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41-bis, il PD Sardegna aderisce all’appello della presidente Todde: “Mobilitazione giusta contro una scelta sbagliata e pericolosa del Governo”.

Cagliari, 6 Gen 2026 - Il Partito Democratico della Sardegna aderisce convintamente all’appello alla mobilitazione lanciato dalla presidente della Regione Alessandra Todde contro il piano del Governo che prevede il trasferimento in Sardegna di detenuti sottoposti al regime del 41-bis.

Una scelta grave, assunta senza alcun confronto con la Regione, con gli enti locali e con le comunità interessate, che scarica sull’isola costi, rischi e responsabilità che non possono essere affrontati con atti unilaterali calati dall’alto.

«La Sardegna non può diventare la soluzione di comodo per scelte sbagliate del Governo – dichiara Silvio Lai, segretario regionale del PD Sardegna in una nota –. Il trasferimento di detenuti al 41-bis deciso senza confronto istituzionale è un atto di arroganza politica e di totale disinteresse verso le specificità dell’isola. È giusto mobilitarsi, è giusto far sentire una voce unitaria che dica chiaramente che la Sardegna non ci sta e non accetta decisioni imposte che incidono sulla sicurezza, sull’economia e sulla coesione sociale dei territori».

Il PD sardo sottolinea come la mobilitazione chiamata dalla presidente Todde abbia il merito di riportare la questione nel suo perimetro corretto: quello del rispetto istituzionale, della leale collaborazione tra Stato e Regione e della tutela delle comunità locali.

«Siamo di fronte a un’operazione che rischia di trasformare la Sardegna in una sorta di retrovia penitenziaria nazionale – afferma Roberto Deriu, presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico –. Una scelta che non tiene conto dell’impatto sui territori, sulle strutture esistenti e sul tessuto economico e sociale. Il Governo ha il dovere di fermarsi, aprire un confronto vero e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, invece di scaricarle su una regione che già paga pesantemente i limiti dell’insularità».

Il Partito Democratico della Sardegna sarà al fianco della Regione, dei sindaci e delle comunità locali in tutte le iniziative istituzionali e pubbliche necessarie per contrastare un piano che non garantisce maggiore sicurezza e che produrrà nuovi problemi e nuove tensioni.

La Sardegna ha il diritto di decidere del proprio futuro, non di subirlo. Red

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