Firenze, 1 Giu 2020 - "Tocca al governo decidere. Non si possono fare fughe in avanti o fare i pierini, gli sceriffi o, peggio ancora, proporre passaporti sanitari che non esistono e patenti di immunità che sono delle sciocchezze" e "tutto questo non funziona e comunque non si può creare un clima di contrapposizione tra regioni. Sarebbe sbagliato". Lo dichiara in un'intervista al Corriere della Sera il governatore toscano Enrico Rossi, il quale per "esperienza" si dice sicuro che "la diffusione del virus in Toscana, come in altre regioni, è stata il prodotto della fuga dalla Lombardia poco prima del confinamento". Questa evidenza, secondo Rossi, avrebbe dovuto consigliare "un po' di prudenza e la pazienza di aspettare una settimana in più" prima di aprire tutto. E aggiunge. "non so a chi avrebbero potuto far male”.
Ma una spiegazione c'è per il governatore toscano: "La verità è che Fontana e Sala hanno fatto la corsa per la riapertura e alla fine il governo si è adeguato. Invece una maggiore gradualità terrebbe insieme meglio il Paese", riflette ancora Rossi. Quanto alla diatriba dei governatori "sceriffi" di Campania e Puglia, De Luca ed Emiliano, Rossi taglia corto: "Hanno fatto un po' di gazzarra", dice, per aggiunge: "Del resto, tutti sanno che ci sono due atteggiamenti che portano un facile consenso: uno, quello improntato a una rigidità assoluta, l'altro di chi spinge per riaprire e che intercetta un bisogno vero". "Però così facendo - spiega Rossi - si rischia di alimentare una democrazia emozionale: un pendolo che sbanda una volta da una parte, una volta dall'altra. E quindi così si genera più confusione che altro". E se fosse stato il Sud a trovarsi nella condizione della Lombardia? chiede il Corriere. E il governatore chiosa: "Il peso della Lombardia nelle scelte c'è, è inutile negarlo. Certo qualche riflessione, anche autocritica, non avrebbe guastato da parte di quella regione".
"Non può esserci ripartenza" senza il Mezzogiorno, ma il Nord produttivo "ha bisogno di risposte veloci e dunque urgenti". Lo ha detto Stefano Bonaccini. "Discutere delle vacanze non è una banalità se guardiamo il contributo all'intero Pil del turismo. Anzi è il cuore centrale della discussione in questa parte della mia regione o del Paese. Dopodiché è un'occasione persa per i greci. Dico a loro venite in Emilia-Romagna". Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, ospite di Omnibus su La7 a proposito del turismo e delle polemiche sulla Grecia.










