Cagliari, 12 Giu 2020 - La pandemia di Coronavirus Covid-19 continua a correre in America Latina. Il numero dei contagi ha superato quota 1,5 milioni e i morti sono 73.600 di cui 40 mila in Brasile. Ciò che spaventa sono i dati in crescita. La curva tracciabile sulla base dei dati forniti dalle autorità sanitarie mostra una tendenza ascendente, con una forchetta che va da 40 a 50 mila contagi al giorno, 1.507.150 casi da marzo. Devastante il dato brasiliano dove, nelle ultime 72 ore, sono stati accertati oltre 100 mila infetti.
Soltanto il Brasile contribuisce al bilancio generale con la metà dei contagiati (802.828) e il 60% dei morti (40.919), sullo sfondo di tensioni dovute alla politica sanitaria adottata dal governo del presidente Jair Bolsonaro. Seguono il Perù con 214.788 contagiati e 6.109 morti, il Cile (154.092 e 2.648) e il Messico (129.184 e 15.357). Altri sei paesi (Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica Dominicana, Panama e Bolivia) contano più di 10 mila contagiati e 400 morti.
All'incerto presente, seguirà un futuro complesso. Le economie di questi paesi sono fortemente azzoppate e in recessione: con oltre 200 milioni di poveri, alla chiusura di 2,6 milioni di imprese, la pandemia da coronavirus in America Latina sta facendo temere agli esperti la prospettiva della perdita di un nuovo decennio, come avvenne negli anni '80 del secolo scorso. Un timore per adesso manifestato durante un seminario virtuale organizzato per i 50 anni del banco de desarrollo de América Latina (Caf) e introdotto dal Premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz, che ha incoraggiato le banche pubbliche e quelle private a investire per ridurre gli squilibri sociali.
Senza mezzi termini Alicia Bárcena Ibarra, Segretario esecutivo di Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal), organismo dell'Onu, ha sottolineato che "non vogliamo un altro 'decennio perduto', visto che per questa crisi l'economia della regione potrebbe arretrare addirittura di 13 anni". Per vari decenni, ha aggiunto, "abbiamo assistito ad una ondata di privatizzazioni, soprattutto nel settore della sanità, al punto che la spesa pubblica sanitaria della maggior parte dei paesi latinoamericani non ha superato il 2% del Pil". Siamo preoccupati, ha detto, che "la regione possa uscire da questa crisi più indebitata, più povera, più affamata e con un alto tasso di disoccupazione. E, soprattutto, più arrabbiata". Le stime di Cepal fissano la povertà della popolazione latinoamericana al 34,7% (214,7 milioni di persone), e al 13% (ossia 83,4 milioni di individui) la povertà estrema.









