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I trattori in marcia verso Roma, uno dei leader: “Saliremo sul palco dell’Ariston”.

Cagliari, 6 Feb 2024 – "Trovo la protesta dei trattori assolutamente giusta, sacrosanta, per il diritto al lavoro e alla tutela del proprio posto di lavoro. Ma nessuno mi ha contattato e non ho contattato nessuno". Lo dice Amadeus, in sala stampa a Sanremo, dopo la richiesta degli agricoltori di avere ospitalità al festival. Fiorello ci scherza su: "Sarebbe bene che arrivassero, un palcoscenico così non lo trovi tutti i giorni, faccio un appello a venire". E Amadeus: "Se vengono li faccio salire sul palco".

La data è fissata, giovedì prossimo 8 febbraio ed anche i luoghi intorno a Roma dove saranno accolti i trattori che porteranno gli agricoltori per una "grande manifestazione ad oltranza". A riferirlo è il movimento Cra (Comitato Agricoltori Traditi) che fa capo all'ex forcone Danilo Calvani, dopo l'incontro che si è tenuto questa mattina tra una rappresentanza del Cra e gli uffici di competenza della Questura di Via Genova, a Roma. "Si è pianificata la mappatura dei luoghi che accoglieranno i trattori e le iniziative che verranno intraprese di concerto con le Forze dell'Ordine" si legge in un comunicato.
A partire da questa sera 5 febbraio, per proseguire domani 6 e il 7 febbraio fino al prossimo 8 febbraio prenderà il via una grande mobilitazione nazionale "senza precedente alcuno" garantiscono gli organizzatori. "L'evento è stato ideato a tutela del comparto alimentare e più in generale dell'intera economia italiana, ma 'chiunque, in Italia, è caldamente invitato alla partecipazione'".
Infine viene precisato che c'è "massima disponibilità dai funzionari della Questura e del servizio investigativo del Gabinetto (Digos) nell'assistere i partecipanti alla mobilitazione che, nei prossimi giorni, si concentrerà nella Capitale in diversi punti sensibili" riferiscono gli agricoltori.
Una manifestazione apartitica e autonoma, ribadiscono gli agricoltori di questo movimento che comprende una parte dei produttori che manifestano da giorni. "Non sarà messo il cappello da nessun simbolo di partito o di sigla sindacale, ma saranno benvenuti invece cittadini di varia estrazione sociale impegnati per la vera sovranità agroalimentare a difesa della nostra cultura e tradizione ad essa collegata". "Non è un evento di destra, o di centro o di sinistra, ma sarà fieramente accettata la bandiera tricolore per chi la volesse esporre. Che Dio ci Benedica tutti" è la frase con cui si chiude la nota.

Il movimento Riscatto Agricolo, che sta portando avanti insieme ad altri, la protesta dei trattori, accetta l'invito di Amadeus e già dalle prossime ore preparerà la delegazione di giovani che si recheranno tra martedì e mercoledì a Sanremo per portare le proposte degli agricoltori sul palco del Festival.
"Porteremo al Festival le nostre preoccupazioni, le nostre paure e le nostre fatiche, determinati a illustrare le molte idee e proposte di noi giovani agricoltori, determinati a continuare a sperare nel futuro della nostra agricoltura, nel continuare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni" fanno sapere i rappresentanti del movimento. "Solo con un agricoltura viva c'è vita, c'è sicurezza alimentare c'è rispetto dell'ambiente c'è futuro. Se si ferma l'agricoltura crolla tutto" sostengono gli agricoltori.
"Siamo molto determinati a rivendicare con orgoglio e riscatto la speranza di non mollare di far capire alle istituzioni ed ai cittadini che senza gli agricoltori non vi sarà mai la sovranità alimentare che rende i popoli liberi". Con queste motivazioni dunque, consapevole dell'importanza di una ribalta come quella dell'Ariston, il movimento Riscatto Agricolo ha accettato la proposta del direttore artistico del Festival di Sanremo Amadeus che nel messaggio divulgato stamani ha avanzato la proposta di accogliere una delegazione di agricoltori sul palco del Festival. Già da domani e mercoledì la delegazione di trattori partirà dai presidi di Melegnano e Pavia per organizzare la spedizione verso Sanremo.

"Dopo settimane di presidi senza alcuna risposta per i nostri diritti costituzionali calpestati, diamo un ultimatum al governo!". Così gli agricoltori nella locandina con cui lanciano la mobilitazione a Roma.
"Concediamo al governo 5 giorni per recedere da tutti i trattati comunitari e internazionali che stanno uccidendo l'agricoltura" e "per le dimissioni immediate del ministro Lollobrigida" proseguono. Gli agricoltori avvertono: "Qualora le nostre richieste non fossero attuate ci avvarremo dei diritti costituzionali per azioni più incisive".

Lanciano "dall'8 febbraio la lunga marcia di trattori dal Nord e dal Sud verso Roma" e chiamano a raccolta "tutti gli agricoltori, i comparti produttivi, le fasce di popolazione colpite dalla violenza anti costituzionale e antidemocratica imposta dal governo e dai poteri comunitari", ma "no sindacati, no partiti".

È in programma per questa mattina, per iniziativa delle associazioni Liberi Agricoltori di Puglia e Basilicata, una mobilitazione interregionale che si svolgerà tra Matera e Altamura (Bari), con una marcia di trattori verso Bari. Si attendono partecipanti anche da altre regioni. All'origine della protesta i provvedimenti dell'Unione europea sulla politica agraria comune e anche contro il Governo italiano che ha ripristinato la tassazione sulla categoria agricola. "La mobilitazione nazionale - spiegano Mimmo Viscanti (comitato di presidenza nazionale di Liberi Agricoltori e presidente dell'associazione in Puglia) ed Emilio Vesia (presidente Liberi Agricoltori in Basilicata) - è stata preceduta da molte iniziative sul territorio e da numerosi incontri con i rappresentanti delle istituzioni a livello territoriale".

A Matera si raduneranno gli agricoltori delle province di Matera, Bari, Barletta Andria Trani e Taranto. Il corteo partirà alle 9 dal borgo Venusio, a Matera, muoverà verso Altamura e poi verso Bari, interessando le strade statali 99 e 96. Alla mobilitazione è annunciata anche la partecipazione di delegazioni di agricoltori provenienti anche da altre regioni, in particolare Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Lazio.

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