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Israele: “Limitare l’accesso alla Spianata delle Moschee”. Hamas: “Viola la libertà di culto”. Su ordine del Nazi-fascista premier israeliano sterminati già 28 mila palestinesi, quasi tutti donne e bambini.

Gaza, 19 Feb 2024 – Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di un incontro con ministri e alti funzionari della Difesa per consultazioni sulla sicurezza in vista del Ramadan, ha appoggiato la posizione del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir di limitare l'ingresso degli arabo-israeliani alla Spianata delle moschee a Gerusalemme, nota come Monte del Tempio o Al Aqsa, in opposizione alla posizione del servizio di sicurezza Shin Bet. Lo riporta la testata israeliana Haaretz, citando una fonte presente alla riunione.

Secondo quanto riferito dall'emittente israeliana Channel 13, il capo dello Shin Bet, Ronan Bar, ritiene che con l'introduzione delle limitazioni Hamas potrebbe approfittarne per coinvolgere gli arabi-israeliani. Secondo l'emittente, Ben Gvir avrebbe risposto a Bar: "Abbiamo sentito le sue valutazioni anche prima del 7 ottobre riguardo a Sinwar e Hamas". Lo stesso Channel 13 riporta che il ministro della Difesa Yoav Gallant si è opposto alla scelta di limitare l'accesso alla Spianata per gli arabi israeliani: "Un avvertimento strategico dello Shin Bet non è qualcosa che si presenta tutti i giorni, suggerisco di esaminarlo in modo responsabile", ha detto Gallant.

Israele minaccia l'offensiva a Rafah il mese se non verranno liberati i prigionieri entro l'inizio del Ramadan. Lo ha detto Binyamin Gantz, componente dell'esecutivo di guerra israeliano: “Il mondo deve sapere, e i leader di Hamas lo devono sapere: se entro il Ramadan i nostri ostaggi non saranno a casa, i combattimenti continueranno ovunque, compresa l'area di Rafah”. Il Ramadan, il mese sacro per i musulmani, dovrebbe iniziare il 10 marzo. Il governo israeliano non ha precedentemente specificato una scadenza per il previsto assalto alla città, dove ha cercato rifugio la maggior parte degli 1,7 milioni di palestinesi sfollati. Temendo il rischio di vittime di massa, i governi stranieri e le organizzazioni umanitarie hanno ripetutamente esortato Israele a risparmiare Rafah, l'ultima grande città di Gaza non invasa dalle truppe di terra. Nonostante la crescente pressione internazionale, compreso un appello diretto del presidente Joe Biden, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu insiste nel sostenere che la guerra non può essere completata senza premere su Rafah. Netanyahu ha rinnovato così la sua promessa di “finire il lavoro per ottenere la vittoria totale” su Hamas.

Hamas ha “respinto la decisione criminale” da parte “del ministro estremista Ben-Gvir” di Israele di “limitare l'accesso dei palestinesi nella moschea di Al-Aqsa durante il Ramadan”.

La chiusura della Spianata delle Moschee ai palestinesi promuove, sostiene Hamas in un comunicato, “la criminalità sionista e la guerra religiosa condotta dal gruppo di coloni estremisti del governo di occupazione terroristico contro il nostro popolo palestinese e la violazione della libertà di culto nella benedetta Al-Aqsa Moschea”. Per questo, Hamas chiede “al nostro popolo palestinese nei Territori occupati, ad Al-Quds (Gerusalemme) e nella Cisgiordania occupata, di respingere questa decisione criminale, di resistere all'arroganza dell'occupazione” e di “mobilitarsi, recarsi e stazionare nella benedetta Moschea di Al-Aqsa”.

Già dalle prime ore di questa mattina le sirene d'allarme sono suonate nelle comunità israeliane al confine con la Striscia di Gaza. È la prima volta che accade in diverse settimane. Lo riporta il Times of Israel spiegando che le sirene sono suonate a Ein HaShlosha, Nirim e Nir Oz. Al momento non si hanno notizie di danni o di feriti.

Almeno 70 persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite nei bombardamenti israeliani di ieri sulla Striscia di Gaza. 
Il bilancio è dell'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui le vittime sono in gran parte donne e bambini. I raid hanno colpito in particolare Nuseirat, Zawaida, Deir al-Balah, Khan Yunis e la Città di Gaza. L'ultimo bilancio fornito dal ministero della Sanità palestinese conta almeno 28.985 morti e 68.883 feriti dal 7 ottobre scorso.

Intervenendo alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane, Benjamin Netanyahu ha affermato che “il Qatar può fare pressione su Hamas come nessun altro”. “Ospitano i leader di Hamas. Hamas dipende finanziariamente da loro”, ha detto il primo ministro israeliano che ha aggiunto come il rilascio dei prigionieri israeliani da Gaza può essere ottenuto solo attraverso “una forte azione militare e negoziati molto duri”. “Questa posizione difficile deve comportare l’esercizio di pressioni”, ha detto. “E l’esercizio della pressione non riguarda solo Hamas stessa, ma anche coloro che possono esercitarla, a cominciare dal Qatar”, ha aggiunto come riportato da Al-Jazeera.

Hezbollah ha annunciato di aver lanciato una serie di nuovi attacchi contro Israele. Lo riferisce l'emittente Al-Jazeera. Il gruppo libanese afferma che le operazioni militari includevano l'attacco a un raduno di truppe israeliane nella città di Even Menachem e attacchi alle posizioni israeliane nelle contese fattorie di Shebaa, che il Libano rivendica come proprie. Hezbollah e l'esercito israeliano hanno continuato a sparare lungo il confine tra Libano e Israele dallo scoppio della guerra a Gaza, sollevando il timore di una guerra totale tra le due parti.

Il ministro degli esteri giordano Ayman Safadi ha dichiarato che Israele è responsabile dello sfollamento di milioni di persone nella Striscia di Gaza e che la Giordania "non dovrebbe essere responsabile di ripulire il caos" creato dallo stato ebraico consentendo alle persone di entrare nei suoi confini. "Quello che vediamo a Gaza è una guerra devastante, omicidi di massa, distruzione dei mezzi di sussistenza di due milioni di persone, distruzione di ospedali, uccisione di giornalisti, medici e operatori umanitari: dobbiamo inquadrare le cose nel giusto contesto", ha detto ieri sera Safadi in un'intervista al termine della conferenza sulla sicurezza di Monaco e citata dalla Cnn.

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