Caracas, 30 Gen 2019 - Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, si è detto favorevole a elezioni politiche anticipate per uscire dalla crisi politica che lacera il Paese. Lo ha detto nell'intervista concessa all'agenzia di stampa russa Ria Novosti. "Sarebbe molto bello organizzare elezioni politiche anticipate, sarebbe una buona forma di discussione politica, una buona soluzione per il voto popolare", ha affermato il presidente socialista.
Il presidente si è detto anche pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l'opposizione ed aperto alla possibilità di una mediazione di paesi terzi. Lo riferisce l'agenzia Russia Ria Novosti. "Sono pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l'opposizione in modo da poter parlare a beneficio del Venezuela, la pace e il suo futuro", ha dichiarato all'agenzia. Alla domanda sulla possibilità di una mediazione, Maduro ha risposto: "Ci sono diversi governi, organizzazioni a livello globale, che stanno dimostrando la loro sincera preoccupazione su ciò che sta accadendo in Venezuela, hanno fatto appelli a favore del dialogo".
Nicolas Maduro ha rifiutato però la richiesta di elezioni presidenziali anticipate. "Le elezioni presidenziali in Venezuela si sono tenute e se gli imperialisti vogliono un nuovo voto lasciamoli aspettare fino al 2025", ha dichiarato, alludendo evidentemente a Washington. Nell'intervista in cui apre alla possibilità di colloqui con l'opposizione e la mediazione di terzi, Maduro lascia aperta la possibilità di elezioni parlamentari anticipate, ossia di un voto per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale, presieduta dal suo rivale politico e autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidò: "Sarebbe ottimo svolgere elezioni parlamentari anticipate, sarebbe una buona forma di discussione politica".
Maduro si è detto "pronto a discutere personalmente con Donald Trump, in pubblico, negli Stati Uniti, in Venezuela, o dove vorrà, qualunque sia il programma". Maduro ha però sottolineato che al momento gli sembra "complicato" in particolare perché a suo parere il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, "ha impedito a Trump di avviare il dialogo". Nell'intervista a Ria, Maduro ha anche accusato Trump di avere ordinato al governo della Colombia di assassinarlo. "Se un giorno mi succederà qualcosa, allora Donald Trump e il presidente colombiano Ivan Duque saranno responsabili di qualunque cosa mi succede", ha detto, aggiungendo che comunque lui è in buone mani perché "è protetto". "Abbiamo un buon sistema di difesa e inoltre abbiamo una protezione più significativa, cioè la protezione di Dio, che mi darà una vita lunga", ha affermato.
Intanto Juan Guaidó chiede "più sanzioni" da parte dell'Unione europea contro il regime del presidente del Venezuela Nicolas Maduro. L'oppositore, auto-proclamatosi presidente ad interim, in un'intervista al giornale tedesco Bild ha detto: "Siamo in una dittatura e ci deve essere pressione" e ha denunciato un regime "assolutamente corrotto". "Abbiamo bisogno di più sanzioni da parte dell'UE, come deciso dagli Stati Uniti".










