Cagliari, 19 Dic 2023 - Nelle prime di ieri mattina il personale della Polizia di Stato, nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cagliari, nei confronti di due uomini, di 49 e 51 anni, entrambi cagliaritani e noti pregiudicati, presunti autori di una violenta aggressione a scopo di rapina avvenuta a fine gennaio scorso, ai danni di un 43enne di Quartu Sant’Elena, nel quartiere di Sant’Elia.
L’uomo sarebbe stato attirato presso l’abitazione di una donna, per passare con lei la serata, al termine della quale era stato poi aggredito con violenza da due sconosciuti con il volto coperto da passamontagna, armati di pistola e coltello, che l’avrebbero prima minacciato poi colpito con calci e pugni al volto, anche con il calcio della pistola, fino a ferirlo con due fendenti alla gamba e all’addome, costringendolo a consegnare loro uno zaino con all’interno 7.000 euro in contanti. La vittima era arrivata in codice rosso con gravi lesioni e traumi all’ospedale “Brotzu”, dove era stata ricoverata.
Le indagini eseguite dalla Sezione Reati Contro il Patrimonio della Squadra Mobile e coordinate dalla procura della Repubblica di Cagliari, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’evento criminoso e di raccogliere i gravi indizi di colpevolezza a carico dei due pregiudicati, che avrebbero operato presumibilmente con la complicità di altre due persone. In particolare, la donna avrebbe attirato la vittima presso la sua abitazione, avvertendo gli esecutori materiali della rapina circa la disponibilità da parte del 43enne di un’ingente somma di denaro; mentre il quarto soggetto avrebbe svolto la funzione di palo nel corso dell’azione criminosa.
Quindi gli agenti della Mobile, avviate immediatamente le indagini, avevano eseguito alcune perquisizioni che avevano consentito di recuperare parte della somma di denaro sottratta alla vittima, proseguendo incessantemente le indagini anche con l’ausilio di complesse attività tecniche.
Pertanto i due ultimate le formalità di legge negli uffici della Questura sono stati accompagnati e rinchiusi presso il carcere di Uta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.








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