Roma, 5 Feb 2020 - L'Italia dispone controlli con i termoscanner sui passeggeri di tutti i voli nazionali e internazionali in arrivo negli aeroporti italiani. Ogni scalo li installerà nelle aree più idonee anche se nella maggior parte dei casi saranno messi alle uscite o nell'area controllo passaporti. Negli aeroporti senza la strumentazione, ha fatto sapere il capo della Protezione Civile e Commissario per l'emergenza Coronavirus Angelo Borrelli, i controlli saranno effettuati da volontari medici e paramedici della Croce Rossa e di altre associazioni di Protezione Civile con i termometri a pistola.
Si aggravano intanto le condizioni dei coniugi cinesi positivi al coronavirus e ricoverati allo Spallanzani. "I due cittadini cinesi ricoverati presso l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria, come segnalato nei casi fino ad ora riportati in letteratura. Pertanto è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva". Lo comunica in un Bollettino la Direzione Sanitaria dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.
Nel frattempo sono stati a oggi dimessi 26 pazienti dallo Spallanzani di Roma dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Presso l'Istituto sono ricoverati in questo momento 11 pazienti sintomatici provenienti da zone della Cina interessate dall'epidemia. Tutti sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt'ora in corso. Per quanto riguarda le 20 persone, che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all'infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l'Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni.
È stata ricoverata in via precauzionale al Policlinico di Verona un'addetta dell'albergo dove ha soggiornato una notte la coppia cinese contagiata dal Coronavirus e attualmente in prognosi riservata allo Spallanzani di Roma. A chiamare i sanitari è stato il marito della donna, colpita da febbre mentre era a casa; la donna è stata portata in isolamento per essere sottoposta ai test assieme ai due figli, come prevedono i protocolli ministeriali.
Un livornese di circa 60 anni è ricoverato all'ospedale di Livorno nel reparto di malattie infettive come caso sospetto di coronavirus. Lo rende noto l'Asl Toscana Nord Ovest. L'uomo, spiega una nota, tornato domenica scorsa da Shangai per un viaggio di lavoro, ha accusato uno stato di malessere generale e ha chiamato il 118. E' stato così prontamente attivato il protocollo di isolamento previsto a livello nazionale. Il paziente è stato portato direttamente nel reparto, senza passare dal pronto soccorso. Il prelievo è stato inviato, come indicato dalla Regione Toscana, al laboratorio di virologia della Azienda ospedaliera universitaria di Siena. Il responso arriverà nella mattinata di domani. L'uomo si trova comunque in buone condizioni seppur in stato di isolamento preventivo.
Non ha il coronavirus il 17enne italiano che domenica notte non ha potuto imbarcarsi sul volo da Wuhan che ha rimpatriato gli altri nostri connazionali a causa della febbre. La Farnesina è al lavoro per poterlo riportare in patria il prima possibile, mentre sono in corso riunioni operative a vari livelli in tal senso. Il ragazzo è attualmente in un hotel di Wuhan.
Le autorità britanniche, francesi e tedesche hanno chiesto ai loro rispettivi cittadini di "lasciare la Cina" in seguito alla diffusione dell'epidemia. La Germania suggerisce ai tedeschi di lasciare la Cina anche per le "crescenti restrizioni" nella normale mobilità, dai viaggi in treno ai voli, che potrebbero rendere poi impossibile partire. Il ministero degli Esteri sottolinea tra l'altro che "le enormi richieste" nei confronti del sistema sanitario cinese "possono portare a restrizioni nell'assistenza medica".
Il numero dei casi di coronavirus accertati in Cina ha raggiunto quota 24.324, in una giornata segnata da un aumento dei contagi, che nelle ultime 24 ore hanno toccato 3.887 persone. Secondo l'ultimo bilancio, i pazienti guariti e dimessi con successo in Cina sono 898 (+268), mentre i morti sono saliti a quota 492. La provincia dell'Hubei resta il primo e principale focolaio dell'epidemia.
La Cina ringrazia anche l'Italia, in un elenco di 21 Paesi, per "la comprensione sincera e amichevole, il sostegno e l'aiuto della comunità internazionale". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, nel briefing online coi media. Nella lista in cui figurano Corea del Sud, Giappone e Germania, mancano gli Usa. "L'Unicef ha donato forniture per la prevenzione e il controllo. Altri governi hanno espresso la volontà di donare forniture. Inoltre, gli amici di molti paesi ci hanno offerto supporto in vari modi", ha aggiunto Hua.









