Tel Aviv, 11 Nov 2023 – È black out totale nell'ospedale al Shifa di Gaza City. Lo riportano diversi media, tra cui Al-Arabiya. Nel corso della giornata l'ospedale era stato colpito da un missile. Le forze armate dello Stato ebraico hanno precisato in serata che la struttura era stata centrata per errore da un razzo palestinese, sparato contro l'esercito israeliano che opera nell'area.
"Non esiste luogo sicuro e nessuno è al sicuro" nella Striscia di Gaza, il cui sistema sanitario "è in ginocchio": lo ha dichiarato il Direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un'audizione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Dall'inizio del conflitto si sono registrati 250 attacchi contro dei centri sanitari nel Territorio costiero e altri 25 in territorio israeliano; in particolare gli ospedali di Gaza sono costretti ad operare senza anestesia, mentre in media ogni 10 minuti un bambino viene ucciso nei bombardamenti.
Impegnato a sconfiggere Hamas nella Striscia di Gaza, il governo israeliano trova il tempo di reprimere il dissenso interno: a Nazareth la polizia ha fatto irruzione nella sede del partito ebraico-arabo Hadash, sporcandone i muri con uno spray di vernice e stracciando diversi manifesti. "La polizia di Ben Gvir (Itamar, ministro della Sicurezza nazionale, falco di estrema destra) - si legge in una nota di Hadash riportata da Times of Israel - prosegue la persecuzione politica e cerca di intimidire e mettere a tacere l'opinione pubblica araba e degli altri che si oppongono alla guerra". Ieri erano finiti agli arresti diversi esponenti della comunità araba. "Non cederemo a queste provocazioni - prosegue la nota - e continueremo a guidare la lotta arabo-ebraica contro il fascismo, la guerra e la persecuzione".
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq Al Said sulla situazione in Medio Oriente: lo hanno reso noto fonti della Casa Bianca. I due leader hanno discusso la situazione nella Striscia di Gaza così come "l'importanza dell'accesso dell'aiuto umanitario e della protezione dei civili, coerentemente con il diritto internazionale". In particolare, hanno sottolineato come sia necessario "evitare i tentativi da parte di attori statali o non statali di espandere il conflitto e lavorare per una pace sostenibile in Medio Oriente, compresa la creazione di uno Stato palestinese".
Le frizioni tra Stati Uniti e Israele in merito alla guerra a Gaza affiorano anche su X, con un botta e risposta tra l'ufficio del Dipartimento di Stato americano per gli affari palestinesi e l'ambasciata israeliana. "Il governo di Israele ha distrutto la casa di una famiglia palestinese in risposta alle azioni del loro figlio tredicenne. Non è
giusto che un'intera famiglia perda la casa a causa della azioni di un individuo", hanno scritto gli americani. "Il contesto aiuta a capire", ha risposto l'ambasciata, sottolineando che "il tredicenne è un terrorista che ha assassinato un cittadino israeliano". E' probabile che il tredicenne in questione sia Muhammad Zalbani, che aveva accoltellato a morte un poliziotto mentre questi stava ispezionando un bus a febbraio scorso a Gerusalemme est. L'abitazione del giovane si trovava nel capo profughi di Shuafat e la sua distruzione, come di numerose altre abitazioni civili, è nel mirino delle critiche delle organizzazioni dei diritti umani, secondo le quali lo Stati ebraico realizza in questo modo punizioni collettive della popolazione palestinese.
Le forze armate israeliane si stanno preparando a combattere a Gaza per un anno: lo scrive il Times of Israel citando channel 12. Secondo queste indiscrezioni, delle quali non viene citata la fonte, l'esercito di Israele si sta preparando a un anno di combattimenti “per arrivare alla quarta fase di questa guerra: l'ingresso di un nuovo governo a Gaza che non sia Hamas e non sia sostenuto dagli iraniani”, scrive il quotidiano.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha risposto ai commenti del presidente francese Emmanuel Macron, affermando che “la responsabilità dei danni ai civili spetta ad Hamas-Isis e non a Israele”. Netanyahu ha aggiunto, come riporta Haaretz, che “Israele è entrato in questa guerra perché un’organizzazione terroristica ha crudelmente ucciso centinaia di israeliani e rapito più di 200. Mentre Israele fa tutto il possibile per evitare di danneggiare i civili e li invita a lasciare la zona di combattimento, Hamas-Isis fa tutto il possibile per impedire loro di partire per zone sicure e li usa come scudi umani". “Hamas-Isis tiene crudelmente degli ostaggi - donne, bambini e anziani - il che costituisce un crimine contro l’umanità - ha proseguito - Hamas-Isis utilizza scuole, moschee e ospedali come quartier generali del terrorismo. I crimini che Hamas-Isis stanno commettendo oggi a Gaza saranno commessi domani a Parigi, New York e in ogni altra parte del mondo. I leader mondiali devono condannare Hamas-Isis e non Israele”.












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