Cagliari, 29 Apr 2021 - Alla ripresa, il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha affermato che quanto accaduto in Aula ha mostrato la lontananza del Consiglio dalla comunità e dai suoi problemi concreti: Nuoro è certamente un caso, ma le cose ad Oristano vanno peggio.
Desirè Manca, del M5S ha ipotizzato che la recente sospensione della seduta abbia coinciso con il momento in cui la maggioranza non aveva numeri. Forse, ha aggiunto, non ci sono le condizioni per andare avanti con il Dl 107 e sarebbe il caso di interrompere i lavori per parlare di sanità.
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha sostenuto che i problemi della maggioranza sono evidenti, per cui è meglio sospendere la seduta e riprendere i lavori dopo i necessari chiarimenti.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribattuto che non c’è nessun problema di maggioranza, ma ci sono i soliti problemi di andamento disordinato dei lavori, di questo tema si è parlato in ufficio di presidenza e bisogna dare un segnale di serietà stabilendo nuove regole più rigorose.
Subito dopo il presidente ha sospeso la seduta, convocando prima una riunione dei capigruppo di maggioranza e poi la conferenza plenaria dei capigruppo. (Af)
Alla ripresa dei lavori il presidente ha messo in votazione l’emendamento n. 171 (Zedda Massimo e più) ma è mancato il numero legale e dunque il presidente ha aggiornato la riunione alle 18.33. Al rientro in Aula ha preso la parola il relatore di maggioranza, Stefano Tunis (Misto), che ha invitato il presidente del Consiglio ad applicare il comma 7 dell’articolo 85 del regolamento interno, così da modificare l’ordine delle votazioni, ricevendo subito rassicurazioni in tal senso da parte del presidente Pais.
Eugenio Lai (Leu) ha chiesto la votazione elettronica dell’emendamento 171 ed ha precisato che l’assenza delle opposizioni nella votazione precedente era motivata da ragioni politiche. Posto in votazione, l’emendamento 171 non è stato approvato con 16 sì e 30 no. Dichiarato inammissibile l’emendamento 180, il presidente è passato all’esame del 182 e quindi dell’emendamento all’emendamento 1187, saltando l’emendamento 181. Su precisa richiesta del capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, il presidente Pais ha giustificato tale decisione con l’applicazione del comma 7 dell’articolo 85 del regolamento, “ai fini dell’economia o della chiarezza della votazione”. Tale affermazione ha scatenato la protesta delle opposizioni che con Desirè Manca (M5S), Gianfranco Ganau (Pd) e Daniele Cocco (Leu) hanno bolalto come “inusuale” e “poco chiara nelle motivazioni” la decisione del presidente dell’assemblea. Massimo Zedda (Progressisti), ha chiesto la votazione per parti, suddivisa per singoli commi, ma dopo una breve sospensione il presidente Pais ha ammesso la votazione divisa in tre parti: parte prima (commi 1 e 2); parte seconda (commi 3, 4, 5, 6, 8, 9) e parte terza (comma 7). Non hanno condiviso la scelta del presidente i consiglieri Agus e Zedda mentre Comandini (Pd) ha invitato il presidente Pais ha “indossare la giacca dell’arbitro e non quella di capogruppo aggiunto della maggioranza. Il presidente Pais ha ribadito le ragioni della sua condotta “imparziale” e “pienamente rispettosa del regolamento consiliare”.
Per dichiarazione di voto a favore sono intervenuti Francesco Agus (Progressisti), Roberto Li Gioi (M5S), Alessandro Solinas (M5S) e Michele Ciusa (M5S) che hanno insistito con la critica per quelle che a loro giudizio rappresenterebbero “forzature regolamentari”.
Gianfranco Satta (Progressisti) ha accusato il presidente di “discrezionalità” mentre Eugenio Lai (Leu) ha dichiarato voto favorevole, seguito dalla consigliera Laura Caddeo (Progressisti). Posta in votazione la prima parte dell’emendamento 1187 non è stata approvata con 29 contrari e 18 a favore.
Sempre sull’emendamento 1187, in occasione della votazione della seconda parte, è intervenuta Maria Laura Orrù (Progressisti), che ha detto: “Vorrei esprimere solidarietà al presidente Pais per il ruolo che sta svolgendo per approvare una legge che non vuole nemmeno la maggioranza di quest’Aula”.
Per Desirè Manca (Cinque stelle) “questa legge costerà ai sardi molto più di sei milioni” mentre sull’incarico di capo dipartimento della presidenza della Giunta Francesco Agus (Progressisti) ha detto: “Di fatto non vengono creati dipartimenti ma capi dipartimento, tre in tutto, ai quali auguro più fortuna rispetto alle ultime nomine fiduciarie della Giunta. E tutto questo avrà effetti per i prossimi decenni”.
Sempre dai banchi dell’opposizione Gianfranco Satta (Progressisti) è intervenuto: “Dopo un mese i sardi non capiscono perché siamo qui, a fare che cosa. Mentre nelle piazze ci sono le partite iva accampate”.
La seconda parte dell’emendamento è stata respinta. Sulla terza votazione, relativa al comma 7 dell’emendamento 1187, l’Aula ha detto no.
A seguito della mancata approvazione, il presidente Pais ha dichiarato decaduti alcuni emendamenti e ha lasciato l’emendamento 1190 a una successiva valutazione. I lavori riprenderanno martedì alle 15.30 con l’esame dell’emendamento 1209. Com










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