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Nel mondo crollano i consumi dei carburanti e nel frattempo il petrolio va a fondo perdendo il -305% e chiude a -37,63 dollari.

Cagliari, 21 Apr 2020 - Crollo storico per il future Wti a New York. Il contratto con consegna a maggio ha chiuso il suo ultimo giorno di contrattazioni in negativo per la prima volta nella storia. Il barile texano ha ceduto il 305% per chiudere all'incredibile cifra di -37,63 dollari. Mai da quando sono iniziate le rilevazioni i prezzi del Wti, nel 1983, sono scesi così in basso. A provocare la caduta è stato un insieme di motivi macroeconomici ma soprattutto tecnici.

Con i lockdown imposti nelle maggiori economie per contenere il coronavirus la domanda di petrolio è crollata e a nulla sono finora valsi i tagli alla produzione decisi dall'Opec+. Tagli che, fin dall'inizio, sono apparsi inadeguati: 9,7 milioni di riduzione a fronte di una domanda attesa calata circa tre volte tanto.

Il vero motivo del collasso record odierno risiede però innanzitutto nello 'swap' sulle scadenze. I contratti per consegna a maggio scadono domani e saranno sostituiti da quelli con scadenza a giugno. I contratti per giugno, luglio, agosto e settembre contengono le perdite e lasciano intravedere l'attesa di una ripresa della domanda con le maggiori economie che si muovono verso la normalità. Il contratto per giugno vale 22,26 dollari per barile, quello per luglio 27,74 dollari. Un altro aspetto importante è anche la scarsa capacità residua di stoccaggio del petrolio, molti operatori hanno preferito svendere il future anziché pagare prezzi molto più alti per tenerlo invenduto nei serbatoi dei depositi.

Tremano le società dello shale americano: con i prezzi ai livelli attuali il rischio è quello di un'ondata di bancarotte e del crollo di un settore che ha contribuito in modo sostanziale alla rivendicata indipendenza energetica americana più volte cavalcata da Donald Trump. Il presidente americano ha detto che la Casa Bianca pianifica di aumentare le riserve strategiche nazionali di altri 75 milioni barili di greggio.

Il Dow Jones ha ceduto il 2,46% a 23.646,60 punti, il Nasdaq ha perso l'1,03% a 8.560,73 punti mentre l'S&P 500 ha segnato -1,80% a 2.822,89 punti. L'Europa chiude tutta in positivo fatta eccezione per Madrid in calo dello 0,64%. Milano è stabile (+0,05%) al termine della prima seduta di una settimana caratterizzata dal Consiglio Europeo sul Mes e sui Coronabond e l'attesa per la decisione sul rating dell'Italia di S&P. Per Piazza Affari si è trattato di una seduta nervosa complice lo spread salito fino a 239 punti nonostante gli acquisti della Bce.

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