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Il primo Ministro Conte smentisce categoricamente la fondazione di un suo partito. Non farò un mio partito ma ho un piano per ripartire

Roma, 12 Giu 2020 - Il premier Giuseppe Conte ha chiaro il percorso da seguire nei prossimi mesi e, in un colloquio con i giornalisti alla vigilia degli Stati generali, riportato da diversi quotidiani, afferma di aver "un piano" per la ripartenza, che "prima deve essere presentato alle parti sociali e alle imprese".

Sull'inchiesta dei Pm di Bergamo in merito alle zone rosse in Lombardia, ribadisce: "Ho agito in scienza e coscienza". Nega inoltre di voler fondare un proprio partito: "Sarebbe folle dedicare anche un minimo di energie a questi pensieri".

"Io sono qui non per interessi personali o per coltivare un mio partito, o per favorire miei amici e conoscenti, ma per svolgere questo servizio. Un incarico di rilievo diventato ancora più gravoso per l'emergenza. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche solo un minimo di energie a questi pensieri", dice il presidente del Consiglio in un'intervista al quotidiano La Repubblica, rispondendo alla domanda se intenda fondare un suo partito.

Quanto al Recovery Plan, "lo presenteremo a settembre. Con un cronoprogramma dettagliato per non perdere quei soldi", dice il premier, che sugli Stati Generali che prenderanno il via domani assicura: "Non sarà una sfilata o una passerella. Non ne abbiamo bisogno, il Paese non ci consente di fare kermesse di sorta. Tra l'altro, la dotazione finanziaria europea non è un tesoretto che il governo spende liberamente, ma una grande responsabilità da condividere con tutte le forze. E per questo voglio assoldare singole personalità e le migliori energie del Paese. Dopo gli Stati generali, richiamerò ministri e partiti di maggioranza e avremo un piano condiviso dell'azione di governo. Sarà più ampio del solo Recovery plan e collegato al Piano nazionale delle riforme. Avrà una forza incredibile". Per Conte il Piano Colao non si sovrappone al progetto del governo, "perché non è un piano di rilancio politico, sono delle schede di lavoro. Gli esperti hanno fatto un grandissimo lavoro".

E tornando sugli Stati Generali, sottolinea che "non si tratta di una fuga in avanti. In ogni caso la situazione del Paese è tale che bisogna fare questa iniziativa, e farla con questa modalità largamente condivisa. È davvero urgente per avere uno scatto in avanti".

Conte poi spiega che l'invito all'opposizione a Villa Pamphili "dimostrava grande riguardo. Non li ho invitati come fossero una associazione di categoria o sindacale. Non li facevo scorrere come gli altri ospiti. Avevo riservato loro un intero pomeriggio. Mi è stato risposto che la sede non è istituzionale, ma c'è un difetto di conoscenza: a villa Pamphili sono stati ricevuti capi di governo".