Teheran, 1 Mar 2026 - L’attacco all'Iran era iniziato verso le 7 ora locale nel giorno della festività ebraica di Shabbat. Israele e Stati Uniti colpiscono più città iraniane, dove si segnalano esplosioni e colonne di fumo. "Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce - che ha definito - esistenziali alla propria sicurezza". Lo ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, dichiarando "lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese" dove risuonano sirene d'allarme.
A Teheran il quartiere Pasteur dove risiede e lavora la Guida suprema Ali Khamenei viene bersagliato da almeno 7 missili, prima i media iraniano assicurano che l''Ayatollah era stato trasferito in un luogo sicuro ed era scampato all'attacco ma poi arriva la conferma delle voci che erano circolate durante l'intera giornata: Khamenei è morto. In Israele le sirene suonano alle 8 per il timore di una ritorsione iraniana.
“Stiamo aiutando il popolo iraniano a ottenere la libertà contro una minaccia esistenziale”, aveva dichiarato Netanyahu, mentre il governo dichiarava lo stato di emergenza. Comunicava di aver denominato l’operazione “Leone ruggente”, in assonanza con quella del giugno scorso chiamata "Leone rampante". Trump che si trova nel suo resort di Mar a Lago alle tre di notte, indossa un cappellino da golf bianco, e conferma l’attacco: dice di voler distruggere missili e industria missilistica iraniana, avverte che ci potranno essere vittime americane, ma soprattutto invita il popolo iraniano alla rivolta.
Teheran ha risposto: "Da Usa e Israele nuova aggressione, risponderemo con forza" attivando una massiccia rappresaglia missilistica contro le basi americane del Golfo e su siti israeliani. L'Idf invita la popolazione a raggiungere i rifugi. La Cnn annuncia che gli Stati Uniti non si fermeranno e che stanno pianificando attacchi per diversi giorni.
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni convoca riunione con vicepremier e il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi la nota di Palazzo Chigi: Italia vicina agli iraniani che chiedono rispetto dei propri diritti. Il ministro degli esteri Antonio Tajani: “Non c'è da essere ottimisti su tempi guerra”.
L'Iran ha lanciato nelle prime ore di oggi una nuova ondata di attacchi con missili e droni contro basi militari statunitensi in Medio Oriente e contro Israele, ha riferito la stampa di Stato, in rappresaglia per l'attacco massiccio che ha ucciso la Guida suprema Ali Khamenei.
Nuove esplosioni sono state udite a Manama e Doha, capitali di Bahrein e Qatar, e nella città emiratina di Dubai. Tra gli obiettivi della nuova offensiva iraniana ci sarebbero 27 basi statunitensi nella regione, oltre al quartier generale dell'esercito israeliano e a un complesso industriale della difesa a Tel Aviv, sempre secondo quanto riferito dalla televisione di Stato della Repubblica islamica.
Forti esplosioni sono state avvertite nelle prime ore di oggi nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. L'area colpita ospita le truppe della coalizione internazionale a guida statunitense. Un giornalista dell'agenzia AFP presente sul posto ha riferito di aver visto una densa colonna di fumo nero levarsi dal perimetro aeroportuale subito dopo le deflagrazioni.
Già nella giornata di sabato, le forze di difesa della coalizione avevano intercettato e abbattuto numerosi missili e droni carichi di esplosivo mentre transitavano nello spazio aereo sopra la città, nel tentativo di colpire obiettivi strategici.
In un’intervista rilasciata alla CBS, il presidente statunitense Donald Trump ha tracciato un primo bilancio dei raid congiunti condotti da Stati Uniti e Israele in territorio iraniano, definendoli "estremamente efficaci". Secondo il tycoon, l'indebolimento dei vertici di Teheran potrebbe paradossalmente favorire una soluzione negoziale: "È molto più facile ora di quanto lo fosse un giorno fa; lo è perché stanno prendendo una batosta tremenda", ha dichiarato il Presidente durante il colloquio telefonico.
Trump ha descritto l'operazione militare come "una grande giornata per questo Paese e per il mondo intero". Interpellato sul futuro politico della Repubblica Islamica dopo la morte di Khamenei, il Presidente ha accennato all'esistenza di "alcuni buoni candidati" per la guida del Paese, preferendo tuttavia non entrare nei dettagli per mantenere il massimo riserbo sulle manovre diplomatiche in corso.
Nonostante il lancio di missili balistici iraniani contro Israele e gli attacchi verso altri alleati regionali, Trump ha mostrato una certa sicurezza nel monitorare la risposta di Teheran. "È quello che ci aspettavamo", ha affermato, sottolineando però che la ritorsione è stata, finora, meno violenta del previsto: "Pensavamo che l'offensiva sarebbe stata almeno il doppio; per il momento è stata inferiore alle nostre stime". Il Presidente ha poi definito la situazione ancora "fluida".
Alla domanda su un possibile coinvolgimento del potere legislativo nei dossier riguardanti l'Iran, Trump ha risposto: "Voglio sempre lavorare con il Congresso". Verso la conclusione dell'intervista, il tycoon ha evitato di etichettare ufficialmente le operazioni in corso come una "guerra", ribadendo che la sua priorità assoluta resta l'eliminazione di ogni minaccia diretta alla sicurezza degli Stati Uniti.
Il presidente statunitense Donald Trump ha definito "efficaci" gli attacchi congiunti di USA e Israele che hanno portato alla morte della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Secondo il tycoon, l'operazione potrebbe paradossalmente spianare la strada a una nuova fase diplomatica, definendo i risultati ottenuti come "un grande giorno" non solo per l'Iran, ma per il mondo intero.











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