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Interrogazione del gruppo Dem, LeU e M5S sulla nota inviata dall’Assessorato dell’igiene e sanità della Regione Sardegna a Mmg e Pls contenente l’invito a utilizzare i protocolli per la terapia domiciliare nella lotta contro il Covid.

Cagliari, 27 Ago 2021 - Nel maldestro tentativo di evitare la zona gialla, nei giorni scorsi si è assistito ad un’incresciosa vicenda, tanto assurda e fuori dalle regole quanto pericolosa per sicurezza dei pazienti sardi: l’invio, su disposizione dell’assessorato alla sanità di una comunicazione che invita i medici di base all’attivazione di protocolli di assistenza e cura non riconosciuti e dunque non conformi alle linee guida del Ministero, dell’ISS e delle agenzie sanitarie internazionali.

“È accettabile che l'organismo regionale deputato a tutelare la salute dei sardi, incoraggi l'utilizzo di protocolli non riconosciuti scientificamente?” chiede Rossella Pinna, componente democratica della Commissione regionale sanità e prima firmataria dell’interrogazione depositata in Consiglio. I democratici, insieme a tutte le forze di minoranza presenti in consiglio regionale, dicono di no ed ecco quindi la necessità di interrogare il presidente e l’assessore in merito a “una scelta che sa più di approssimazione che di seria programmazione sanitaria, che evidenzia la disorganizzazione e la gestione quantomeno carente dei pazienti in positivi e in isolamento domiciliare, spesso senza neppure un contatto con le USCA e, - prosegue la consigliera dem – “bisogna dirlo, abbandonati in un limbo anche per poter prenotare un tampone per i bambini presso le sedi ats.”

“Malgrado le denunce delle comunità, dei sindacati, dei pazienti, riuniti in associazioni e comitati, continuano a mancare i medici di base, i pediatri di libera scelta, le guardie mediche di continuità e pure quelle turistiche, si chiudono i reparti di pronto soccorso e di medicina – affermano in maniera unanime le opposizioni - mentre gli ospedali sono sempre più in affanno per la carenza di personale e si è, di nuovo, nella necessità di aprire reparti covid. Cosa non funziona? Chi gestisce la sanità non dovrebbe avere chiare le responsabilità, conoscere il discrimine tra scienza e incoscienza?”

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