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Air Italy fallita: voli fino al 25 febbraio, poi riprotetti o rimborsati

Milano, 11 Feb 2020 - "Air Italy lavorerà per ridurre al minimo il disagio per i passeggeri" in seguito alla decisione degli azionisti di mettere la società in liquidazione in bonis. I voli - si legge in una nota - sino al 25 febbraio saranno operati agli orari e nei giorni previsti da altri vettori mentre i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente.

"Per motivi di sicurezza e a tutela sia degli equipaggi che di tutti i passeggeri a partire da oggi è in atto il fermo tecnico dei voli. È in corso di attuazione un piano volto alla riprotezione dei passeggeri". Lo scrive il presidente di Air Italy, Roberto Spada, in una lettera ai dipendenti della compagnia aerea, in cui parla di "scelta difficile presa congiuntamente dagli azionisti". Nella comunicazione si legge infine che "a causa del perdurare delle difficili e strutturali condizioni di mercato nelle quali la compagnia sta operando, non sussistono più le condizioni per il prosieguo delle attività dell'azienda".

"Assistiamo alla messa in liquidazione nel totale silenzio e nell'indifferenza del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti". Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito sulla situazione di Air Italy, sottolineando che "apprendiamo solo adesso di una tardiva convocazione dell'azienda da parte ministeriale, di fronte allo spettro del blocco dell'attività ci saremmo aspettati azioni ben più incisive da parte dei ministeri che erano stati informati da settimane attraverso le nostre denunce. Non permetteremo - denuncia il segretario nazionale della Filt Cgil - che 1500 lavoratori vengano messi per strada nell'indifferenza di tutte le istituzioni.

La messa in liquidazione di Air Italy è l'ennesimo atto predatorio da parte di imprese straniere nei confronti del lavoro nel nostro paese. Ci auguriamo inoltre - afferma Cuscito - che la giustizia italiana faccia chiarezza sulla gestione delle risorse di Air Italy che a fronte dell'ennesimo sacrificio posto in essere dai lavoratori negli ultimi anni ha sperperato tutte la risorse. Occorre a questo punto un'azione immediata per fermare questo grave atto irresponsabile ed un segnale di vita da parte dei ministeri competenti che impediscano il disastro occupazionale che sta avvenendo nel trasporto aereo. Ci mobiliteremo - annuncia infine il dirigente nazionale della Filt - con ogni tipo di azione, consentita dalla legge, perché i posti di lavoro siano tutelati, a cominciare dallo sciopero nazionale del settore del 25 febbraio, a cui ne seguiranno altri se la situazione non dovesse migliorare".

Sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori delle aziende del settore del trasporto aereo martedì 25 Febbraio 2020. Lo stop è stato proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo.

Da ormai troppo tempo, si legge in una dichiarazione congiunta, "le organizzazioni sindacali richiedono inascoltate un tavolo di lavoro ministeriale e una cabina di regia che abbia la finalità di riscrivere le regole del settore. Riteniamo infatti e lo abbiamo più volte sostenuto in ogni momento istituzionale di confronto che l'obiettivo principale e ineludibile sia quello di porre fine alle cause e agli effetti delle azioni di dumping industriale e contrattuale che hanno generato inaccettabili asimmetrie competitive". I sindacati ricordano di aver proclamato una prima azione di sciopero nazionale di quattro ore lo scorso 26 luglio, e una seconda azione di sciopero per il giorno 25 novembre, e a seguire sono stati effettuati scioperi di numerose aziende del settore il 13 dicembre e il 14 gennaio 2020 "generati della grave crisi che imperversa nel settore del trasporto aereo e dal proliferare di situazioni di pesante crisi industriali, in alcuni casi della stessa impresa, più volte nel tempo, come nella vicenda Alitalia e Air Italy".

"L'assenza di una concreta legislazione nazionale di sostegno del settore e di contrasto al dumping contrattuale - osservano - ma anche le politiche di incentivi messe in campo in maniera non ordinata, la crisi delle imprese e dell'occupazione, il deterioramento costante della qualità dell'offerta commerciale e della qualità del lavoro, e delle relazioni industriali, dovuto all'apertura dei processi di liberalizzazione senza regole per il lavoro, hanno consentito l'abbassamento incontrollato delle tariffe; tutto questo ha complessivamente determinato la degenerazione complessiva del settore". Per le sigle sindacali, "permangono tutte le problematiche che hanno determinato la crisi della principale compagnia italiana, ovvero il Gruppo Alitalia in A.S. e nulla lascia presagire, al di là delle dichiarazioni di intenti, che essa si chiuda senza impatto sul fronte del lavoro, in termini di esuberi di lavoratori e lavoratrici e di tagli al costo del lavoro, sia dei dipendenti diretti della Compagnia che delle Imprese dell'indotto che le scriventi ribadiscono ancora una volta di non voler minimamente accettare".