Cagliari, 21 Feb 2023 – Per Solinas, presidente della Sardegna, in quasi scadenza e con poche possibilità di essere rieletto e con molte probabilità passerà il suo futuro fra i banchi degli accusati in un’aula del Tribunale di Cagliari.
Il capo della Giunta sarda è finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura che lo vede indagato in due filoni d’inchiesta: una per corruzione che riguardano i vertici della Regione. Infatti è anche coinvolto il suo consulente Christian Stevelli, l’imprenditore Roberto Zedda e Roberto Raimondi, direttore generale dell’Ufficio dell'autorità di gestione del programma operativo Eni Cbc, Bacino del Mediterraneo.
Ieri, infatti, i militari della Guardia di Finanza, hanno messo sotto sequestro i telefoni e altri apparecchi elettronici di Solinas e Stevelli. E la Polizia Giudiziaria sta ancora lavorando sulle inchieste.
Nella prima indagine coordinata dal Pubblico Ministero Giangiacomo Pilia, con l’ipotesi di reato di corruzione e riciclaggio, è legata alla casa comprata dal presidente della Regione in via dei Tritoni, a due passi dal Poetto di Cagliari. Su questo fatto, gli inquirenti vogliono fare luce sui presunti legami con l’acquisto di alcuni terreni a Capoterra, che sarebbero stati di proprietà di Solinas, per i quali Zedda aveva versato una caparra che ammontava a svariate centinaia di migliaia di euro.
L’altra vicenda, sempre coordinata dal Pm Pilia, riguarda presunte pressioni per la nomina di Raimondi al vertice dell’Enpi: il nome del Direttore Generale era risuonato anche in consiglio regionale, quando Massimo Zedda (Progressisti) aveva ipotizzato un suo legame con lo scandalo dei paradisi fiscali.











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