di solidarietà. Protagonista una donna di 83 anni che è stata ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei in condizioni gravissime. Dopo l’accertamento della morte encefalica, è stato effettuato il prelievo del fegato e dei reni. Il consenso alla donazione era stato espresso in vita dalla paziente. E così, dalla morte è nata la speranza per tre vite. Grazie alla sensibilità e all’altruismo della donna, il fegato ed un rene, verranno donati a due malati sardi in attesa di trapianto al Brotzu, mentre il secondo rene andrà fuori regione.
La donna è stata ricoverata alcuni giorni fa nella Terapia intensiva del N.S. della Mercede in condizioni molto gravi. Successivamente il suo quadro clinico è peggiorato, con l’evoluzione sino alla morte encefalica, accertata dalla commissione costituita dal dottor Luigi Ferrai, direttore del Presidio ospedaliero di Lanusei, dal dottor Francesco Loddo, direttore della s.c. di Anestesia e Rianimazione del Nostra Signora della Mercede e dalla dottoressa Silvia Barca, neurologa del reparto di Medicina del nosocomio ogliastrino. Il prelievo del fegato è stato effettuato dall’équipe chirurgica proveniente dall’ospedale Brotzu di Cagliari, diretta dal dottor Fausto Zamboni del Centro trapianti di fegato. Per il prelievo dei reni è intervenuta una
seconda squadra di chirurghi, sempre proveniente dal Brotzu, l’équipe di Urologia e Trapianto del Rene, diretta dal dottor Andrea Solinas. Il gruppo di medici cagliaritani è stato coadiuvato nel delicato intervento
da un’équipe multidisciplinare dell’ospedale di Lanusei, composta dal chirurgo dottor Giovanni Pietro Paolo Gusai e da una squadra di anestesisti, strumentisti e infermieri di anestesia. Un’operazione complessa, con l’ospedale ogliastrino che ancora una volta si è fatto trovare pronto per affrontare la situazione.
Il successo di entrambi i processi non sarebbe stato possibile senza il perfetto coordinamento dei diversi servizi e delle strutture ospedaliere, dal reparto di Rianimazione, dove la paziente era degente, al supporto fondamentale della Radiologia, del Laboratorio analisi e del Centro trasfusionale.
«Questo straordinario gesto di solidarietà dimostra che, nonostante l’ageismo imperante, anche una persona anziana in buone condizioni cliniche può dare un contributo vitale alla società attraverso la
donazione degli organi - sottolinea Andrea Fabbo, direttore generale della Asl Ogliastra - la Geriatria non guarda l’età, ma guarda la funzione».
«Questa vicenda ci ricorda ancora una volta l’importanza di manifestare la propria volontà di donare - evidenzia il dottor Francesco Loddo – un gesto che può avvenire anche in occasioni facilmente accessibili, come il rinnovo della carta d’identità. L’esempio di questa donna – conclude il primario - testimonia anche il grande valore sociale della donazione che può tradursi in un’opportunità di cura e rinascita per molti
malati». Com

Prelievo multiorgano all’ospedale di Lanusei: fegato e reni di una 83enne per salvare altre vite.
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