Bergamo, 14 Gen 2019 – Alla fine la giustizia in Italia trionfa quasi sempre. E questa volta è andata a colpire il becero razzismo dei leghisti, specialmente dei suoi alti esponenti politici che siedono nell’aula ovattata del Senato e nelle comode poltrone e ben remunerate della Camera dei deputati. Oggi, a Bergamo, infatti, ha pagato pegno ed è stato condannato, in primo grado, a un anno e sei mesi dal tribunale di Bergamo, che ha riconosciuto l'aggravante razziale, il senatore della Lega Roberto Calderoli, a processo a Bergamo - dove vive - per aver dato dell'orango all'ex ministro del governo Letta Cecile Kyenge, nel luglio 2013 alla festa della Lega Nord di Treviglio. L'ex ministro non si è costituita parte civile e non sono previsti risarcimenti di natura economica.
"Abbiamo vinto un'altra volta. Evviva, evviva, evviva. Il razzismo la paga cara: Roberto Calderoli condannato in primo grado ad un anno e sei mesi per avermi rivolto insulti razzisti". Così, sulla sua pagina Facebook, l'europarlamentare del Pd e ex ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge commenta la decisione del Tribunale di Bergamo riguardo le parole dell'ex ministro leghista che, nel 2013 la aveva paragonata a un orango.
"Anche se si tratta del primo grado di giudizio, e anche se la pena è sospesa - si legge - è una sentenza incoraggiante per tutti quelli che si battono contro il razzismo. Perciò esprimo la mia soddisfazione per questa vicenda: non solo per questioni personali, ma anche perché la decisione del Tribunale di Bergamo conferma che il razzismo si può e si deve combattere per vie legali, oltre che civili, civiche e politiche".









