Cagliari, 20 Apr 2021 - La seduta pomeridiana del Consiglio si è aperta alle per la prosecuzione del dibattito sul Dl n.261 “Ulteriori interventi a favore delle attività economiche e dei lavoratori a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid”. Il presidente Pais ha dato la parola al primo degli iscritti a parlare: il capogruppo della Lega Dario Giagoni.
L’esponente della maggioranza ha espresso apprezzamento per il percorso individuato dalla Giunta: «Abbiamo sempre sostenuto che per questo ringrazio l’assessore al Lavoro per aver portato il provvedimento in Aula – ha detto Giagoni – l’emergenza Covid sta causando grande sofferenza al settore produttivo. Di fronte a questa situazione c’è la nostra ferma volontà di cercare ogni soluzione che permetta di uscire al più presto da questa situazione».
Emanuele Cera, a nome del gruppo di Forza Italia, si è detto d’accordo su alcune osservazioni avanzate dai colleghi sull’efficacia dei provvedimenti adottati: «La valutazione dell’impatto avuto dalle misure adottate finora non può essere fatto. Non abbiamo a disposizione i dati. Certo è che alcuni provvedimenti non sono arrivati a destinazione – ha detto Cera – ci sono state difficoltà burocratiche ma questo poco interessa alle aziende in difficoltà.
Molto critico l’intervento del capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «La Regione ha un difetto e compie un peccato: quello della distrazione. Si comporta come un chirurgo che in un intervento complesso per un trapianto multiplo di organi con una mano tiene il bisturi e con l’altra gioca col telefono cellulare per dire che l’operazione sta andando benissimo. Perché la Sardegna, pur alle prese con una grave emergenza, perde tempo a parlare d’altro e porta in aula leggi divisive e irrinunciabili? La finanziaria tecnica ci lascia scoperti, alla prima curva non sapremo dove andare a prendere i soldi – ha sottolineato Agus – abbiamo perso un mese con le trattative sul nuovo assetto delle province, perderemo altro tempo prezioso nelle prossime settimane con il Dl 107 che crea un nuovo poltronificio».
Di diverso avviso il capogruppo del Psd’Az Franco Mula: «Mi sarei aspettato un atteggiamento diverso da parte dell’opposizione, così non è stato – ha detto Mula – chiariamo da subito che l’interruzione della discussione del Dl 107 non è avvenuta perché lo ha chiesto la minoranza, siamo stati noi a indicare come prioritario il Dl 261 che stanzia altri 73 milioni di euro alle imprese».
Mula ha poi replicato alle accuse di aver sottratto risorse al Progetto Lavoras per finanziare il Dl 261: «Lavoras non funziona. Serve un ragionamento serio su ciò che sta succedendo. Non è vero che dà risposte ai lavoratori in tutti i comuni. Dove possiamo trovare allora i soldi? Noto con stupore che qualcuno indica il Recovery Fund. Rimango stupito, di che cosa stiamo parlando? Noi abbiamo individuato delle risorse che non saranno sufficienti a soddisfare le richieste ma comunque rappresentano un’importante risposta per le imprese. In futuro saremo in grado di dare risposte a tutti».
Critico il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau: «Le nostre perplessità sono fondate. Manca nel provvedimento l’analisi preliminare dei bisogni. Ciò avrebbe consentito di indirizzare meglio le risorse evitando una distribuzione a pioggia. Oggi c’è un ulteriore errore: la mancata valutazione dell’efficacia dei provvedimenti precedenti. Finora sono arrivati a destinazione poco più del 10% dei fondi stanziati. Per ottenere un risultato diverso sarebbe stata necessaria una semplificazione delle procedure o un potenziamento del personale utilizzato per il disbrigo delle pratiche». Per il capogruppo del Partito Democratico le misure individuate a favore delle imprese non saranno sufficienti: «L’integrazione del fondo (R)esisto coprirà solo il 40% delle richieste. Servirebbero altri 137 milioni di euro per accontentare tutti». Ganau ha poi difeso il Progetto Lavoras: «Dà lavoro a migliaia di sardi e garantisce molti servizi nelle comunità. Occorre trovare le coperture finanziarie per dare garanzie certe ai comuni sulla disponibilità delle risorse». L’esponente della minoranza, infine, non ha escluso un voto favorevole o di astensione al provvedimento: «Decideremo in base a come saranno valutati i nostri emendamenti».
Il presidente Pais ha quindi dato la parola all’assessore Alessandra Zedda per la replica della Giunta: «Mi rendo conto che sfuggono a quest’Aula concetti importanti. Qualcuno finge di ignorare che esiste una netta separazione tra potere politico e potere di gestione – ha detto Zedda – nessuno ha accusato l’amministrazione ma occorre riconoscere che la parte politica si è assunta le sue responsabilità: tutte le leggi finora proposte sono a favore di lavoratori autonomi e imprese». Sui ritardi nell’attuazione delle misure, Zedda ha difeso l’operato della Giunta: «I primi sostegni alle imprese sono stati approvati a luglio. Le norme, da allora, sono state integrate e migliorate, insieme abbiamo inserito correttivi per allargare la platea dei beneficiari, individuando nuove categorie di lavoratori e imprese. Siamo anche arrivati a dare le sovvenzioni per il mancato reddito senza la presentazione del Durc. Certo, i provvedimenti sono efficaci nel momento in cui le aziende e i lavoratori ricevono i soldi. Siamo d’accordo sul fatto che ci sono stati dei ritardi, la ragione va ricercata nella complessità dei processi amministrativi e il venir meno della forza lavoro dedicata al disbrigo delle pratiche a causa del telelavoro e di altre conseguenze della pandemia. L’accertamento dei residui e la rimodulazione di vari capitoli sono percorsi obbligati. Non è necessario trovare un colpevole per forza».
Zedda ha poi respinto le accuse della minoranza sulle procedure individuate: «Ma di quali operazioni farsa parlate? Di quali sottrazioni di risorse? Nessun lavoratore che ha prestato lavoro nei cantieri Lavoras è stato assunto dalle amministrazioni di riferimento. Anche Cagliari fino al 2020 non ha potuto avviare i cantieri per tante ragioni. A distanza di tre anni non si può dire che sia uno strumento che funziona, o perlomeno non lo è per molti comuni. Da Lavoras abbiamo prelevato una quota per difenderci dai proiettili della guerra scatenata dal Covid. Sapete perché lo facciamo oggi? Perché quei soldi possono andare a buon fine. Stiamo iniziando a pagare e riusciamo a coprire anche le integrazioni. Lo abbiamo detto a luglio: le valutazioni sull’efficacia dei provvedimento si potevano fare in base al numero dei partecipanti e ai settori raggiunti».
Zedda è poi entrata nel dettaglio delle risorse stanziate: «I soldi di cui parliamo non sono fittizi. Non abbiamo inserito i fondi per il Sud che attendiamo ancora dal governo, ci dicono che arriveranno a maggio – ha affermato l’assessore – lo stesso è avvenuto per la rimodulazione del FSE 2014/2020: nel provvedimento c’è la possibilità di inserire quelle risorse in seguito. L’unica voce scoperta è quella del fondo (R)esisto che potrà comunque essere integrata alla fine dell’istruttoria. Abbiamo scelto di accogliere tutte le domande come se fosse un bando a sportello. Oggi alcuni hanno avuto tutti i soldi, altri li avranno con questo stanziamento. Noi non lasceremo indietro nessuno».
Rispondendo al capogruppo dei progressisti Francesco Agus, Alessandra Zedda ha poi parlato delle difficoltà incontrate dalla macchina amministrativa: «Abbiamo scelto di attivare vere e proprie squadre di lavoro. L’assessorato ha fatto 20 bandi in un anno contro i 5 ordinari. Con il personale a disposizione non è stato facile. Abbiamo chiesto una collaborazione a Aspal e così procediamo. Credo che bisogni riportare un po’ di verità in quest’Aula”.
Il presidente Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato per alzata di mano. Subito dopo si è aperta la discussione sull’articolo 1 e sui relativi emendamenti.
Per la discussione generale sull’articolo 1 sono intervenuti per primi Massimo Zedda (Progressisti) e Franco Mula (Psd’Az). Per Diego Loi (Progressisti) “sarà possibile più avanti decidere come votare ma un mio voto pure negativo sarà in grado di essere giustificato dalla sostanza del ragionamento che ho fatto prima. Nessuno è così fuori dal mondo da credere che un voto negativo sia un voto contro le imprese. Io non credo nella stoltezza delle persone”.
Per Comandini (Pd) “il nostro compito è anche la critica ma soprattutto il confronto sui provvedimenti. Mettiamo le cose al punto giusto ed evitiamo di chiamare in causa altri giocatori come il governo nazionale. Siamo tutti d’accordo per i 73 milioni, è chiaro, ma se non ci fermiamo a verificare la spesa, se davvero i soldi vengono distribuiti, allora non serve a nulla. Noi non godiamo dei vostri disastri ma siamo nella fase in cui ancora vi diamo suggerimenti e non vi dovete offendere”.
Approvato l’emendamento 1, presentato dalla Giunta. Sull’emendamento 17 Massimo Zedda e Desirè Manca si sono espressi con favore: “Siamo consapevoli che le risorse non basteranno per tutti e per questo date i 6 milioni di euro della legge 107 alle imprese”. L’emendamento 17 è stato respinto. Approvato l’articolo 1 con l’emendamento 2.
Sull’emendamento 18 Massimo Zedda ha detto: “Chiediamo che i 6 milioni destinati al poltronificio siano destinate alle imprese, visto che nel 2020 migliaia hanno chiuso”. Sullo stesso punto anche il gruppo Cinque stelle con la presidente Desirè Manca: “Non oso immaginare cosa succederà alle imprese sarde nel 2021 e negli anni a venire”.
Per Agus (Progressisti) “qualcosa quest’Aula può fare, intervenendo con leggi ma senza che si debba dare la colpa a chi lavora in smart working”.
L’emendamento 18 è stato respinto; approvato l’emendamento 10 della Giunta. Segue











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