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Consiglio Sardegna – Dl 107 della Giunta: approvato l’articolo 7. I lavori riprendono domani alle 11.

Cagliari, 18 Magg 2021 - La seduta pomeridiana del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta dal presidente Michele Pais. E dopo le formalità di rito il presidente ha sospeso brevemente i lavori per far decorrere il termine regolamentare entro il quale si può procedere alla prima votazione.

All’ordine del giorno del Consiglio l’emendamento n.1085 (Salaris e più) collegato all’art.7 (Compiti degli uffici di Gabinetto) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione. Per l’emendamento n.1085 è stata chiesta e ottenuta dall’opposizione la votazione “per parti” e, nella seduta di questa mattina, l’Aula ha approvato i primi due paragrafi del testo ed il terzo fino alla “lettera C” compresa.

Alla ripresa, sull’ordine dei lavori, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto di valutare l’istituzione di una sessione del Consiglio dedicata ad interpellanze ed interrogazioni, collocata magari in uno spazio all’interno delle sedute anziché in un giorno fisso.

Il presidente ha risposto che, d’intesa con i capigruppo, sarà individuata una giornata da dedicare alla seduta di “question time”, che inizierà quanto prima programmandola in accordo con la Giunta.

Sull’ordine del giorno, relativo alla lettera D dell’emendamento n.1085, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha sostenuto che inserire il “comitato per la legislazione” all’interno di una norma della Giunta si traduce in una prevaricazione del Consiglio e del suo ruolo legislativo; in concreto, può succedere che un comitato di non eletti spiegherà agli eletti come si fanno le leggi, meglio potenziare gli uffici del Consiglio.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha ricordato che il centro destra aveva assunto nei giorni scorsi l’impegno di presentare una tabella con l’aggiornamento dei costi reali della legge, impegno rimasto sulla carta anche perché la stessa legge non fissa un “tetto” delle persone da assumere, per cui i costi saranno visibili solo per alcune figure mentre per altri la spesa sarà in crescita.

Ancora per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha ugualmente contestato alla maggioranza di non aver prodotto nessun documento sulla effettiva copertura finanziaria della legge, limitandosi ad annunciare in alcune dichiarazioni un generico ridimensionamento dei costi. Quanto al comitato di legislazione, la Orrù ha lamentato che possa intervenire anche nella fase di approvazione delle leggi, una prerogativa che indubbiamente appartiene al Consiglio.

A nome del M5S. il consigliere Roberto Li Gioi ha definito la parte del testo in discussione forse la meno impresentabile, perché i continui fallimenti normativi fin qui registrati dimostrano che c’è molto bisogno di migliorare la qualità legislativa; detto questo, la parte finanziaria resta quanto mai lacunosa, per nascondere l’aumento molto significativo della spesa regionale.

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha ribadito le critiche del suo gruppo alla legge nel suo complesso, perché l’impianto del Dl n.107 poggia sull’idea sbagliata che la politica non possa esercitare la sua azione di governo per colpa dalla macchina amministrativa e possa quindi recuperare dignità solo con un investimento di 6 milioni di euro.

Al voto, la lettera D dell’emendamento è stata approvata con 29 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astenuti.

Successivamente è iniziata la discussione della lettera E (ufficio del cerimoniale).

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, riprendendo le considerazioni della collega Orrù, si è soffermato sulla prassi che prevede una delibera della Giunta allegata alla legge, passaggio che avviene spesso con molto ritardo.

Per il M5S Desirè Manca, riconoscendo che non si assume personale esterno, ha osservato che comunque si sposta personale interno con costi in più, ancora una volta ingiustificati all’interno di una legge vergognosa che, in un momento di grande pandemia e crisi economica, pensa all’apparenza.

Roberto Li Gioi, dello stesso gruppo, ha detto che al di là delle valutazioni generali, la norma sul cerimoniale è quanto di più lontano dalle priorità della Sardegna, e produce in ogni caso maggiori spese.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che forse viene da sorridere nel sentire un po’ di tutto, il fatto è che il presidente eletto dai sardi e non nominato dal Consiglio deve poter contare su adeguate strutture di servizio.

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha sostenuto che le cerimonie sono importanti quando vissute con sentimenti di orgoglio ed appartenenza, tuttavia non c’è bisogno di aumentare la spesa ma di lavorare meglio.

Al voto, la lettera E è stata approvata con 19 voti favorevoli e 16 contrari.

Dopo lo scrutinio il presidente ha dichiarato la decadenza di numerosi emendamenti. Il Consiglio ha quindi ha iniziato ad esaminare alcuni emendamenti accantonati al momento della discussione dell’art.5. Segue

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