Gaza, 5 Magg 2019 - Aumenta la tensione in Medio Oriente dopo che centinaia di razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza contro Israele, provocando la reazione delle forze armate israeliane, che hanno bombardato Gaza prendendo di mira una serie di obiettivi di Hamas e della Jihad. Sono stati 180 i razzi lanciati questa notte, in tutto da ieri ne sono arrivati circa 430. Lo hanno detto fonti della Difesa israeliana secondo cui sono stati 200 gli obiettivi sia di Hamas sia della Jihad islamica colpiti in risposta dall'esercito nella Striscia. Intanto continuano a suonare le sirene di allarme in tutto il sud di Israele, mentre non si fermano i lanci di razzi.
Un israeliano di 58 anni, Moshe Agadi, è stato ucciso dalla esplosione di un razzo sparato da Gaza mentre era all'ingresso della sua abitazione ad Ashkelon, nel sud di Israele. I lanci di razzi proseguono anche stamane. L'uomo, secondo quanto ha raccontato il fratello Shmuel alla Radio Israeliana, era andato a fumare una sigaretta, e sorpreso dai razzi, non ha fatto in tempo a raggiungere il rifugio. "Hanno cercato di rianimarlo - ha spiegato il fratello - ma è morto mentre lo portavano in ospedale". Agadi, padre di quattro figli, sarebbe la prima vittima israeliana degli attacchi missilistici di Gaza dal 2014.
Sette palestinesi sono rimasti uccisi ieri negli attacchi condotti dall'aviazione israeliana in reazione al lancio di razzi verso lo stato ebraico. Lo ha riferito il ministero della Sanità locale che conferma che tra le vittime c'è anche una neonata di 14 mesi, la madre incinta, e anche due miliziani della Jihad islamica. I feriti sono oltre 40, secondo la stessa fonte. Israele - precisa la agenzia di stampa Maan - ha distrutto a Gaza cinque edifici.
“La neonata e la donna palestinese incinta che hanno perso la vita ieri non sono state uccise in attacchi israeliani ma da armi difettose di Hamas o Jihad islamica". Lo ha detto il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus ai giornalisti stranieri riferendosi a quanto accaduto ieri nel nord della Striscia. "Un evento triste e tragico - ha continuato - ma non sono state uccise da armi israeliane". Conricus ha confermato l'invio al confine della 7/a brigata corazzata israeliana a cui potrebbero essere affidate "missioni offensive".
L'inviato dell'Onu in Medio Oriente Nickolay Mladenov è in contatto con Israele, Hamas e l'Egitto per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza, ha fatto sapere il suo ufficio su twitter.
"Il lancio di razzi da Gaza verso Israele deve fermarsi immediatamente. È urgente una de-escalation di questa pericolosa situazione per garantire che le vite dei civili siano protette", afferma in una nota l'Eeas, l'ufficio di azione esterna dell'Ue. "Sia gli israeliani che i palestinesi hanno il diritto di vivere in pace, sicurezza e dignità - precisa la nota -. Solo una soluzione politica può porre fine alla violenza. Gli sforzi dell'Egitto e dell'Onu per calmare la situazione hanno il pieno appoggio dell'Ue".
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi "condanna con fermezza il lancio di razzi verso il territorio israeliano, ribadisce che Israele, al pari di ogni Stato, ha diritto all'autodifesa e rinnova, a nome dell'Italia, un forte appello affinché cessino le aggressioni e le violenze": è quanto si legge in una nota della Farnesina. Il ministero, prosegue la nota, "segue con attenzione e preoccupazione il grave riacutizzarsi delle tensioni a Gaza che, come già accaduto molte volte in passato, mettono a repentaglio tante persone".
All'inizio del mese scorso, in vista delle elezioni del 9 aprile, una tregua era stata raggiunta da Israele e i gruppi armati palestinesi sotto l'egida di Egitto e Onu, portando a una relativa calma che si è però interrotta questa settimana.
Martedì, Israele ha revocato l'ampliamento del limite di pesca dopo che un razzo è stato sparato da Gaza ed è caduto nel Mediterraneo, mentre giovedì ha bombardato un complesso militare di Hamas dopo il lancio di palloni incendiari al di là della frontiera.
Alla luce della ripresa della tensione, tre giorni fa una delegazione guidata dal leader di Hamas, Yahya Sinwar, si è recata al Cairo per consultazioni. Il segretario generale della Jihad Islamica, Ziad al-Nakhaleh, già nei giorni scorsi aveva avvertito Israele che, in caso di ferimento o uccisione dei suoi militanti, avrebbe risposto prendendo di mira le principali città dello Stato ebraico.










