Secondo l'ultima valutazione rilasciata domenica dalle autorità cinesi, la polmonite virale Covid-19 ha causato la morte di 1.665 persone nella Cina continentale (escluse Hong Kong e Macao), su un totale di 68.500 casi di contaminazione registrati sul territorio, oltre 69mila in tutto il mondo. La maggior parte dei decessi si è verificata nella provincia di Hubei (Cina centrale), il centro dell'epidemia iniziata a dicembre nella sua capitale Wuhan.
Solo quattro morti sono state registrate in altre parti del mondo: una nel territorio semi-autonomo cinese di Hong Kong e le altre tre in Giappone, nelle Filippine e in Francia.
Sulla nave da crociera Diamond Princess, ferma in porto a Yokohama, sono stati rilevati altri 70 casi di coronavirus, portando il totale a 355. "A tutt'oggi, "abbiamo fatto i test su un totale di 1.219 persone e 355 si sono rivelati positivi", ha detto il ministro della salute Katsunobu Kato. Dei 355 contagiati, 73 non presentano sintomi della malattia. A bordo restano più di 3.700 persone fra membri d'equipaggio e passeggeri. Fra loro, 35 italiani.
È allo studio la possibilità di realizzare un volo di rimpatrio per i 35 italiani bloccati sulla nave da crociera. Ne avrebbero discusso nelle ultime ore, si apprende da fonti diplomatiche, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ed il commissario straordinario Borrelli.
Preoccupati per la rapida crescita del numero di nuovi casi di coronavirus diversi paesi, a cominciare dagli Usa, hanno deciso questo fine settimana di evacuare rapidamente i loro cittadini a bordo. Finora sono stati fatti controlli su 1.219 persone. La Diamond Princess era in crociera con diversi scali in Asia quando un passeggero sbarcato a Hong Kong è risultato positivo al coronavirus apparso a dicembre nella città cinese di Wuhan. Questo ha portato alla quarantena della nave nel porto giapponese di Yokohama. Da allora, il numero di casi a bordo ha continuato ad aumentare, come dimostrano i risultati dei test, anche se i passeggeri sono confinati il più possibile nelle loro cabine e i casi confermati vengono trasferiti in ospedali giapponesi appositamente attrezzati.
"Sono felice di essere tornato in Italia". È quanto avrebbe detto Niccolò, il 17enne di Grado ritornato oggi in Italia dopo essere stato bloccato due volte in Cina a causa della febbre, a chi ha avuto modo di parlare con lui qualche istante. Il ragazzo è ricoverato in isolamento allo Spallanzani di Roma. "Il test al Coronavirus effettuato presso l'INMI Spallanzani è risultato negativo" ha comunicato la Direzione sanitaria dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. "Il giovane completerà ora il periodo di ricovero in isolamento". Niccolò è tornato dopo una lunga attesa, dovuta ai protocolli medici. Era bloccato a Wuhan, la città cinese focolaio del coronavirus.










